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GP Brasile 1994: quando Damon Hill corse “senza” numero

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Dal 2014 la numerazione dei piloti in Formula 1 è personalizzata e quindi, ognuno di essi, ha la possibilità di scegliere il proprio numero personale che lo accompagnerà durante la sua carriera nel Circus. Se dal punto di vista del marketing e del merchandising il numero personale è buona cosa, dal punto di vista sportivo c’è qualche lato negativo. Ad esempio, il campione del mondo in carica non è obbligato a mostrare il numero 1 sulla sua monoposto ma può utilizzare comunque il suo personale. L’ultima volta di un numero 1 risale al 2014 sulla Red Bull di Sebastian Vettel, primo e (finora) ultimo campione del mondo a decidere di usare il numero a lui riservato.

Proprio la numerazione fissa ha regalato anche delle curiose eccezioni: una di queste è sicuramente l’adozione del numero zero da parte di Damon Hill nelle stagioni 1993 e 1994 in Williams. Circa vent’anni prima era stato Jody Scheckter con la McLaren il primo a fare uso dello zero nelle ultime due gare della stagione 1973, tra l’altro le ultime prima dell’introduzione della numerazione fissa. Il sudafricano aveva già utilizzato lo zero nelle categorie inferiori e decise di riprendere il suo vecchio numero per quei due appuntamenti.

Torniamo a Damon Hill. Nel 1993 la Williams resta orfana di Nigel Mansell, Campione 1992 andato a correre negli States. Al suo posto arriva il tre volte iridato Alain Prost che, con la FW15, andrà a chiudere la carriera conquistando il suo quarto ed ultimo alloro. Con il numero 1 non attribuibile, si apre l’eccezione dello zero insieme al 2. A portarlo in pista è quindi Damon Hill, tra i due il più “giovane” nonostante, nel 1993, l’inglese abbia “già” 33 anni dopo aver debuttato l’anno precedente, a stagione in corso, con la Brabham in Ungheria.

Proprio in Ungheria arriva la prima vittoria di Damon e del numero zero, che salirà sul gradino più alto del podio altre otto volte. Alle tre vittorie (di fila) in quel 1993 se ne aggiungono sei nel 1994. Perché anche nella stagione successiva si ripete la stessa storia in Williams: Alain Prost si ritira e lascia il numero 1 vacante. Con l’arrivo di Ayrton Senna dalla McLaren il numero zero strizza l’occhio ancora a Damon, che lascia il 2 al brasiliano continuando la sua avventura con questo numero.

Curiosità nella curiosità, ed è qui che arriviamo alla storia dell’articolo, nella prima gara del 1994, il Gran Premio del Brasile ad Interlagos, Damon Hill corre “senza” numero all’anteriore. Il “senza” è dovuto al fatto che, ricordando vagamente nella sua forma uno zero, Renault piazza il suo logo a forma di rombo sul muso della Williams al posto del classico numero, che resta invece in forma standard sulle paratie dell’ala posteriore.

I francesi, motoristi del team inglese, pensano ad una furba operazione di marketing, ma questa va contro l’articolo 48 del regolamento sportivo:

“Il numero di gara deve essere chiaramente visibile frontalmente e da entrambi i lati della monoposto”.

Damon Hill corre tutto il weekend con lo stemma Renault al posto dello zero senza che la cosa venga notata. Forse perché la regola stessa è poco nota. La Williams viene quindi graziata da qualsiasi provvedimento, sia esso anche una multa, per aver violato questa regola. Dal successivo appuntamento, il Gran Premio del Pacifico di Aida, lo zero in forma numerica torna magicamente – e correttamente – al suo posto sul muso della FW16 di Damon, per restarci tutta la stagione. Suggerimento dietro le quinte? Probabile. Fatto sta che quello del GP del Brasile resta un evento raro all’interno di una storia già rara di suo.

Immagine di copertina: Reddit


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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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