Gp di Gran Bretagna 2013: il Punto di Dindo Capello

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dindo150“Quello a cui abbiamo assistito domenica al GP di Gran Bretagna è sicuramente uno dei punti più bassi, a livello d’immagine, toccati dal Circus della F1.

Da spettatore e appassionato, vedere gomme esplodere dopo 20 giri di gara e sentire gli ingegneri al muretto comunicare ai piloti di non spingere più di tanto e di evitare i cordoli esterni per salvaguardare la durata della gomma, fa perdere tutto l’entusiasmo che ognuno di noi ha per questo sport!

Un problema simile era già successo anche con Michelin ad Indy nel 2005. Ma, in quel caso, il problema veniva innescato dalla curva sopraelevata, anomala per la F1 e unica del mondiale. Questo non per giustificare il costruttore francese, che doveva arrivare ad Indy preparato ad affrontare questa curva, ma per dare almeno una risposta ai problemi avuti in quel GP da molti teams e Piloti.

Quello che si è visto domenica, invece, è completamente diverso. Parliamo di un circuito super convenzionale con curve veloci che, in condizioni normali, mettono in evidenza le capacità dei piloti e il bilanciamento della vettura. Dico in condizioni normali in quanto, quello che abbiamo visto domenica in gara, di normale ha avuto ben poco. E, invece di assistere ad una sfida al limite tra Piloti e macchine, abbiamo assistito ad uno spettacolo penoso, salvato in extremis dall’intervento delle Safety Car che ha reso il finale molto avvincente….stile gare USA dove, tutto quello che succede fino all’ingresso dell’ultima Safety, praticamente non conta nulla!

Da appassionato e da Italiano mi auguro un recupero velocissimo d’immagine e credibilità da parte della Pirelli. Lo merita per l’impegno che sta mettendo in questo business!

Alla prossima!!”

MONOPOSTO by SAURO

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Gp di Gran Bretagna 2013: il Punto di Dindo Capello 2
Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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