Il pilota di Andretti Global domina dal primo giro la gara celebrativa a Washington D.C., trionfando davanti a Christian Lundgaard e Will Power. Giornataccia per Palou, fuori anche David Malukas!
Serviva una risposta dopo il ritiro a Markham, e che risposta è arrivata: Kyle Kirkwood domina la Freedom 250 dal primo all’ultimo giro, vincendo la gara celebrativa tra le strade di Washington D.C. e ritornando in victory lane dopo oltre cinque mesi dall’ultimo trionfo, avvenuto sul cittadino di Arlington! Il pilota di Andretti Global ha realizzato la gara perfetta, prendendosi la leadership della corsa subito dopo le prime curve e rimanendo concentrato tra le varie caution e insidie del circuito della capitale americana! Secondo il poleman e compagno di squadra Christian Lundgaard, il quale è risalito nel corso della gara ma non ha potuto nulla contro Kirkwood, mentre completa il podio l’altro alfiere di Andretti Global Will Power.

Quarta posizione per un buon Marcus Ericsson, il quale completa la grandissima giornata per Andretti Global piazzando anche la terza vettura in Top 5, mentre chiude in quinta posizione un super Kyffin Simpson, autore di una fenomenale rimonta dalle ultime file dello schieramento. Sesta piazza per Nolan Siegel con la seconda Arrow McLaren in classifica, seguito da Scott Dixon, settimo, e Josef Newgarden, ottavo e l’unico dei piloti del team Penske a vedere il traguardo, mentre rientrano nei primi dieci anche Caio Collet, il miglior rookie in questa gara, e Romain Grosjean, decimo con la vettura di Dale Coyne Racing.
Undicesima posizione per Mick Schumacher, il migliore tra gli alfieri di Rahal Letterman Lanigan Racing, davanti a Alexander Rossi, dodicesimo, e Graham Rahal, tredicesimo; dietro al pilota americano si è classificato Christian Rasmussen, quattordicesimo con l’altra vettura di Ed Carpenter Racing. Top 15 anche per Dennis Hauger, mentre in sedicesima posizione troviamo un deluso Pato O’Ward, autore di un lungo durante le fasi centrali di gara che lo hanno fatto scivolare indietro in classifica. Diciassettesima piazza per Marcus Armstrong, finito contro il muro nella seconda ripartenza mentre era in battaglia con Rasmussen, seguito da Louis Foster e Felix Rosenqvist, rispettivamente diciottesimo e diciannovesimo: il pilota svedese era stato autore di una buona gara, fino al testacoda che lo ha fatto retrocedere in fondo al gruppo.
Ventesima piazza per Alex Palou, il quale ha avuto una gara da incubo: il leader del campionato, passato in partenza da Kirkwood, ha commesso un errore in pit road, toccando una delle gomme pronte per il pit stop di Mick Schumacher e ricevendo dalla direzione gara un drive through; finito al di fuori della Top 10, nelle fasi finali di gara il pilota spagnolo è finito in testacoda in curva 4, danneggiando l’ala anteriore e ripartendo in ultima posizione con due giri di ritardo.
Tra i ritirati, invece, troviamo Santino Ferrucci, tradito da un problema meccanico a 15 giri dalla fine, così come non ha visto la bandiera a scacchi Scott McLaughlin, autore di una staccata eccessiva nel tentativo di passare Kirkwood al restart, finendo contro le barriere di curva 1; fuori dai giochi anche Rinus VeeKay per incidente, così come David Malukas, finito a muro in uscita di curva 7 e coinvolgendo successivamente anche Sting Ray Robb, il quale non è riuscito ad evitare la vettura del Team Penske.
La Gara
Al via, Kyle Kirkwood si prende la leadership su Palou in curva 2, mentre più indietro vi sono stati vari contatti, soprattutto quello tra Rasmussen e Armstrong, che hanno lasciato qualche detrito in curva 4, costringendo la direzione gara a chiamare la caution per i primi tre giri. Al restart, Malukas si riprende la sesta posizione, salvo poi cederla di nuovo dopo un grandissimo sorpasso di Lundgaard in curva 2: i due continuano a battagliare fino a curva 6, con alla fine il pilota di Arrow McLaren che riesce a mantenere la posizione.
Il gruppo prosegue tranquillamente nella prima fase di gara, con davanti Palou che si limita a mantenere un secondo di distacco rispetto al rivale, mentre tra Grosjean e Simpson iniziano una battaglia nelle ultime posizioni, con il francese che passa l’alfiere di Chip Ganassi Racing; l’azione in pista viene neutralizzata una seconda volta al giro 18, ancora per detriti: ne approfittano un paio di piloti, tra cui David Malukas, per cambiare le gomme e scontare la prima sosta. Al secondo restart, Newgarden infila Rossi per la decima piazza.
La successiva caution entra in vigore al giro 37, quando Malukas finisce a muro in curva 7, venendo centrato poi da Robb; ciò ha dato la chance a tutti di scontare la propria sosta: in pit road, Palou nel ripartire colpisce una delle quattro gomme pronte per Mick Schumacher, e ricevendo dalla direzione gara un drive through per l’accaduto, scontato qualche giro più tardi. Alla ripartenza, la battaglia si accende nelle prime posizioni, con Rahal, Simpson e Grosjean che ripartono davanti a tutti, ma la vettura di sicurezza è costretta a rientrare qualche momento più tardi a seguito dell’incidente tra Armstrong e Rasmussen, con il primo finito contro il muro e poi penalizzato con uno stop and hold di 10 secondi, e il secondo in testacoda.
Al giro 51 riparte la corsa con Kyle Kirkwood che si riprende la leadership passando Rahal e Simpson, mentre più indietro Romain Grosjean difende la quarta posizione contro Scott McLaughlin, e Christian Lundgaard conquista la sesta posizione ai danni di Rosenqvist con una staccata chirurgica. Al giro 61, Rahal si ferma per la sua seconda sosta, mentre Ericsson, e poi Siegel, riescono a passare Hauger per l’undicesima e dodicesima piazza. Per Palou, invece, i problemi non sono finiti, con una lenta sosta che lo fa scivolare un giro indietro rispetto a Kirkwood. Il valzer delle soste continua con le varie soste di Grosjean, O’Ward e Lundgaard, mentre davanti Kirkwood continua a dominare la gara davanti a McLaughlin e Power. Al giro 79, Pato O’Ward finisce lungo in curva 6, proprio mentre il leader della gara rientrava ai box per montare le dure, così come McLaughlin; qualche passaggio più tardi, anche Power completa il passaggio in pit road, rientrando dietro Lundgaard e Simpson.
Al passaggio 89, Kirkwood incontra un po’ di traffico, con Rasmussen e O’Ward che resistono senza successo al tentativo di doppiaggio. Qualche giro più tardi, Palou cede la sua tredicesima piazza per la sosta ai box, scivolando diciassettesimo ma questa volta non doppiato. Al giro 97, Power rompe gli indugi e passa Simpson, prima di finire nello stesso gruppo dei doppiati in cui vi sono McLaughlin e Lundgaard, in lotta per la seconda piazza: proprio nella fase di doppiaggio, Foster oppone resistenza su Lundgaard, favorendo il rientro di Power dietro la #7 di Arrow McLaren; l’attacco arriva al giro 100, una staccata precisa e perfetta di Power rompe le difese di Lundgaard, permettendo al pilota di Andretti Global di salire sul terzo gradino del podio. Qualche tornata dopo, anche Ericsson passa Simpson, questa volta per la quinta piazza, mentre Lundgaard ritorna davanti a Power.
Al giro 112 si ferma per l’ultima sosta il leader Kyle Kirkwood, così come Simpson, mentre passaggio dopo passaggio sempre più piloti prendono la via della pit road: Lundgaard rientra una tornata più tardi rispetto a Kirkwood, mentre McLaughlin al 114simo giro, riuscendo comunque a difendere la posizione; Power, infine, completa la sosta qualche minuto più tardi, rientrando dietro il pilota di Arrow McLaren. Ma, a sorpresa, al giro 124, Alex Palou sbaglia in curva 4 e finisce in testacoda, danneggiando l’ala anteriore la quale si va a infilare sotto le ruote anteriori: gara completamente compromessa per il leader del campionato, caution in pista e distacchi annullati a 24 tornate dal termine!
Al penultimo restart, McLaughlin sbaglia e finisce a muro nel tentativo di attaccare Kirkwood, terminando la propria gara poco dopo curva 1, mentre Rosenqvist finisce in testacoda sempre nella stessa zona, ma lo svedese riesce fortunatamente ad evitare le barriere. L’ultima caution dura fino al giro 135, quando Kirkwood riprende la gara seguito da Lundgaard e Power, mentre dietro Siegel studia l’attacco su Simpson per la quinta posizione. Il pilota danese di Arrow McLaren rimane sul secondo di ritardo e prova ad avvicinarsi al rivale, sfiorando più volte le barriere del circuito di Washington D.C., ma Kirkwood oggi è imprendibile e va a prendersi la vittoria della prima edizione della Freedom 250!

“È impossibile persino descriverlo a parole: è incredibile!“, ha detto Kirkwood. “Sono quasi commosso fino alle lacrime. È un momento importante per noi, un momento importante per l’America qui alla 250. È stato fantastico dominare la gara; non mentirò: è stato davvero un gran bel momento. E che posto incredibile per riuscirci. Se non si riesce a vincere la 500 (di Indianapolis, nda), questo è senza dubbio il posto giusto dove trionfare. Non so se avremo mai l’occasione di ripeterci – spero di sì. È stato eccezionale. Un vero sogno diventato realtà.“
La classifica piloti vede ancora Palou in testa con 553 punti, 91 in più rispetto al primo inseguitore Kirkwood (462). Lundgaard risale in terza posizione con il risultato di oggi, portandosi a quota 443 punti, mentre David Malukas scivola in quarta piazza con 411 punti, davanti a Pato O’Ward, quinto con 399 punti e ormai fuori dai giochi per il titolo.
Terminata la Freedom 250 tra le strade di Washington D.C., la IndyCar si sposterà settimana prossima al Milwaukee Mile per il double-header sull’ovale di West Allis, due gare che potranno ancora dare la matematica certezza ad Alex Palou di conquistare il quinto titolo: riuscirà il pilota spagnolo a chiudere i giochi prima del gran finale di Laguna Seca?
Qui trovate i risultati della Freedom 250.
Fonte immagini: indycar.com
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