Griglie F1 ribaltate dalle penalità: tanto vale aumentare il numero di Power Unit a stagione

Alessandro Secchi - 11 Settembre 2022 - 08:15

A Monza la questione penalità in F1 raggiunge vette comiche. Serve una risposta in vista del 2023

La pantomima delle millemila penalità che, prima in Belgio e poi a Monza, hanno ribaltato la griglia di partenza pone un dubbio sacrosanto su questo sistema di gestione delle Power Unit in F1.

Parto dal fatto che, quando si sa che diversi piloti hanno penalità da scontare (e questi occupano regolarmente le prime posizioni) la qualifica perde inevitabilmente di valore. Quale senso ha assistere ad un’ora che stila una classifica se poi questa si sa già che verrà stravolta?

A Monza, giustamente, gran parte del tifo è contento per un Leclerc in pole, ma dietro di lui? Quattro piloti nei primi dieci in penalità, più altri cinque dall’11a posizione in giù. Quattro ore per avere a disposizione la griglia provvisoria di un GP di F1 sono un qualcosa che non ha onestamente senso e di terribilmente lento al cospetto dello sport più veloce.

Appare evidente che, se dal 14° appuntamento su 22 si vedono scene come queste, tre Power Unit a stagione sono troppo poche. E non si può nemmeno pretendere di poter dire ai team “è colpa vostra perché non le rendete affidabili”. Va bene tutto, ma non stiamo parlando di Endurance: vedere griglie stravolte ogni due gare fa solo che male allo spettacolo, con i piloti stessi che arrivano a scherzarci sopra.

Credo che per evitare problemi come questi sia necessario passare a 5 PU. Un numero che, in un modo o nell’altro, gran parte dei team raggiunge comunque.

Griglie F1 ribaltate dalle penalità: tanto vale aumentare il numero di Power Unit a stagione

La situazione pre Monza(quindi a sette gare dal termine) vedeva già 12 piloti fuori dai limiti, ai quali si sono aggiunti in questo weekend Hamilton e Pérez per un totale di 14 su 20. Tanto vale “ufficializzare” un aumento degli elementi consentiti e chiuderla qui, per rendere le qualifiche meno finte, avere delle classifiche leggibili e non impazzire (come successo ieri) con le disquisizioni sulle posizioni da assegnare.

Immagine: Media Mercedes