Indycar | Alabama 2011: dopo Power il caos

Indycar | Alabama 2011: dopo Power il caos

Il 10 aprile 2011 fra gli splendidi saliscendi del Barber Motorsports Park si disputa l’Honda Indy Grand Prix of Alabama, seconda tappa del campionato. Due settimane dopo l’inizio rocambolesco a St. Petersburg, condizionato da qualche incidente di troppo soprattutto in occasione delle nuove ripartenze in doppia fila, tutti sono già alla caccia del campione in carica Dario Franchitti, che vincendo in Florida ha messo subito in chiaro che l’uomo da battere è ancora lui. Desideroso di riscatto è sicuramente Will Power, secondo nella stagione 2010 così come a St. Petersburg, che ha preceduto Tony Kanaan, da quest’anno in forze al Team KV Racing, e una sorprendente Simona de Silvestro.

La pole position è appannaggio di Power, che fa due su due in questo inizio di stagione piazzando un 1:11.4546. Assieme a lui in prima fila si rivede il suo compagno Ryan Briscoe, che dopo una prima gara sfortunata vuole subito tornare ai livelli mostrati nel 2009. A spezzare una tripletta Penske ci pensa poi Scott Dixon (3°), seguito da Helio Castroneves, Justin Wilson, Oriol Servià e, solo dalla quarta fila, il vincitore di St. Petersburg Franchitti. Ottima qualifica per il rookie James Hinchcliffe in forze al Team Newman/Haas Racing (8°) a precedere Marco Andretti, incredibilmente la vettura Andretti meglio piazzata sulla griglia, mentre Graham Rahal chiude la top 10.

La gara questa volta, a differenza di St. Petersburg, sembra iniziare senza incidenti e dunque con una maggiore attenzione dei piloti, ma dopo 4 e 5 curve arrivano rispettivamente un testacoda di Hinchcliffe ed un contatto fra Hildebrand e Matos, con Raphael ad avere la peggio finendo in testacoda. Power, nel frattempo, ha mantenuto la testa davanti a Briscoe, mentre Castroneves ha passato Dixon per formare virtualmente una tripletta Penske. Nelle retrovie da segnalare la partenza fantastica di Kanaan, che alla fine del primo giro passa da 24° a 16°.

Al successivo restart Castroneves va lungo in curva 1 e perde così quattro posizioni. Peggio va a James Jakes che, per un problema alla sospensione posteriore sinistra, si gira e sarà costretto al ritiro qualche giro più avanti. Le prime posizioni si stabilizzano, con l’eccezione di Franchitti che dopo Castroneves riesce a passare anche Wilson issandosi così al 5° posto.

Dixon inizia a mettere pressione a Briscoe per il 2° posto, riuscendo nel primo valzer dei pit-stop a passarlo. Meno bene va a Castroneves, che si ritrova d’un tratto un cliente difficile come Sato incollato alle sue spalle: il giapponese tenta il sorpasso alla staccata di curva 5, allargandosi troppo in accelerazione e finendo in testacoda, non senza rischi per lo stesso Helio.

La battaglia infuria a centro gruppo: sempre in approccio di curva 5 Rahal si infila all’interno di Hildebrand, il quale presta poca attenzione agli specchietti con il risultato di finire in testacoda. Anche qui, per Castroneves, situazione non fortunata: il brasiliano è costretto a passare dietro ad Hildebrand e perdere qualche secondo. Alex Tagliani si gira poco dopo in ingresso di curva 14 e finisce con le ruote posteriori nella ghiaia, provocando la seconda caution della giornata.

Si riparte al 41° giro ma non per molto: dopo un sorpasso molto al limite di Franchitti su Briscoe con tanto di ruotata, Wilson subisce una foratura in seguito ad un contatto con Sato, Conway sbatte sul guard-rail in percorrenza di curva 4 e poco più in là si scatena quella che gli inglesi chiamerebbero “pure carnage”. De Silvestro ed EJ Viso si toccano in una situazione sfortunata, con il venezuelano che tiene giù il piede e dalla conseguente nube bianca viene eliminato anche Hinchcliffe, a contatto con la sua posteriore sinistra.

I primi quattro sono indisturbati. Power guida davanti al duo Ganassi Dixon e Franchitti e ad un ottimo Servià. La bella rimonta di Ryan Hunter-Reay, partito 17°, si ferma al 58° giro nel tentativo azzardato di sorpassare il povero Briscoe all’ingresso di curva 7, l’iconica destra-sinistra-destra in discesa. Briscoe è costretto al ritiro con la sospensione posteriore destra andata, mentre Hunter-Reay riesce a proseguire, a scapito di una penalità per l’episodio in questione che lo fa finire in coda al gruppo. Approfittando della caution i piloti vanno ai box, con Danica Patrick ed il Team Andretti che cercano l’azzardo: un pit-stop veloce, solo benzina e niente cambio gomme, le permette di guadagnare qualche posizione e ritrovarsi quarta.

Al 63° giro sventola la green flag. Power rimane davanti a Dixon e Franchitti, con Andretti che fa un bel sorpasso all’esterno in curva 2 e 3 su Servià e Patrick ed è così 4°. Tempo due curve e accade quanto già visto: Wilson e Matos si toccano in uscita di curva 5, eliminandosi a vicenda.

Nell’ultima ripartenza Kanaan, ai margini della top 10, imita alla perfezione Andretti e passa in un colpo solo Vitor Meira e Castroneves. La strategia della Patrick nel frattempo non paga: dopo qualche giro in difesa, le gomme calano bruscamente e viene passata da molti piloti. Qualche battaglia a centro gruppo fra Sato, Bourdais e Hildebrand anima gli ultimi giri, mentre davanti le posizioni sono ormai definite.

Power vince senza troppe difficoltà, respingendo nel finale un possibile attacco di Dixon che si era fatto sotto minacciosamente. Ottimo risultato comunque per Ganassi: Chip ed i suoi piloti possono sorridere di fronte ad un doppio podio, soprattutto considerando dove partiva Franchitti. 4° Andretti, che si vendica velocemente dal brutto incidente al via a St. Petersburg, davanti a Servià, Kanaan e Castroneves, il meno in palla dei tre Penske. Grande gara per il rookie Simon Pagenaud del Team Dreyer & Reinbold, seppur poco inquadrato dalle telecamere, a precedere anche qui un’ottima De Silvestro (nona in gara e quinta in campionato) ed un altro rookie, Charlie Kimball. Delusi di giornata sicuramente Briscoe, incolpevole in due distinti episodi, Hunter-Reay e Wilson.

La classifica piloti aggiornata dopo due gare vede Power in testa con 94 punti, seguito da Franchitti ad 87, Kanaan a 63 ed appaiati a 54 Dixon e De Silvestro. Nemmeno un pilota Andretti figura in top 5, mentre disastroso l’inizio di stagione per quanto riguarda Briscoe.


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Lorenzo Esposito
Appassionato di motorsport fin da piccolo, cresciuto con i v8 e convivente con i v6. La mia nostalgia è colmata dall’Indycar, che adoro tutt’oggi, di cui mi occupo qui fra un compito e una gara su iRacing. Cerco di star positivo e non mollare mai

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