Successi per AO Racing (LMP2), Vasser Sullivan Lexus (GTD PRO) e Manthey Porsche (GTD) con l’italiano Riccardo Pera trionfatore
Il fine settimana della Sahlen’s Six Hours of The Glen si è chiuso nel segno di Jack Aitken, Earl Bamber e Frederick Vesti. Il trio ha guidato la Cadillac V-Series.R #31 di Action Express Racing verso la vittoria, regalando al team il secondo successo consecutivo nel campionato IMSA WeatherTech, al termine di una corsa spettacolare conclusasi in regime di bandiera gialla a causa del violento incidente di Christopher Mies (Ford Racing) nelle battute finali, da cui il pilota è uscito fortunatamente illeso.
La corsa si è decisa attraverso una scacchiera di strategie e decisioni cruciali nei box. Durante l’ultima sequenza di soste a cinquantadue minuti dal termine, il team della Cadillac #31 ha tentato il tutto per tutto cambiando soltanto i pneumatici del lato sinistro. Questa mossa rapidissima ha permesso ad Aitken di scavalcare la Acura #93 di Nick Yelloly, che aveva invece montato quattro gomme nuove. Una volta in testa, il pilota della Cadillac ha allungato con decisione, costruendo un vantaggio di oltre quattro secondi che ha congelato la prima posizione.
Poco prima, in casa Cadillac c’è stato un ordine di scuderia a Filipe Albuquerque, costringendolo a cedere la seconda piazza ad Aitken, giudicato in quel momento più veloce; la scelta si è rivelata amara ma giusta per Albuquerque, scivolato fino al settimo posto a fine gara. Il podio è stato completato da uno scatenato Laurin Heinrich che, dopo essere ripartito settimo dall’ultima sosta, ha rimontato fino alla terza posizione sulla Porsche 963 del JDC-Miller Motorsports, beffando la BMW di Sheldon van der Linde a tredici minuti dalla bandiera a scacchi.
Nella classe LMP2 la vittoria è andata all’Oreca 07 Gibson #99 di AO Racing, portata al trionfo da Dane Cameron, Jonny Edgar e PJ Hyett. Il momento decisivo è arrivato a un’ora e quaranta minuti dalla conclusione, quando Cameron è riuscito a infilare con un sorpasso magistrale l’allora leader Alex Quinn sulla vettura del team CrowdStrike by APR. Da quel momento in poi, Cameron ha gestito la leadership resistendo ai contrattacchi ravvicinati dello stesso Quinn, che ha continuato a pressarlo fino alla fase finale. La medaglia di bronzo della categoria è andata invece all’Era Motorsport #18, capace di risalire la china dopo una penalità nelle prime fasi.

La classe GTD Pro ha vissuto il riscatto di Jack Hawksworth e Ben Barnicoat, capaci di interrompere un digiuno di vittorie che durava da ben due anni e mezzo. Al volante della Lexus RC F GT3 #14 del team Vasser Sullivan, l’equipaggio ha capitalizzato al massimo la pole position ottenuta da Hawksworth con tanto di record della pista. Nonostante abbiano controllato gran parte dell’evento, la loro vittoria è rimasta in bilico nell’ora finale a causa di diversi avversari che hanno azzardato una strategia sul carburante sperando in una neutralizzazione. Alla fine Hawksworth ha tagliato il traguardo davanti alla BMW M4 GT4 EVO #1 di Paul Miller Racing guidata da Neil Verhagen e Connor De Phillippi, i quali si consolano balzando in testa alla classifica di campionato. Il podio è stato completato dalla Ford Mustang #64 di Olsen e Barker, sfumata sul più bello a causa di un rabbocco di carburante d’emergenza a undici minuti dal termine, mentre si trovava al comando.

Tra le vetture della classe GTD si è imposta la Porsche #912 del team tedesco Manthey, affidata all’italiano Riccardo Pera, Richard Lietz e Ryan Hardwick. Pera ha costruito il successo anticipando la sosta a cinquantanove minuti dalla fine e riguadagnando il comando quando tutti i diretti rivali, tra cui Robby Foley e Aaron Telitz, si sono dovuti fermare nelle battute conclusive. La scuderia ha così festeggiato una splendida doppietta per il marchio di Stoccarda, grazie al secondo posto della vettura gemella di Wright Motorsports affidata a Ilott, Adelson e Sargent, mentre la neonata formazione YRB Racing ha preso un ottimo terzo posto con la sua Aston Martin Vantage.

A fare da sfondo alle battaglie per la vittoria è stata una gara ad altissimo tasso di danni, segnata da ben nove ritiri e frequenti ingressi della safety car. Le prime fasi hanno visto l’eliminazione immediata di due vetture GTP, quando Roman De Angelis ha perso il controllo della sua Aston Martin Valkyrie nel traffico finendo per centrare l’Acura di Colin Braun. Più tardi, una spettacolare carambola nella celebre sequenza delle curve “Esses” ha tolto di mezzo contemporaneamente l’Aston Martin di Magnus Racing, la Ferrari di Inception Racing e la Mercedes-AMG di Winward Racing, confermando Watkins Glen come uno dei circuiti più severi e spietati del calendario. Infine, il botto della Ford Mustang GT3 di Mies ha causato la neutralizzazione e l’arrivo della gara sotto safety car.
I risultati completi possono essere consultati qui.
Media: IMSA
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