Hamilton è ancora vivo. Forse adesso ringrazieremo Halo

Dell’incidente di Verstappen e Hamilton e della penalità comminata a Max si parlerà ancora per giorni. E si potrà fare perché oggi, la vera notizia di questa giornata, è che Lewis Hamilton è ancora vivo.

Il rischio che la Formula 1 ha corso oggi non è nulla in confronto al risultato, un mal di collo e poco più. L’incidente di oggi pone fine definitivamente alle critiche che il sistema introdotto nel 2018 ha ricevuto sulla sua bruttezza, sul suo essere antiestetico e sul suo andare contro la tradizione e il fatto che, in Formula 1, ci deve essere il pericolo.

Fino a quando un intervento decisivo dell’Halo è capitato in categorie minori gli è stata data poca importanza. Ma se oggi Hamilton fosse morto, saremmo ancora del parere che Halo è un obbrobrio estetico? La verità è che, per una volta, il culto della bellezza è stato demolito dall’importanza della scienza applicata alla sicurezza. La verità è che le critiche sono state annientate dal concreto e da quello che il sacrificio dei piloti del passato ha insegnato ai fini della salvaguardia della vita di questi ragazzi.

Era il gennaio 2018 quando pubblicai questo pezzo. Ne cito solo una frase. “Se mi chiedeste chi gettare tra Halo e il DRS, direi il secondo senza batter ciglio. Se mi chiedeste di scegliere chi salvare tra Halo e i limiti al consumo di benzina, terrei sicuramente il primo”.

Ecco. Oggi Halo ha salvato la vita di Hamilton e spero non ci siano dubbi su questo. Perché, senza la struttura superiore, la gomma che vedete appoggiata al casco di Lewis avrebbe proseguito la sua strada, con centinaia di chili di peso a premere dall’alto verso il basso sulla testa del sette volte campione del mondo. Protezioni laterali? Non sarebbero servite a nulla, in questo caso. Staremmo parlando di un dramma, forse di un altro 1° maggio.

Quindi bene, benissimo che da stasera in poi ci si possa letteralmente scannare sulla penalità inflitta a Verstappen. Perché, senza Halo, la lotta mondiale oggi avrebbe ricevuto un colpo probabilmente fatale. E non in senso sportivo.

Grazie Halo. Grazie alla FIA, grazie a chi l’ha studiato, grazie al sacrificio di chi ha perso la vita o chi ci è andato vicino (citofonare Romain Grosjean) per sì che oggi, la sicurezza, permetta tutto questo. Con buona pace di chi vuole il pericolo, quando le natiche non sono le sue.

Immagine: Twitter / Jean Todt

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