Gruppo B 1984: la prima di Blomqvist e l’ultima di Audi

CONDIVIDI

SEGUI P300.it

Telegram | Canale News

Telegram | Discussione

Google News

Twitter

Instagram

La storia del Gruppo B negli ultimi 30 anni è stata raccontata e ricordata da tanti media e appassionati. Quello che la FIA decise di introdurre nel 1982 in sostituzione sia del Gruppo 4 che del Gruppo 5 ha portato l’universo Rally ad una dimensione mai toccata in precedenza. “Mostri” da 900kg con oltre 600cv di potenza sono stati il veicolo perfetto dell’aumento della popolarità dei rally, arrivati a metà anni ’80 quasi al livello della Formula 1. Una golden era che però ha avuto risvolti drammatici, che hanno portato alla fine di un’epoca brevissima e difficilmente ripetibile nella storia di questo meraviglioso sport. Le tre stagioni che hanno caratterizzato appieno il Gruppo B sono anche le ultime, quelle del 1984, 1985 e 1986, che di fatto ha chiuso con le sue tragedie l’era mostruosa dei rally.

1984, la prima e ultima volta di Stig Blomqvist

La stagione 1984 del mondiale rally parte sostanzialmente con due novità, entrambe da casa Audi. La prima è l’arrivo di Walter Rohrl direttamente da casa Lancia, un passaggio che avviene tra le polemiche e l’esaltazione dei media per il cambio di casacca del pilota tedesco. L’uomo che diventerà la bandiera dei Quattro Anelli è indubbiamente il pilota con i favori del pronostico, nonostante il campione in carica sia quel Hannu Mikkola tanto fedele a casa Audi. La seconda riguarda lo stesso costruttore tedesco, “costretto” per questioni di budget a vestirsi di giallo HB lasciando la tradizionale colorazione neutra (rosso-grigio-nero). Il Gruppo B e la sua tecnologia stavano raggiugendo costi elevatissimi e le sponsorizzazioni aiutavano a immettere liquidità fresca nei team e costruttori. Nel frattempo i preparativi per il Rally di Montecarlo andavano avanti, con i vari piloti impegnati nelle sessioni di test in cerca delle soluzioni migliori in vista della gara. La stessa Peugeot, pronta a debuttare a stagione in corso con la nuova 205 T16, macinava chilometri diretta da Jean Todt sulle strade adiacenti a quelle del mondiale. Questi i principali team e protagonisti di quel 1984

Audi quattro A2: Walter Rohrl, Stig Blomqvist, Hannu Mikkola, Michèle Mouton.

Lancia 037 evo: Attilio Bettega, Markku Alen, Henri Toivonen

Renault 5 turbo: Bruno Saby, Jean Ragnotti

Peugeot 205 T16: Ari Vatanen, Jean-Pierre Nicolas

RALLY DI MONTECARLO

In un Montecarlo che tutti i meteorologi prevedevano asciutto, la neve e il ghiaccio la fanno da padroni così come le Audi. Soprattutto quella di Rohrl, che cala il poker al “Monte” raggiungendo per numero di successi il grande Sandro Munari. Una tripletta perentoria, quella di Ingolstadt, con Blomqvist e Mikkola a completare il podio. I vantaggi delle Quattro sono sostanzialmente tre: un compromesso di assetto tra asciutto e bagnato, la trazione integrale e una diminuzione della pressione del turbo che oltre a garantire l’affidabilità, permetteva a Rohrl e soci di guidare una macchina più confortevole sulla neve. E le Lancia? La 037 evoluzione, con circa 15 cavalli in più nel motore, non è in grado di trovare il compromesso giusto sulle stradine monegasche, complice la trazione posteriore. Bettega e Biasion chiudono dietro alla Renault 5 di Therier al quinto e sesto posto, con Alen addirittura all’ottavo. La vana speranza di un Montecarlo asciutto ha tagliato ogni possibilità di successo per le vetture a trazione posteriore.

Cosa significava “tirare” con questi mostri è riassunto in questa frase di Miki Biasion: “Mi sono ritrovato a percorrere interi rettilinei a 160km/h con gomme racing per poi staccare sul ghiaccio senza preavviso perché due ore prima i miei ricognitori avevano trovato asciutto. La macchina va in ogni direzione e serve non farsi prendere dal panico per non perdere il controllo”.

RALLY DI SVEZIA

Il Rally di Svezia valido solo per i piloti, con l’assenza quindi del team Lancia, ritrova il successo di Stig Blomqvist. Approfittando anche delle uscite di Rohrl e Mikkola il futuro campione del mondo regola nell’ordine altre due Quattro, con la Mouton in seconda posizione ed Eklund in terza. Un successo non facile, quello sulla neve di casa, per Blomqvist. Infatti diversi problemi alla pressione del turbo, causati anche da un tubo dell’aria bucato, hanno reso la vittoria più complicata del previsto allo svedese.

RALLY DEL PORTOGALLO

 Walter Röhrl al Rally del Portogallo

Diverse le novità nelle terza prova del mondiale, la seconda valida anche per il costruttori, soprattutto in casa Lancia. La squadra diretta da Cesare Fiorio si presenta in terra lusitana con pneumatici nuovi Pirelli (dopo un test a Buçaco) e con le novità di Henri Toivonen e Miki Biasion, promosso dal Jolly Club al team ufficiale. È Mikkola a conquistare un rally fenomenale, tra ali di folla clamorosi e dopo un duello senza esclusione di colpi con le Lancia, soprattutto quella di Alen secondo al traguardo. Se le 037 dimostrano sull’asfalto di essere ancora al top, con Toivonen che prima di buttare via una possibile vittoria con un grave errore dimostra a tutti il suo valore, le Quattro fanno la differenza sulla terra lusitana. È il compromesso migliore tra queste due superfici che permette a Mikkola di battere Alen e uno straordinario Bettega mentre le altre Audi vanno in difficoltà sull’asfalto.

RALLY SAFARI

Il “Safari più bello e duro di sempre”, definito in questo modo da Sandro Munari, sfortunato protagonista della gara alla guida della sua Toyota, viene vinto dal compagno di squadra del pilota italiano, Bjorn Waldegaard. Si tratta del primo successo non Audi della stagione, con i costruttori giapponesi presenti in massa per valorizzare il loro mercato automobilistico. Una gara ad eliminazione, vinta grazie all’affidabilità (solo 11 minuti persi per noie meccaniche) dalla Toyota, che dopo il successo della stagione precedente in Costa d’Avorio conquista il suo primo Safari della storia.

RALLY DI CORSICA

Il Tour de Corse presenta al via due enormi novità. La nuova Audi versione “corta”, accreditata di 460-480 cavalli, e soprattutto l’arma totale Peugeot 205 T16 a trazione integrale. Ancora nessuno lo sa, ma questa vettura segnerà l’epoca breve del Gruppo B. In casa Lancia, consapevoli che l’asfalto francese potrebbe essere una delle ultime opportunità per le due ruote motrici, decidono di schierare l’artiglieria pesante: cinque le 037 schierate per battere l’agguerrita concorrenza. Prima Bettega e poi Biason provano a prendere il largo, ma Alen dà la zampata decisiva e conquista la vittoria (dopo il successo del 1983) davanti al pilota di Bassano del Grappa. Impressionante il debutto della Peugeot, tranquillamente in testa prima del botto di Vatanen. Disastroso il debutto della “Quattro corta”, affidata a Rohrl, che sintetizza: “Sotto i 5000 giri non c’è nulla, poi arriva una potenza paurosa, quasi disumana!”.

RALLY DELL’ACROPOLI

Nel terribile “piccolo Safari”, in Grecia, Audi cala la doppietta con la vittoria di Blomqvist davanti a Mikkola. Le “vecchie” Quattro sullo sterrato greco conquistano un successo fenomenale, anche se le nuove generazioni avanzano. Infatti la “corta” affidata a Rohrl e la T16, nonostante i classici guai di gioventù legati all’affidabilità, dimostrano al mondo che il cambio tecnico è in arrivo. La Lancia, nonostante le tantissime forature che coinvolgono principalmente Bettega (a causa del grande caldo che mette in crisi le Pirelli), chiudono con Alen al terzo posto e Bettega al quarto. Un risultato comunque prezioso alla luce delle tante difficoltà vissute dalla 037.

CLASSIFICA DOPO 6 GARE: Blomqvist 63 punti, Alen 60, Mikkola 59

RALLY DI NUOVA ZELANDA

Nella lontanissima Nuova Zelanda, Audi certifica la sua forza nel campionato 1984. Blomqvist, con la terza vittoria in stagione, mette una seria ipoteca sul mondiale così come lo stesso costruttore tedesco, capace di portare anche Mikkola sul podio con il terzo posto. Velocissimo e mai domo Alen, bravo nell’inserirsi con una 037 non al livello della Quattro tra Blomqvist e Mikkola.

RALLY DI ARGENTINA

In un Rally di Argentina, trasformato in un monomarca Audi per l’assenza delle altre Case e la presenza di tanti piloti argentini schierati con la macchina tedesca, Stig Blomqvist conquista una vittoria decisiva. Nonostante una febbre pesante e il pressing prima dell’idolo locale Jorge Recalde e poi di Mikkola (secondo), lo svedese conquista il quarto successo stagionale. Interessante la scelta di Audi di schierare delle vetture “rafforzate”, in stile Safari, per resistere al terribile terreno argentino.

RALLY 1000 LAGHI

Il 1000 Laghi del 1984 passa alla storia per il primo storico successo della Peugeot 205 T16 con Ari Vatanen. Una vittoria che apre di fatto una nuova era del Gruppo B e, soprattutto, consegna ai rivali Lancia e Audi una Peugeot terribilmente competitiva. Un rally semplicemente meraviglioso, vissuto un episodio emozionante dopo l’altro. Dal via furioso di Alen, poi secondo davanti a Toivonen con le “vecchie” 037, al progressivo crollo delle Audi “corte” fino alla regolarità vincente di Vatanen. Blomqvist, con la Quattro “lunga”, conquista un quarto posto prezioso in ottica titolo ma soprattutto permette ad Audi di centrare il titolo costruttori. Un Jean Todt commosso e raggiante commenta così il primo successo Peugeot: “Se in Corsica cercavamo di situarci in rapporto alla concorrenza, ora possiamo proprio dire di avere noi la ricetta vincente per vincere i rally”. Pirelli, per l’occasione, decide di portare in vista la gara italiana uno pneumatico rivoluzionario: prendendo spunto dai materiali direttamente utilizzati in F1 e grazie ad una struttura non solamente radiale, la Casa italiana porta sulla 037 delle coperture mai viste prima.

RALLY DI SANREMO

Nonostante un nubifragio che si è abbattuto durante l’ultima notte di gara, Ari Vatanen e la Peugeot conquistano un’altra vittoria dopo il successo al 1000 Laghi. Ormai è chiaro a tutti, la 205 T16 è la nuova auto da battere e la storia confermerà questo. Impressionanti le prestazioni della 037, soprattutto sull’asfalto. Alen, costretto al ritiro da un guasto al motore dopo 16 arrivi consecutivi, lascia spazio ai suoi compagni di squadra: Bettega, Biasion e Tabaton conquistano le posizioni subito dietro alla 205 di Vatanen. Nei tratti brevi d’asfalto, la 037 monta gli pneumatici speciali sviluppati da Pirelli con la stessa mescola delle coperture da qualifica della F1. Malissimo le nuove Audi “corte”, costrette al ritiro sia con Blomqvist (motore) che Rohrl (incidente).

Con la decisione da parte della Lancia di non partecipare al Costa d’Avorio, penultima prova del mondiale, Stig Blomqvist diventa il campione del mondo piloti 1984. La decisione arriva esclusivamente per una questione tecnica, perché per i tecnici Lancia la 037 avrebbe poche chance contro la Quattro sul terreno africano. Una piccola delusione per Alen, che commenta: “Ovviamente mi dispiace, ma il mondiale lo abbiamo perso non presentandoci in Svezia e Argentina. Chiaro che anche il ritiro del Sanremo ha influito”.

RALLY DELLA COSTA D’AVORIO

La trasferta africana diventa storica per Audi. Blomqvist festeggia il titolo conquistando il primo successo del marchio tedesco sulla “terra nera” e la prima vittoria della nuova Quattro “corta”. A completare la festa tedesca il secondo posto di Mikkola con la Quattro “lunga”, rispolverata per un confronto diretto con la sorellina ma soprattutto per non rischiare troppo a livello di affidabilità. Grandi le prove di Shekhar Mehta, terzo con la Nissan, e di Alain Ambrosino, quarto con la Opel Manta.

RALLY RAC

Michèle Mouton al RAC Rally – Wikipedia

Nemmeno un capottamento nel penultimo giorno di gara ferma Vatanen e la 205 T16, ancora al top e davanti a tutti nell’ultimo rally mondiale in Gran Bretagna. Impressionante la qualità e velocità sul terreno fangoso inglese della vettura francese, nettamente più competitiva delle avversarie. Soprattutto dell’Audi, seconda con Mikkola ma distante dalla Peugeot in una gara solitamente amica. Terzo posto per la Toyota di Eklund, con le Lancia assenti e impegnate nel Rally di Monza vinto da Bettega.

CLASSIFICA FINALE: Blomqvist 125, Mikkola 104, Alen 90.

Immagine: RallyGroupBShrine.org

P300 MAGAZINE

Gruppo B 1984: la prima di Blomqvist e l'ultima di Audi

Continua a seguirci

Avatar of Andrea Ettori
Andrea Ettori
Vivo a Mirandola, e sono un grande appassionato di sport. Jenson Button è il mio idolo, e il Milan la mia squadra del cuore. Sono una persona positiva, e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione. #StayPositive #ForzaEmilia

P300 MAGAZINE

NEWSLETTER

ULTIMI ARTICOLI

GRUPPI AMICI

Telegram | Passione Motorsport

ALTRI DALL'AUTORE

P300 MAGAZINE

Gruppo B 1984: la prima di Blomqvist e l'ultima di Audi

Continua a seguirci