L’evento celebrativo dei 250 anni d’Indipendenza Americana sarà valido per il campionato ed andrà in scena in questo weekend.
Nemmeno il tempo di riprendersi dalle peripezie di Markham che la IndyCar Series si appresta a tornare per il proprio secondo evento cittadino consecutivo su un tracciato completamente nuovo. Trattasi della Freedom 250, l’ultimo evento integrato in calendario e nato per celebrare i 250 anni d’Indipendenza degli Stati Uniti, ma altrettanto valido per il campionato iridato.
Esso si svolgerà tra le stradine di Washington D.C., su un tracciato di 1,7 miglia (o 2.736 metri). Saranno previsti 147 giri, i quali verranno percorsi fiancheggiando alcuni dei monumenti più celebri della capitale americana.

La speranza è che, oltre all’aspetto simbolico, la gara regali del buono anche sul piano sportivo, un po’ come accaduto a Markham. Nonostante le diverse fasi convulse della gara canadese e la cancellazione della prima prova libera al venerdì, il racing puro non è mancato e a vincere il GP di Toronto è stato Marcus Ericsson, autore di una prestazione sublime (probabilmente la migliore da quando corre in IndyCar).
Il trionfo dello svedese, tuttavia, non ha cambiato la situazione di classifica. Col quarto posto ottenuto, Álex Palou ha allungato ulteriormente in classifica iridata approfittando delle giornate storte di Kyle Kirkwood e David Malukas, entrambi finiti a muro e rimasti con un pugno di mosche in mano.
In particolare per Kirkwood, quella di Markham ha il terribile sapore di occasione sprecata. A fronte della grande competitività del pacchetto Andretti Global (con Will Power giunto ottimo terzo), il floridiano aveva la possibilità di accorciare le distanze nella generale e, magari, anche tentare un doppio colpo con l’imminente Freedom 250. Ora, invece, non potrà far altro che ritardare la festa di Palou più che potrà.
Per quanto riguarda Malukas, il lituanoamericano stava cercando di mettere una pezza al weekend no di Penske in terra canadese, ma una toccata con le barriere a pochi giri dalla fine l’ha costretto ad una sosta ai box, che l’ha poi relegato al 17° posto.
I compagni di squadra di Malukas, tuttavia, non se la sono cavata molto meglio. Scott McLaughlin ha terminato ottavo patendo terribilmente col consumo di carburante, mentre Josef Newgarden, vittima anche di qualche contatto al tornantino, ha chiuso solo 13°.
E’ andata decisamente meglio alla compagine di Arrow McLaren, che ha concluso il Gran Premio al quinto e sesto posto con Patricio O’Ward e Christian Lundgaard. Si è comportato bene anche Nolan Siegel, anche se le varie Caution non sono venute incontro allo statunitense durante il corso della gara.
Le due punte della squadra papaya hanno ora ottime chance d’impensierire il podio iridato, essendo tutti raccolti in un fazzoletto di 24 punti. Decisamente più sbilanciata, invece, la situazione in Chip Ganassi Racing, con Kyffin Simpson e Scott Dixon decisamente meno competitivi (e più sfortunati) di Palou in Canada. Il #8 ha chiuso 14°, mentre Dixon non vede la top ten dal GP Indy.
La vera sorpresa del GP di Toronto si è rivelata essere Romain Grosjean, il quale ha dimostrato di avere ancora ottime cartucce da sparare, nonostante la veneranda età. Il francese ha terminato secondo e, ancora una volta, si è lasciato sfuggire la vittoria dalle mani, anche se rimane la soddisfazione per il grande risultato ottenuto con Dale Coyne, dopo un lunghissimo digiuno di podi che, per il team di Plainfield, durava proprio dal GP di Toronto dello scorso anno.
Non è andata altrettanto bene a Dennis Hauger, in profonda crisi nella prima parte di gara e coinvolto in vari incidenti durante il GP, ma è andata anche peggio a Louis Foster. Il britannico sembrava pronto a conquistare il proprio primo centro in IndyCar, ma il contatto con la barriera di curva 3 (di cui tra l’altro si è lamentato ai microfoni della FOX, in quanto creata non in forma unica ma mettendo insieme più sezioni) l’ha costretto ad un deludente ritiro. Comunque, l’occasione per rifarsi potrebbe arrivare già in questo weekend, così come per Mick Schumacher (anche lui finito a muro a Markham).
Al contrario, Rinus van Kalmthout punta a mantenere l’inerzia del campionato guadagnata finora. VeeKay ha ottenuto una discreta settima posizione in Canada, dando ancora seguito alla propria striscia di risultati positivi. La Freedom 250, in questo, potrebbe rappresentare un rischio per il suo ruolino di marcia, ma anche l’occasione perfetta per portare il team Juncos Hollinger di nuovo davanti.
Come squadre da analizzare restano A.J. Foyt Enterprises, Ed Carpenter Racing e Meyer Shank. L’ultima è reduce da una tappa molto deludente, in cui Felix Rosenqvist si è ritirato nelle prime fasi mentre Marcus Armstrong ha vissuto l’ennesimo calvario. Il neozelandese, in particolare, ha bisogno di risultati come il pane, per rilanciarsi anche in chiave mercato piloti.
Il team di Foyt, d’altro canto, ha raggiunto la top ten grazie a Santino Ferrucci. L’italo-americano non sta vivendo una grande stagione, ma chissà se la gara dallo stampo patriottico possa aiutare lui ed il team della leggenda americana delle corse, come sempre in pista con livree dedicate ai colori degli States. Caio Collet, invece, ha molto terreno da recuperare nella sfida al Rookie dell’Anno contro Hauger.
Infine, Ed Carpenter Racing. Come Meyer Shank Racing, anche il team ECR ha vissuto una domenica difficile a Markham, sia con Alexander Rossi che con Ed Carpenter Racing. Gli stradali non sono mai stati il forte della squadra, perciò è improbabile che il trend possa cambiare a Washington.
Un’ulteriore variabile che potrebbe aggiungersi a questa tappa già imprevedibile è il meteo: per venerdì si preannuncia pioggia con probabilità di scrosci pari al 45% e ciò potrebbe compromettere la successiva giornata di prove, ma anche al sabato il rischio è elevato (circa 25%). Al contrario, all’orario di gara della domenica dovrebbe splendere il sole sopra la capitale statunitense.
L’evento sarà visibile su Sky Sport F1 ed IndyCarLive.com, mentre prove e qualifiche saranno visibili solo sul sito ufficiale del campionato, almeno per noi italiani.
INFO TRACCIATO

Lunghezza tracciato: 2.736 m (1,7 miglia)
Curve: 7
Senso: antiorario
ORARI TELEVISIVI
Sabato 22 agosto 2026
15:00 – Practice 1 (IndyCarLive.com)
19:00 – Practice 2 (IndyCarLive.com)
23:00 – Qualifiche (IndyCarLive.com)
Domenica 23 agosto 2026
15:00 – Warm-Up (IndyCarLive.com)
19:00 – Gara (Sky Sport F1, IndyCarLive.com)
Fonte immagini: indycar.com
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