Indycar | Agustín Canapino negli States: la storia del “Titán de Arrecifes”

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Tempo di lettura: 8 minuti
di Federico Benedusi @federicob95
16 Gennaio 2023 - 20:00
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La IndyCar Series si appresta ad accogliere uno dei piloti più vincenti del motorsport argentino, che a sua volta coglierà la sfida di coniugare due culture da corsa molto differenti

Alla stragrande maggioranza degli appassionati italiani ed europei di motorsport il nome di Agustín Canapino non dice evidentemente molto, ma dietro il nuovo pilota del team Juncos Hollinger Racing in IndyCar si cela una storia formidabile. Una storia tutta argentina di uno dei più vincenti esponenti della scuola argentina.

Nonostante provenga da una terra di grandi piloti, come è la zona di Arrecifes, e da una famiglia da corsa, la vita di Canapino non sembra originariamente indirizzata alle competizioni. Il padre Alberto, tragicamente scomparso a febbraio 2021 a soli 57 anni per complicanze dovute al Covid-19, è uno dei più grandi preparatori del motorsport argentino ma non vede nel figlio un futuro da pilota, proprio come non vede un grande futuro nella disciplina a cui ha dedicato la sua intera esistenza.

Indycar | Agustín Canapino negli States: la storia del "Titán de Arrecifes"

A portare quello che diventerà “El Titán” su una macchina da corsa è un altro pilota arrecifeño, Marcos di Palma, figlio del “Loco” Luis che fu due volte campione nel Turismo Carretera, nella serie sport prototipi argentina e nella F1 argentina, una volta vincitore del TC2000 e partecipante alla 24h di Le Mans del 1973. È proprio di Palma a convincere Canapino a dare una chance come pilota al figlio, che nel 2005 debutta nella Copa Renault Mégane e nel 2007 la vince a soli 17 anni. La relazione tra la famiglia Canapino e la famiglia di Palma andrà poi oltre la pista: la compagna di Agustín è infatti Josefina, sorella di Marcos.

Sempre nel 2007 arriva anche il debutto in una delle serie top del panorama argentino, il TC2000. L’addio di Esteban Tuero alla Chevrolet Astra #25 del team DTA di Ulises Armellini porta ad una girandola di piloti e in questa rientra anche Canapino, che corre a San Luis qualificandosi 21° e ritirandosi in finale dopo appena otto giri.

Nel 2008 è campione al debutto nel TC Pista, su una Chevrolet Chevy del team HAZ Racing. La storia legata a questo secondo titolo, oltre ad essere un record di gioventù per la categoria, riguarda l’avversario di Canapino. A contendere la serie al “Titán” è infatti Guido Falaschi, altro fulgido talento del motorsport argentino che diventa grande amico di Agustín e in un certo senso segna la sua carriera con il tragico incidente che gli costa la vita a soli 22 anni il 13 novembre 2011 a Balcarce. Nel Turismo Carretera di quell’anno Falaschi corre proprio con HAZ, team che per voce di uno dei suoi fondatori, Fernando Hidalgo, “muore con Falaschi” e dall’anno successivo viene rinominato PSG-16: “Por Siempre Guido #16”, dove 16 è il numero di gara del compianto “Príncipe”. Sempre nel 2008, Canapino disputa un’altra (poco fortunata) stagione nel TC2000 mentre è più competitivo nel Top Race V6, dove coglie due vittorie su una Peugeot 407.

Indycar | Agustín Canapino negli States: la storia del "Titán de Arrecifes"

Il 2009 segna il debutto nel Turismo Carretera, il campionato a ruote coperte più storico del mondo. Canapino guida ancora una Chevrolet Chevy, preparata dalla neonata Dole Racing dei fratelli Jakos. Il debutto, sulla pista di Mar de Ajó intitolata proprio al “Loco” di Palma il cui figlio guidò Canapino alle corse, è a dir poco scintillante, con un terzo posto conquistato grazie ad un’eccelsa manovra ai danni del campione in carica Guillermo “El Rey” Ortelli.

Termina la prima stagione nel Turismo Carretera all’11° posto con due podi e consolida la sua presenza nel Top Race V6, ma nel 2009 ha modo di mettersi in luce anche nel TC2000 dove conquista un podio nella gara endurance di Potrero de los Funes su una Honda ufficiale in equipaggio con “El Tanito” Leonel Pernía, pilota con cui avrà modo di sfidarsi a più riprese negli anni successivi.

Il 2010 è l’anno del primo titolo di “Canapa” nel Turismo Carretera ed è un successo che più argentino non potrebbe essere. All’ultimo round dei playoff il duello per la vittoria del campionato è con Mariano Werner, ma nessuno dei due ha mai vinto una finale in tutta la stagione e questo da regolamento impedisce automaticamente l’eleggibilità per la corona. Anche da otto minuti di highlights si può ben comprendere la tensione di questa gara. Canapino vince su Werner e pur marcando meno punti dell’avversario, rimasto però a zero vittorie, è il più giovane campione nella storia del Turismo Carretera.

Se nell’Apertura del Top Race V6 si assiste al ritorno di Falaschi, che vince il titolo senza appello, nel torneo Clausura è proprio Canapino ad imporsi con cinque vittorie in sei gare. L’annata 2010 propone anche il primo podio del campione di Arrecifes nella 200km di Buenos Aires, stavolta al volante di una Toyota Corolla, in coppia con “El Flaco” Facundo Ardusso. A soli 20 anni, Canapino è già un autentico Re dell’automobilismo argentino.

Il Clausura 2010 è il primo di cinque titoli consecutivi nel Top Race V6, campionato che si aggiudica nella sua classifica assoluta ininterrottamente dal 2011 al 2014 e sempre alla guida di una Mercedes. Con Chevrolet diventa invece pilota ufficiale nel TC2000 e poi nel nuovo Súper TC2000, prima di un clamoroso passaggio a Peugeot nel biennio 2014-2015. Quest’ultima stagione diventa la prima dal 2009 in cui Canapino non riesce a vincere nemmeno un titolo, con la meteora Matías Rodríguez che lo spodesta dal trono del Top Race V6.

È proprio con il ritorno a Chevrolet, nel 2016, che riesce finalmente nella conquista del titolo del Súper TC2000, al volante della nuova Cruze seconda versione. Oltre al sesto titolo del Top Race V6 arriva, tornando al contesto del STC2000, anche il suo primo successo nella 200km di Buenos Aires proprio al fianco di quell’Ortelli che aveva regolato al suo debutto nel Turismo Carretera sette anni prima.

E a proposito di Turismo Carretera, dopo anni da protagonista perlopiù secondario per una maggiore attenzione riservata ad altre serie, il 2017 è l’anno del ritorno al titolo anche nella serie più antica. Una stagione segnata da un grande recupero nei playoff dopo una regular season piuttosto mediocre, chiusa solo al settimo posto. Canapino vince i playoff per appena 0,25 punti su Ardusso e conquista il titolo assoluto. Si ripete nel 2018 e nel 2019, entrando nel prestigioso club di piloti (appena sette) a poter vantare dai quattro titoli in su nella categoria.

Il 2020 segna il ritorno del padre Alberto alla direzione tecnica di un team nell’evoluzione del TC2000, il Súper TC2000. Naturalmente la squadra è quella ufficiale Chevrolet di cui Agustín fa parte e il titolo sfugge di pochi punti a favore del “Misil” Matías Rossi, più continuo e anche più vincente della prima parte del campionato.

Il 2021, come detto all’inizio, segna un profondo vuoto nella vita del “Titán” a causa della prematura scomparsa del papà. Il Turismo Carretera vede un inizio sfavillante con il dominio della regular season prima di un crollo quasi verticale nei playoff, nei quali Canapino scivola al quinto posto, ma il capolavoro arriva proprio nel Súper TC2000: il debutto stagionale è terrificante, con zero punti nel primo round di Buenos Aires, ma tutta l’annata viene caratterizzata da un lungo inseguimento al leader Pernía, raggiunto e superato nel terzultimo round di Rosario grazie al quarto successo stagionale; nel conclusivo Gran Premio Canestrari, di nuovo a Buenos Aires, Canapino parte con dieci punti di margine su Pernía e sotto un diluvio incessante gli basta arrivare terzo, subito alle spalle dell’avversario dopo un duello al limite, per risalire a cinque anni dalla prima volta sul trono del “campionato più tecnologico d’Argentina”.

Il titolo più emozionante di tutta la sua carriera, la realizzazione (seppur parziale e comunque dolorosa) del sogno di vincere questo campionato insieme al padre, come dice in questa intervista. Alberto, infatti, non era presente nell’organico della squadra che vinse il titolo 2016.

La sua ultima stagione in Argentina si conclude con due terzi posti nel Turismo Carretera e nel Súper TC2000, annata particolarmente sfortunata in quest’ultimo, e con lo storico debutto nel Turismo Nacional nella corsa ad inviti di Buenos Aires dove ottiene subito un terzo posto sulla Chevrolet Cruze dell’amico Manuel Mallo.

La sfida IndyCar sarà di enorme caratura per Agustín, che dovrà fare i conti con un plotone di grandiosa competitività in forza ad una delle squadre “di rincalzo” della serie, oltre doversi misurare con piste mai viste e completamente differenti rispetto alla concezione argentina del motorsport. Al contesto americano si è ben adattato durante la sua esperienza nell’IMSA con la Cadillac DPi, vettura su cui fu velocissimo già dai test di Daytona del gennaio 2019, ma naturalmente la IndyCar rappresenta un mondo molto diverso rispetto ai prototipi e alle gare di durata.

Indycar | Agustín Canapino negli States: la storia del "Titán de Arrecifes"

Per quanto non ci possano essere aspettative realistiche da un pilota così vincente ma con così poco background di monoposto alle spalle, la sfida di Canapino è affascinante soprattutto perché abbraccia due mondi tanto vicini geograficamente quanto distanti a livello organizzativo, concettuale e sentimentale. La nuova espansione globale che il motorsport argentino sta vivendo dopo la forte crisi economica che ha tarpato le ali a tanti talenti nell’ultimo ventennio passa anche per autentiche leggende come Agustín, che dovranno proporsi di avvicinare una nuova generazione di piloti a campionati ritenuti da tanto tempo lontani, perfino irraggiungibili.

Immagini: TC2000, Agustín Canapino Twitter, Juncos Racing

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