Nick Cassidy vince l’ePrix di Città del Messico imponendosi su Mortara e Rowland. Primo successo nella serie per Citroen
L’ePrix di Città del Messico è carico di significato per i piloti di Formula E. Gli ultimi tre vincitori di questa gara, difatti, sono poi riusciti ad aggiudicarsi il titolo piloti. La prima posizione di Nick Cassidy, però, vale molto di più: si tratta del primo successo su pista della squadra ufficiale Citroen da quando José Maria Lopez portò la C-Elysée sul gradino più alto del podio nel penultimo round del WTCC 2016, tenutosi a Shanghai. Che questo sia il primo di una lunga serie di trionfi? Solo il tempo ce lo dirà.
Il secondo round dell’ABB FIA Formula E World Championship 2025-26 giunge al termine con l’unica gara prevista all’Autodromo Hermanos Rodriguez. L’ePrix di Città del Messico vede i piloti della serie elettrica mettersi alla prova sul primo tracciato permanente della stagione.
L’Autodromo Hermanos Rodriguez è un concentrato di storia delle quattro ruote. Fin dalla sua costruzione nel 1959, il circuito ad alta quota ha ospitato tantissime categorie diverse, non per ultima proprio la Formula E. Il layout utilizzato per la serie elettrica, notoriamente molto breve, è stato modificato per questa edizione della gara. La nuova variante, resa leggermente più veloce rispetto alla precedente, comprende 16 curve (10 a destra e 6 a sinistra) e misura 2,608 km.
La prima edizione dell’ePrix di Città del Messico si è svolta nel 2016. L’appuntamento all’Autodromo Hermanos Rodriguez, all’epoca quinto round della Season 2, non è stato presente nel calendario solo nel 2021, anno in cui è stato sostituito dall’ePrix di Puebla. Tutti e 20 i piloti titolari sono presenti all’evento.
La gara
Buemi scatta peggio di Barnard, che, data la seconda posizione al via, ha la possibilità di tendere un attacco all’interno già in curva 1. Lo svizzero, per difendersi dal giovanissimo inglese, sbaglia il punto di staccata e va lungo nella via di fuga. Oltre il danno la beffa: l’alfiere Envision deve rimontare dall’ultima posizione, rendendo quasi del tutto vane le alte chance di vittoria date dalla partenza dalla prima casella.
Barnard eredita quindi la prima posizione e viene seguito da Mortara ed Evans, anche se per poco. Il neozelandese, difatti, perde il podio già in curva 5, nella quale viene attaccato da Muller. Marti, al termine del primo giro, passa dai box per scontare uno stop and go di 10 secondi e rientra in pista in ultima posizione.
Al terzo giro Wehrlein allarga in curva 12 e diventa il primo pilota ad entrare in regime di Attack Mode. Il campione tedesco, avendo, più potenza degli avversari, inizia a rimontare rapidamente, raggiungendo addirittura il podio nell’arco di pochissimi chilometri.
Al giro 5, Barnard viene attaccato con successo da Mortara, che guadagna così in curva 1 la prima posizione. L’inglese di DS Penske cede alla piega successiva il piazzamento a Muller, mentre alla 5 viene superato da Wehrlein, che sale quindi sul podio.
La furia del campione tedesco, però, non è destinata a fermarsi. Wehrlein, nel corso del quinto giro, supera anche il compagno Muller all’ingresso del Foro Sol e Mortara in curva 16, guadagnando così la testa della corsa. Anche da Costa e Maloney passano dall’Attack Zone, ma al settimo passaggio.
Al giro 8, la fine del periodo di potenza aggiuntiva rende scricchiolante la leadership di Wehrlein. Il tedesco, però, non deve temere Mortara, bensì Muller, il quale, dopo aver superato l’italo-svizzero in curva 1, si lancia all’inseguimento del compagno di squadra, che riuscirà a superare all’ingresso del Foro Sol. Pochi secondi dopo, Ticktum attiva l’Attack Mode.
Il sorpasso subito da Muller è solo l’inizio della discesa in classifica di Wehrlein. Il campione 2024, difatti, è costretto a cedere le posizioni sul podio anche a Mortara (curva 9) e da Costa (16) nel corso del decimo giro.
La rimonta di da Costa, giunto al termine del suo periodo di potenza aggiuntiva, viene fermata da una difesa aggressiva di Mortara, che, per evitare di perdere terreno nei confronti di Muller, compie una manovra estremamente aggressiva. Lo svizzero, difatti, sfrutta la linea interna di curva 1 per allargare in uscita, obbligando il rivale, situato all’esterno, ad alzare il piede.
Da Costa non solo cede diverse posizioni (tra cui la terza a Wehrlein), ma, addirittura, esce definitivamente dalla lotta per la vittoria già al giro 11. Il ruolo di “protagonista delle rimonte” passa, infatti, a Ticktum, che, anche se per pochi metri, è in grado di rubare al tedesco il gradino più basso del podio.
Le posizioni di alta classifica restano cristallizzate fino al quindicesimo giro, in cui Barnard guadagna la terza posizione ai danni di Wehrlein. Poco dopo, Buemi passa dall’Attack Zone, ottenendo quindi il diritto di sfruttare la potenza supplementare.
All’inizio del giro 17, de Vries si ferma al largo di curva 1 per un probabile problema ai freni. Poco dopo avvengono due fatti importanti. Wehrlein supera Barnard, tornando sul podio. Rowland, invece, passa dall’Attack Zone.
Prima del regime di FCY, iniziato a metà del giro 18, Rowland viene mandato nell’erba in curva 4 da da Costa, che, a sua volta, ha allargato la linea “su invito” di Gunther, uscito improvvisamente dalla scia delle vetture antecedenti.
Al giro 20 entra in pista la safety car. Durante questo periodo viene comminata una penalità di 5 secondi a Eriksson per aver tagliato la pista e si assiste a una sosta di Buemi, in cui sostituisce lo pneumatico posteriore destro per una probabile foratura lenta.
Muller prova, con scarso successo, ad allungare su Mortara e Wehrlein alla ripartenza. Poco dopo Gunther e Di Grassi attivano l’Attack Mode, mentre Buemi torna dai meccanici, rientrando in pista “pochi metri davanti al gruppo principale”. Barnard, invece, supera Wehrlein, salendo terzo.
Grosso incidente al giro 25. In curva 5, Cassidy stacca tardissimo e prende la linea interna, andando a toccare da Costa. Questo contatto genera una reazione a catena, in cui vengono coinvolti anche Gunther e Ticktum. I danni subiti causano la fine della gara del portoghese e dell’inglese, che si ritireranno nei box pochi chilometri più tardi.
Poco dopo, Evans e Drugovich passano dall’Attack Zone. Il neozelandese, nel corso del giro 26, entra in zona podio, superando Barnard all’ultima curva. Il pilota Jaguar, al passaggio successivo, guadagna anche la P2 ai danni di Mortara.
Lo svizzero, al giro 27, passa in Attack Zone (venendo superato da Barnard). Anche Marti, Nato ed Eriksson seguono l’esempio di Mortara. Alla quinta curva del passaggio successivo, Muller va lungo, cedendo la leadership a Evans. Il pilota Porsche, poco dopo, allarga la linea alla dodicesima piega.
Mortara e Cassidy superano Evans alla nona curva del giro 29. Il neozelandese di Citroen, inoltre, guadagna la prima posizione ai danni dello svizzero poco dopo, portando la sua vettura in prima posizione. Due chilometri e mezzo più tardi, anche Muller si impone sulla Jaguar #9, che scende quindi dal podio. Contemporaneamente Rowland attiva l’Attack Mode. Il campione in carica viene seguito un giro dopo da Eriksson.
Muller cede il gradino più basso del podio a Dennis al giro 32, più precisamente in curva 8. L’inglese prova a superare Mortara alla terza piega del passaggio successivo, ma fallisce, dato che lo svizzero lo porta in prossimità delle barriere, contro cui danneggia l’ala anteriore. Wehrlein, Marti e Vergne (32), Cassidy, Muller e Nato (33) e Mortara e Dennis (34) passano dall’Attack Zone.
Nel corso del giro 34, Muller sale terzo, superando Dennis, ma cede la posizione a Rowland già alla prima curva della tornata successiva. Pochi secondi dopo, Di Grassi e Drugovich passano insieme dall’Attack Zone.
Gli ultimi chilometri della gara sono carichi di tensione. All’ottava curva del giro 36, Dennis recupera il podio superando Rowland. Il campione in carica risponde all’alfiere Andretti nel corso del passaggio successivo, più precisamente alla dodicesima piega.
Nel finale, però, è il duello psicologico tra Cassidy e Mortara a tenere incollati allo schermo gli spettatori. Nonostante le difficoltà, il neozelandese di Citroen non commette errori, difendendo così la prima posizione fino al passaggio sotto la bandiera a scacchi.
Nick Cassidy, pilota della Citroen, vince l’ePrix di Città del Messico. Il neozelandese anticipa sul traguardo di meno di un secondo Edoardo Mortara e Oliver Rowland. Barnard, Dennis, Wehrlein, Marti, Vergne, Muller e Nato completano la zona punti.
Nick Cassidy, nato 31 anni fa ad Auckland, Nuova Zelanda, ha conquistato un successo importante per sé e per Citroen. La dodicesima vittoria in Formula E (prima nel 2026) del kiwi rappresenta il ritorno ad alti livelli del marchio francese, assente dal gradino più alto del podio in una competizione mondiale su pista da quasi 10 anni.
I risultati della gara
I risultati dell’ePrix di Città del Messico
La classifica generale
La classifica di Formula E al termine dell’ePrix di Città del Messico
La vittoria odierna permette a Nick Cassidy (40) di prendere le redini del campionato. Citroen (44) e Stellantis (62) salgono in prima posizione nelle classifiche team e costruttori.
I prossimi appuntamenti
La Formula E resta in terra americana per il suo terzo appuntamento stagionale. L’ePrix di Miami, che cambierà sede (si svolgerà al Miami International Autodrome), si terrà il 31 gennaio.
Media: FIA Formula E Media Centre
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