IMSA | Chevrolet Grand Prix 2026: Inter Europol trionfa. Vittoria di Lexus e Mercedes-AMG in GTD Pro e GTD

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 14 Luglio 2026 - 10:00
Tempo di lettura: 11 minuti
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IMSA | Chevrolet Grand Prix 2026: Inter Europol trionfa. Vittoria di Lexus e Mercedes-AMG in GTD Pro e GTD
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Inter Europol Competition vince lo Chevrolet Grand Prix. Trionfo di Lexus e Mercedes-AMG in classe GTD Pro e GTD

Lo Chevrolet Grand Prix non è stato sicuramente l’evento più elettrizzante di questa stagione dell’IMSA. La vittoria di Inter Europol Competition, messa in dubbio unicamente dalla strategia aggressiva di CrowdStrike Racing by APR, è arrivata nonostante la Oreca in questione abbia dovuto effettuare uno splash nel finale. Dominio per Lexus in GTD Pro e per Mercedes-AMG in GTD.

La settima tappa della stagione 2026 dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship è l’unica che si svolge oltre i confini statunitensi. Già, perché i piloti delle classi LMP2, GTD e GTD Pro della serie endurance a stelle e strisce si devono recare al Canadian Tire Motorsport Park, situato in Ontario, per affrontare lo Chevrolet Grand Prix.

Il Canadian Tire Motorsport Park è un tracciato “old style” in tutto e per tutto. Costruito nel 1961 e da allora mai modificato nelle forme, il circuito situato a Clarington è composto da 10 curve, 7 a destra e 3 sinistra (secondo l'”anagrafe ufficiale”), che si snodano in una sequenza continua, data dalla quasi totale assenza di rettilinei, per 4,102km. La pista in questione, particolare quanto difficile (data anche la presenza di numerosi e repentini cambi di elevazione), ha ospitato una gara in ogni edizione dell’IMSA (se si escludono le stagioni 2020 e 2021, in cui la pandemia di COVID-19 ha impedito al campionato di recarsi sul tracciato canadese nonostante ciò fosse previsto).

L’assenza della classe regina, la GTP, riduce a 32 le vetture iscritte allo Chevrolet Grand Prix. Il terzo pilota di numerosi equipaggi LMP2 (quello che partecipa solo alla Michelin Endurance Cup), come da regolamento, non viene schierato. Sowery (CrowdStrike Racing by APR), McElrea (United Autosports USA #2), Vautier (Tower Motorsports), Heinemeier Hansson (TDS Racing), Garg (Inter Europol Competition), Espirito Santo (Pratt Miller Motorsports) ed Edgar (AO Racing) disertano quindi la trasferta canadese.

La sorte è invece diversa per la #22 di United Autosports USA, dove è Ben Hanley a svolgere il ruolo di secondo pilota (subentrando a di Resta e Lindh), e per Bryan Herta Autosport with PR1/Mathiasen, dove Thompson e Tincknell vengono sostituiti da Ricky Taylor (normalmente impegnato in GTP). Era Motorsport e Intersport Racing non partecipano allo Chevrolet Grand Prix.

L’unico cambiamento degno di nota in GTD Pro, se non si tiene conto dell’assenza dalla griglia di Triarsi Competizione, Risi Competizione e Manthey Racing (che rende AO Racing l’unica Porsche in griglia), squadre che partecipano solo alla Michelin Endurance Cup, riguarda Aston Martin, che si aggiunge al parco auto di questa categoria. Car Blanche, infatti, debutta in GTD Pro schierando Valentin Hasse-Clot e Scott Andrews sulla Vantage #68 di sua proprietà.

In GTD sono diverse le auto che non prendono parte alla trasferta canadese (e non solo perché presenti esclusivamente nella Michelin Endurance Cup). Si tratta di Triarsi Competizione, AF Corse USA, Car Blanche, Magnus Racing (che rendono quella di The Heart of Racing l’unica Aston Martin in griglia), Lone Star Racing (che lascia che sia Winward Racing l’unica vettura a tenere alto il nome “Mercedes-AMG”), RS1 e Manthey 1st Phorm (la cui assenza rende quella di Wright Motorsports l’unica Porsche al via).

Per il resto del parco partenti, la situazione è simile a quella presente in classe LMP2, nella quale i “terzi piloti” di molte squadre, ossia Montecalvo (Lexus), Kern (Corvette di 13 Autosport), Altzman (Ford di Myers Riley Motorsports), Rueda (Ferrari di Conquest Racing), Doyle (Lamborghini), Dontje (Mercedes-AMG), Bechtolsheimer (Ford di Gradient Racing), Hedman (Corvette di DragonSpeed), Selldorff (BMW) e Sargent (Porsche), mancano all’appello.

Si verifica una situazione diversa, invece, in Aston Martin, dove Roman de Angelis, normalmente impegnato in GTP, prende il posto occupato al Glen da Gamble e Robichon, entrambi al via della 6 Ore di San Paolo durante questo weekend. Lo stesso si può dire di Robert Wickens, che torna a bordo della Corvette di DXDT Racing per sostituire Eastwood e Yoluc, anche loro a Interlagos. Frederik Schandorff viene iscritto da Inception Racing nonostante nella gara precedente fossero Evans e Millroy a condividere con Iribe la Ferrari del team in questione.

La gara – LMP2

Inter Europol guadagna subito terreno nei confronti di Bryan Herta Autosport e United #22, che mantengono la posizione sul podio nel corso della primissima parte di gara, la quale termina nel momento in cui si entra per la prima volta in regime di FCY.

I distacchi vengono neutralizzati dopo 14 minuti dal via a causa di un testacoda di Farano, uno dei piloti di Tower Motorsports, che avviene alla Quebec. Il pilota di casa danneggia l’anteriore dopo aver toccato le barriere e rientra dai meccanici per riparare il guasto, perdendo diversi giri.

La corsa riparte dopo 6 minuti di pausa. Inter Europol guadagna nuovamente terreno nei confronti di Bryan Herta Autosport e United #22, che mantengono le loro posizioni al restart. La corsa si anima nel momento in cui la Oreca di CrowdStrike Racing by APR svolge la prima sosta dopo 34 minuti dal viva.

Il primo incidente importante di questa gara si verifica dopo 41 minuti dal via, quando Lutke lancia la vettura di TDS Racing contro le barriere alla Esses, provocandole dei danni che le faranno perdere una cinquantina di giri.

L’ingresso in pista della safety car coincide con il momento in cui tutte le vetture (ad eccezione della APR) svolgono il primo pit stop di giornata. Poco dopo, Goikhberg va in testacoda della White’s (senza subire danni) mentre segue la vettura di sicurezza.

Al restart, CrowdStrike by APR allunga visibilmente nei confronti di AO Racing. Dopo pochissimi minuti dalla ripartenza, Hyett, alla guida della #99 nella prima metà di gara, scoda alla Clayton ed esce di pista, cedendo la seconda posizione a Inter Europol Competition.

APR inaugura la seconda serie di soste un’ora e due minuti dopo la partenza. La vettura di Kurtz e Quinn viene seguita dai meccanici dalle due United Autosports durante il passaggio successivo e da Inter Europol, AO Racing e Pratt Miller in quello ancora dopo.

Bryan Herta Autosport conquista così la testa della corsa, che mantiene per un quarto d’ora, ossia fino alla sosta di Goikhberg. CrowdStrike by APR, Inter Europol e AO Racing si trovano quindi sul podio al termine del secondo giro di pit stop.

Quando mancano un’ora e 16 minuti al termine della gara, Jensen perde il controllo della United #2 e urta contro le barriere della Esses. Il danese rientra ai box con dei danni importanti all’anteriore della sua Oreca, che verrà sostituito dai meccanici.

La lotta per la vittoria entra nel vivo dell’azione appena 2 giri dopo quell’inconveniente. Quando mancano un’ora e 13 minuti alla bandiera a scacchi, infatti, Dillmann, in quel momento alla guida della vettura di Inter Europol Competition, supera la APR alla Moss dopo un lungo periodo di studio.

Quinn, il pilota della Oreca di CrowdStrike Racing by APR, non demorde e, nonostante la situazione sfavorevole, si lancia all’inseguimento della #43. L’unico tentativo di attacco da parte della #04, però, viene presto fermato dalla rivale, che, in curva 6, stringe sull’erba la vettura inseguitrice, impedendole così di affiancarsi e, di conseguenza, di guadagnare la posizione.

L’ultima serie di soste viene aperta dalla United #22, che rientra in pit lane a 52 minuti dal termine. La strategia della vettura americana viene imitata da APR e Pratt Miller al giro successivo e da Inter Europol e AO Racing a quello ancora dopo.

Il giro di soste si chiude quando mancano 42 minuti alla bandiera a scacchi, ossia quando Bryan Herta Autosport, diventata leader della corsa a seguito del pit stop degli avversari, e United #2 svolgono l’ultima sosta programmata.

Inter Europol torna a capo della corsa al termine dell’ultima serie di pit stop programmati. APR e AO Racing seguono la vettura polacca in classifica. Le posizioni di testa restano invariate fino alla fine dello Chevrolet Grand Prix, ma non per questo la corsa smette di emozionare.

Già, perché AO Racing, APR e Inter Europol svolgono uno splash, rispettivamente quando mancano 22, 10 e 9 minuti al termine della corsa. Nonostante ciò, nessuna vettura si schioda dalla posizione occupata in precedenza, anche per via del distacco elevato presente fra ognuna di esse.

La Oreca #43 di Inter Europol Competition, guidata da Jeremy Clarke e Tom Dillmann, vince lo Chevrolet Grand Prix. CrowdStrike Racing by APR (Kurtz e Quinn) e AO Racing (Cameron e Hyett) completano il podio. La classifica viene completata da Bryan Herta Autosport with PR1/Mathiasen, United Autosports USA #22, Pratt Miller Motorsports, United Autosports USA #2, Tower Motorsports e TDS Racing.

Jeremy Clarke e Tom Dillmann conquistano la seconda vittoria dall’inizio del loro sodalizio. Se per il trentanovenne di South Bay, California, questo è il primo successo stagionale (e secondo in IMSA), non si può dire lo stesso per il trentasettenne di Mulhouse, che, invece, ha raggiunto quota 3 affermazioni nella serie endurance americana (e 2 nel 2026). Questo risultato potrebbe dare la carica al duo di Inter Europol Competition in vista della seconda parte del campionato.

La gara – GTD Pro

La BMW è brillante alla partenza e mantiene la testa della corsa, rimanendo senza grosse difficoltà davanti alla McLaren e alla Corvette #3. Le posizioni di alta classifica non vengono scalfite nemmeno dal regime di FCY, scattato per qualche minuto dopo circa un quarto d’ora dal via.

La Corvette #4 anticipa la sosta, dato che passa dai meccanici dopo 38 minuti dalla partenza. La strategia della vettura americana viene seguita anche dalla McLaren, che svolge il primo pit stop un giro dopo quello di Catsburg e Milner.

La classifica viene presto rivoluzionata da un incidente in classe LMP2, che causa l’inizio del regime di FCY. L’ingresso in pista della safety car (avvenuto per il perdurare del pericolo in pista) permette a tutte le auto (escluse quelle che lo hanno già fatto) di svolgere una sosta senza perdere tempo.

Lexus, McLaren e Porsche guidano il gruppo dalla ripartenza alla seconda serie di soste, che viene inaugurata proprio dall’auto in prima posizione, che si ferma sulla propria piazzola a un’ora e 18 minuti dalla bandiera a scacchi.

La McLaren, diventata leader della corsa, la BMW e la Corvette #3 si fermano ai box un giro dopo la Lexus e uno prima di Porsche, Ford #65 e Corvette #3. L’ultima serie di soste viene chiusa dall’Aston Martin e dalla Lamborghini (che è stata davanti a tutti per qualche giro), le quali fanno una visita ai meccanici, rispettivamente, quando mancano un’ora e 13 e un’ora e 10 minuti al termine della gara.

Durante l’ultima ora non si verificano scossoni in classifica. La Lexus, che è tornata in testa al termine del secondo valzer dei pit stop, è riuscita a mantenere un margine di sicurezza nei confronti della Porsche e della BMW, rispettivamente in seconda e terza posizione, fino alla bandiera a scacchi.

La Lexus #14 di Vasser Sullivan Racing, affidata per l’occasione a Ben Barnicoat e Jack Hawksworth, vince un tranquillo Chevrolet Grand Prix in classe GTD Pro. Porsche (King e Tandy) e BMW (De Phillippi e Verhagen) seguono la vettura nippo-americana sul podio. La classifica viene completata da Corvette #4, Ford #65, McLaren, Ford #64, Corvette #3, Lamborghini e Aston Martin.

Jack Hawksworth e Ben Barnicoat sono la coppia che scoppia, e il risultato odierno non può che confermare ciò. Questa è la quattordicesima vittoria in IMSA del trentacinquenne di Bradford e la nona del ventinovenne di Chesterfield. I due, inoltre, hanno raggiunto quota sette affermazioni in GTD Pro (classe nella quale nessuno dei due è mai riuscito a tagliare il traguardo in prima posizione senza che l’altro fosse presente nello stesso equipaggio) e due nella stagione 2026 della serie endurance americana. Per il più giovane della coppia, inoltre, il successo odierno è il terzo dell’anno solare.

La gara – GTD

La Corvette di DXDT Racing perde numerose posizioni alla partenza, nella quale l’Aston Martin inizia a fuggire da Lexus e Lamborghini. Le posizioni restano invariate anche al termine del periodo di FCY, iniziato dopo circa un quarto d’ora dal via e durato per qualche minuto.

La prima serie di soste viene inaugurata dall’Aston Martin, che si ferma sulla sua piazzola dopo soli 33 minuti, lasciando che siamo Lexus, Lamborghini e la Ferrari di Conquest Racing a occupare il podio. La scelta della vettura inglese non si rivelerà delle migliori, dato che la Vantage di De Angelis e Barrichello dovrà scontare un drive through per la presenza di troppi meccanici oltre il muretto durante il suo pit stop.

Poco dopo, quando mancano poco meno di due ore alla bandiera a scacchi, un incidente di una vettura di classe LMP2 provoca prima un periodo in regime di FCY e poi l’ingresso in pista della safety car. Tutte le vetture (ad eccezione dell’Aston Martin) sfruttano l’occasione per effettuare il primo pit stop di giornata. La Corvette di DXDT Racing resta ferma sulla propria piazzola per qualche minuto durante questa fase di gara per via di un problema tecnico.

Il restart non modifica in modo sostanziale i valori in campo. Lamborghini, Mercedes-AMG e Lexus, infatti, occupano la top 3 per gran parte del secondo stint. L’unico evento imprevisto verificatosi durante la fine della prima ora riguarda la Corvette di DragonSpeed, colpevole di aver effettuato un jump start e, di conseguenza, punita con un drive through.

Paura dopo un’ora e 6 minuti dal via! La Ford di Gradient Racing, infatti, finisce fuori pista alla Esses dopo essere stata tamponata in ingresso curva dalla Corvette di 13 Autosport, la quale era stata toccata in precedenza dall’Aston Martin.

Il primo (e unico) cambio di leadership sul campo si verifica praticamente a metà gara, più precisamente quando mancano un’ora e 26 minuti al passaggio sotto la bandiera a scacchi. In questo frangente, infatti, Ellis, alla guida della Mercedes-AMG, si impone sulla Lamborghini, guadagnando così la prima posizione.

La BMW inaugura la serie di soste dopo un’ora e 32 minuti dal via. La vettura teutonica anticipa il pit stop di Mercedes-AMG e Aston Martin, avvenuto durante il giro successivo, e quello delle Ferrari e della Corvette di DXDT Racing, verificatosi in quello dopo ancora.

La Lamborghini, che ha guadagnato la prima posizione nel momento in cui la Mercedes-AMG è entrata in pit lane, si ferma dai meccanici (in contemporanea con la Corvette di 13 Autosport) quando mancano un’ora e 4 minuti dal termine. La Ford di Myers Riley Motorsports raggiunge la propria piazzola per ultima, chiudendo di fatto la seconda (e ultima) serie di soste.

Nell’ultima ora di gara le posizioni di alta classifica non cambiano. La Mercedes-AMG, che è tornata in testa alla corsa al termine della serie di soste, riesce a guidare il gruppo senza grandi problemi. Lexus e BMW occupano i gradini laterali del podio per tutta la fase finale di questa corsa.

Philip Ellis e Russell Ward portano la Mercedes-AMG #57 gestita da Winward Racing alla vittoria dello Chevrolet Grand Prix (in classe GTD). Lexus (Pedersen e Telitz) e BMW (Foley e Gallagher) completano il podio, anticipando in classifica la Ferrari di Conquest Racing, Lamborghini, Aston Martin, Ferrari di Inception Racing, Ford di Myers Riley Motorsports, Porsche, Corvette di DragonSpeed, Ford di Gradient Racing e le Corvette di 13 Autosport e DXDT Racing.

Per Philip Ellis, classe 1992 nato a Monaco di Baviera (ma che rappresenta la Svizzera) e Russell Ward, nato a Seabrook, Texas, nel 1989, hanno conquistato la loro tredicesima vittoria in IMSA, serie nella quale hanno sempre corso nello stesso equipaggio. La seconda affermazione stagionale della coppia, che ha vinto gli ultimi due campionati in classe GTD, coincide, per l’elvetico, con la quarta del 2026.

I risultati della gara

I risultati dello Chevrolet Grand Prix

La classifica generale

La classifica dell’IMSA al termine dello Chevrolet Grand Prix

CrowdStrike Racing by APR, la vettura di George Kurtz e Alex Quinn, guida la classifica di categoria LMP2 con 1355 punti. Connor De Philippi e Neil Verhagen, i piloti della BMW #1 di Paul Miller Racing, occupano la prima posizione in classe GTD Pro (1910). Nonostante ciò, è Chevrolet (2026) il marchio da battere in questa categoria.

In GTD, nonostante il risultato abbastanza opaco, Eduardo Barrichello, assieme alla Vantage #27 di The Heart of Racing, continua a guidare in solitaria la classifica con 1825 punti. Aston Martin (1945) è prima nel campionato costruttori.

I prossimi appuntamenti

L’ottavo evento stagionale dell’IMSA, in cui torneranno in pista le GTP, è il Motul SportsCar Endurance Grand Prix, che si terrà a Road America il 2 agosto. La serie endurance americana sarà supportata, nel corso di quel weekend di gara, da IMSA Michelin Pilot Challenge, Porsche Carrera Cup North America e Lamborghini Super Trofeo North America.

Media: IMSA Photo

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