In F1 una cosa è sempre certa, non va mai bene niente. Cambiare si può: basta volerlo

Alessandro Secchi - 11 Settembre 2022 - 20:40

Le lamentele o meno sulla F1 dipendono dai casi, ma per essere certi di cambiare bisogna prima di tutto esserne sicuri

Premettendo che seguirà nei prossimi giorni un’analisi completa di quanto successo negli ultimi giri di Monza, la massima che si può recepire dopo questa giornata è che, alla fine della fiera, non va bene mai niente in questa F1.

Per quanto si possano cambiare Direzioni e Direttori Gara, per quanto si possa provare a chiedere imparzialità o giustezza nella gestione di un evento, oltre al fatto che ci sarà sempre qualcuno scontento bisogna capire che un regolamento interpretabile porta, appunto, ad interpretazioni diverse da parte di persone diverse.

Abbiamo ancora negli occhi la gru di Suzuka del 2014 ed oggi è tornata in voga quando ne abbiamo vista una procedere in contromano rispetto alle monoposto per portare in sicurezza la McLaren di Ricciardo. Certo, situazioni diverse, soprattutto condizioni diverse e, appunto, persone diverse a decidere.

Un regolamento non preciso lascia spazio alla discrezionalità. Sarà sempre così finché, oltre a chiedere il cambio delle persone, non si pretenderà una modifica al regolamento, nero su bianco, che renda inappuntabili le procedure da seguire in casi come quello di oggi.

Le lungaggini di oggi sono anche figlie di Abu Dhabi: magari, con una gestione più accurata, oggi sarebbe convenuto far sdoppiare solo due monoposto, quelle di Bottas e Tsunoda che si trovavano tra Verstappen e Leclerc. Ma questo non è più possibile, proprio dopo le polemiche dell’ultima gara della scorsa stagione.

La FIA ha chiarito che secondo la Direzione Gara la situazione non era pericolosa al punto di richiedere una bandiera rossa. Questa Direzione non è la stessa di Suzuka, non ragiona come successo dopo quegli eventi e, soprattutto, può agire con discrezionalità. Perché non esiste alcuna regola che imponga la bandiera rossa nel caso in cui una gru debba entrare in pista. Così come non esiste una regola che affermi che, se un incidente di questo tipo avviene entro 10 giri dal termine della gara, questa debba essere sospesa per essere sicuri di farla finire in regime di bandiera verde. Anche perché immaginate una gara sospesa 5 volte per eventi come quello odierno. Potete immaginare le lamentele che sentiremmo.

Ancora, una stranezza è quel leggere che “La gara è finita sotto Safety Car seguendo le procedure concordate tra la FIA e i concorrenti. La stessa giustificazione data dopo Abu Dhabi, quando nei meeting pre gara si era deciso che si sarebbe dovuto fare tutto il possibile per NON terminare il mondiale sotto Safety Car. E da quando le procedure DEVONO essere concordate con i team?

Di cosa stiamo parlando? Probabilmente del fatto che, in base alla convenienza, una volta una situazione va bene e una volta non va bene. Un ragionamento che varia in base al tifo è comprensibile, ma se si vogliono cambiare le cose bisogna ragionare senza pensare a colori e squadre, ma in base a quello che è giusto. E l’unica, qui, è mettere le cose nero su bianco. Altrimenti, alla prossima volta, ci ritroveremo nella stessa situazione: dove, magari a rimetterci saranno altri e allora, magari, andrà bene. E non è certo il massimo.

Immagine: F1