E’ di nuovo il pilota del Tennessee a riportare al successo Penske, in questo 2026. Ericsson e Rasmussen a podio, Palou tradito dal carburante.
Dopo oltre tre ore di gara, intervallate da due bandiere rosse, la Bommarito 500 2026 è giunta al termina. La corsa al World Wide Technology Raceway è stata pesantemente condizionata dalla pioggia, che è costata oltre un’ora d’attesa tra un’interruzione e l’altra. Ma, alla fine, a prevalere è stato quello che, numeri alla mano, è il miglior interprete degli ovali corti, ovvero Josef Newgarden.
Il pluricampione del Tennessee si è aggiudicato il secondo centro stagionale (dopo Phoenix) ed il sesto sul tracciato situato vicino a St. Louis, dopo una gara vissuta da protagonista. Partito dall’ottava posizione, il #2 si è subito portato in quelle che contano e, non rischiando sul lato strategico, si è ritrovato nella situazione più congeniale a sessanta giri dalla fine, ovvero alla terza ripartenza dopo la seconda bandiera rossa.
La lotta finale è stata prima contro Christian Rasmussen e poi contro Marcus Ericsson. Tra i due scandinavi, l’offensiva del danese è stata la più massiccia, ma si è spenta al termine dell’ultima Caution. Lo svedese, invece, si è ritrovato secondo prima dell’ultimo sprint, ma non è riuscito a contenere la fuga finale del pilota di Penske.
Con Ericsson secondo e Rasmussen terzo, il podio è stato così completato dalle squadre Andretti e Carpenter, mentre al quarto posto è giunto Rinus VeeKay. Ottimo lavoro da parte di van Kalmthout e del team Juncos Hollinger, i quali hanno avuto la meglio su Scott McLaughlin, che ha portato in pista una livrea celebrativa a memoria delle vetture Penske di fine anni 2000.
Sesto Kyle Kirkwood, che tra i piloti d’alta classifica è il meglio piazzato. Il risultato odierno non è equiparabile alla vittoria ottenuta l’anno scorso, ma i fatti riguardanti Chip Ganassi Racing potrebbero aver dato uno spiraglio, nella lotta iridata, al pilota di Jupiter. Il #27 precede un David Malukas sì veloce ma mai convincente quanto i più esperti compagni di squadra.
Parlando di Ganassi, stavolta la squadra di Chip ha mancato completamente la quadra lato strategie. Sia Scott Dixon che Álex Palou Montalbo si sono ritrovati in una situazione in cui dovevano risparmiare carburante, ma nonostante le diverse Caution questa strategia non ha funzionato, soprattutto per lo spagnolo.
Il #10, stavolta, si è ritrovato senza etanolo in corsia box e, arrivato alla piazzola a passo di lumaca, ha patito lo spegnimento del motore. Una volta ripartito, Palou si è ritrovato con un giro di ritardo e, alla fine, è stato classificato 17°. 12° posto, invece, per Dixon.
Tornando alla top ten, essa è stata completata da Will Power (ottima gara per Andretti Global, nel complesso), Marcus Armstrong e Christian Lundgaard. Il decimo posto del danese è una magra consolazione per Arrow McLaren, mai della partita per la vittoria nei confronti delle squadre Ganassi, Andretti o Penske.
Nella classifica piloti Palou rimane leader con 342 punti ed è ancora l’unico sopra il tetto dei 300 punti, ma il suo margine si restringe a +49 su Kirkwood. Malukas, terzo, è a -68 dallo spagnolo ma ancora in scia dello statunitense, mentre Lungaard, quarto, ha già quasi cento punti di ritardo (96 per l’esattezza).
Ci saranno ora due settimane di pausa prima di una delle grandi classiche del calendario, ovvero il GP di Road America ad Elkhart Lake, nel Wisconsin. Universalmente riconosciuta come una delle piste più belle del calendario e del mondo, essa potrebbe certificare l’inizio di una rimonta iridata di Kirkwood e magari Malukas su Palou, oppure indirizzare definitivamente il campionato verso l’iberico.
Questi i risultati dell’evento e la classifica di campionato attuale.
Fonte immagine: indycar.com
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