IndyCar | È morto John Paul jr.

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Paul soffriva da tempo di una malattia neurodegenerativa

John Paul jr. si è spento ieri sera all’età di 60 anni: da quasi vent’anni l’ex pilota IndyCar e IMSA soffriva del morbo di Huntington, una malattia neurodegenerativa ereditaria per la quale non è ancora stata trovata una cura.

Paul era figlio d’arte: suo padre, John Paul sr., è stato un pilota e team manager nel mondo delle competizioni Endurance e insieme hanno vinto, con il team di famiglia, la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring del 1982; al termine di quello stesso anno, John Paul jr. ha vinto il campionato IMSA GT dopo essersi aggiudicato 9 gare delle 18 in programma.

Nel 1983 ha corso a tempo pieno nel campionato CART, aggiudicandosi un’incredibile edizione della 500 Miglia del Michigan con un sorpasso all’ultimo giro su Rick Mears prima che quest’ultimo finisse a muro in Curva 3-4.

La carriera e la vita di John Paul jr. non sono però sempre state felici: suo padre ha avuto numerosi guai con la legge, culminati con una condanna a 25 anni di carcere per tentato omicidio; a metà anni ’80 anche Paul jr. ha subito una condanna a cinque anni di reclusione (poi ridotti a due e mezzo) per il suo coinvolgimento in attività di racket.

Scontati i debiti con la giustizia, John Paul jr. è tornato nel mondo del motorsport correndo nella serie IMSA GT, sia pur in modo abbastanza discontinuo e provando regolarmente a qualificarsi per la 500 Miglia di Indianapolis ottenendo come miglior risultato un decimo posto nel 1992; in quello stesso anno, John Paul jr. si è aggiudicato la vittoria nella classe GTU alla 12 Ore di Sebring.

Paul jr. è tornato stabilmente alle ruote scoperte nel 1996 con la nascita della Indy Racing League, categoria nella quale ha corso stabilmente fino all’inizio del 1999. In quest’ultima fase della sua carriera è riuscito anche ad aggiudicarsi una gara, la Lone Star 500 del 1998 al Texas Motor Speedway, tornando quindi nella Victory Lane della IndyCar a 15 anni di distanza dal successo nella 500 Miglia del Michigan.

Ad inizio 2001 gli viene diagnosticato il morbo di Huntington, una malattia ereditaria che porta ad una progressiva degenerazione dei neuroni con conseguenti disturbi cognitivi e comportamentali, per la quale non esiste una cura: la madre, la nonna, la zia e la sorella erano tutte morte di Huntington prima di compiere 55 anni. John Paul ha combattuto fino ai 60, sensibilizzando il mondo del motorsport (e non solo) in merito alla sua malattia e partecipando a varie attività di ricerca per sconfiggerla definitivamente.


Immagine di copertina da IndyCar Media

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