Impariamo dai bambini

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Oggi è successa una cosa bellissima nel Gran Premio di Spagna. No, non è la vittoria di Hamilton. No, non è il fantastico duello per la vittoria tra l’inglese e Vettel. Oggi un bambino è passato dalla disperazione alla gioia nello spazio di un’ora.

Ripreso nel pieno di un’emozione vera, il pianto a singhiozzo catturato dalle telecamere dopo il KO prematuro di Kimi Raikkonen, è stato “prelevato” con i suoi genitori dalla tribuna dalla quale stava assistendo al Gran Premio per essere portato nel paddock (precisamente nell’hospitality Ferrari) per provarne un’altra, di emozione. Quella di incontrare il suo pilota ormai in borghese, Raikkonen appunto, e sorridere ricevendo un cappellino e posando per una foto con lui. 

Il piccolo, che poi si è scoperto essere francese, chiamarsi Thomas ed avere 6 anni, è un piccolo simbolo del cambiamento che la F1 sta affrontando in questi primi mesi di nuova gestione. Non so da chi sia nata l’idea di cercarlo e portarlo nel paddock, dal quale ha assistito al termine della corsa per poi vivere il podio dalla pitlane. Credo che fino all’anno scorso non sarebbe mai successo. Chiunque sia stato tra l’organizzazione, la FOM, la Ferrari stessa, merita un ringraziamento per un gesto tanto semplice quanto importante: l’aver regalato un’emozione indimenticabile ad un piccolo fan che, mostrandosi sincero nella sua struggente e dolce tristezza per l’uscita del suo pilota preferito, potrà raccontare in futuro di aver vissuto una giornata speciale ed imprevista.

Passando dalle lacrime al sorriso che nei bambini sono tanto sinceri quanto inequivocabili, al contrario di quanto succede con gli adulti.

Immagine di copertina: F1 Twitter

MONOPOSTO by SAURO

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Impariamo dai bambini 2
Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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