Antonio Félix da Costa vince la seconda gara dell’ePrix di Jeddah anticipando sul traguardo Buemi e Rowland
I primi frutti del matrimonio tra Antonio Félix da Costa e Jaguar si raccolgono già al termine della quinta gara dell’edizione 2025-26 della Formula E. Il portoghese, che ha lasciato Porsche dopo 3 stagioni, riesce a portare alla vittoria il costruttore britannico grazie a velocità e tattica, che gli hanno permesso di creare un gap importante fra sé e gli avversari a 10 giri dalla fine.
Con la conclusione dell’ePrix di Jeddah, è oramai giunta al termine la prima parte di questa stagione di FE. Il quarto e il quinto round dell’ABB FIA Formula E World Championship 2025-26, che si sono tenuti al Jeddah Corniche Circuit, sono, infatti, gli ultimi a svolgersi prima dell’arrivo in Europa della serie elettrica per eccellenza.
Il Jeddah Corniche Circuit è nato con l’intento esplicito di portare le competizioni automobilistiche di livello globale in Arabia Saudita. Difatti, fin dal 2021, anno di costruzione, sono state poche le gare ospitate dalla pista semipermanente in questione. Il layout utilizzato dalla Formula E, creato apposta per l’occasione, è lungo 3,001 km. Questa variante, composta da 19 curve, 11 a sinistra e 8 a destra, stravolge la parte più veloce del tracciato principale tramite l’utilizzo di numerose chicane, che rompono il flusso naturale della guida. Quella odierna è la seconda edizione dell’ePrix di Jeddah, che si è tenuto per la prima volta nel 2025. Sono presenti al via tutti e 20 i piloti titolari.
La gara
Mortara parte bene, mentre Dennis, secondo sulla griglia di partenza, rimane affiancato a da Costa per quasi mezzo giro. Al termine della prima tornata, più precisamente in curva 13, Rowland stacca tardissimo e passa in un colpo solo tutti i piloti sopra citati.
Da Costa, sceso quarto, riprende il podio superando Dennis alla chicane successiva. Il portoghese, però, non si accontenta della medaglia di bronzo e guadagna un’altra posizione (ai danni di Mortara) all’inizio del secondo giro. Contemporaneamente, de Vries sconta uno stop and go di 10 secondi per aver cambiato numerose parti della sua Mahindra prima di questa gara.
Al termine del terzo giro, Buemi sale in classifica, superando prima Mortara e poi da Costa e Rowland alle due chicane presenti sul rettilineo di partenza. Lo svizzero, però, viene circumnavigato in curva 13 dall’inglese (esterno) e dal portoghese (interno) durante il quinto passaggio.
Mortara sorpassa Buemi al giro 7, più precisamente in curva 8. Il veterano, però, non vuole mollare il podio e attacca il poleman, senza successo, alla 14. Inizia qui la rimonta del ginevrino, che supera sia Rowland che da Costa alla 8 del passaggio successivo, salendo quindi in prima posizione.
Il destino dei due piloti appena citati, una volta entrati nella seconda metà del giro 8, è completamente diverso. In curva 13, da Costa cede la posizione a Buemi e Dennis, mentre Rowland passa Mortara, riprendendo la testa della corsa alla 14.
Al giro 9, Buemi torna primo in curva 1 dopo aver azzannato in un colpo Rowland e Mortara. Più tardi, alla fine della tornata, di Grassi è il primo pilota ad attivare l’Attack Mode. Da Costa, durante il decimo passaggio, recupera numerose posizioni, salendo primo.
Buemi, però, torna davanti a tutti alla prima curva dell’undicesima tornata, in cui supera senza grosse difficoltà il rimontante da Costa. Alla 4, Mortara va esterno e supera Rowland. L’italo-svizzero guadagna così il gradino più basso del podio.
Mortara è infermabile. Il ginevrino, al giro 12, supera sia Buemi che da Costa tra curva 8 e 11, agguantando così la prima posizione. Il portoghese cederà la medaglia d’argento al nativo di Aigle alla 13. Pochi secondi dopo, Vergne attiva l’Attack Mode. Marti tampona Maloney alla 18, danneggiando il posteriore della Lola del bajan.
Alla fine del giro 13, Buemi recupera Mortara, salendo nuovamente in prima posizione. Questo evento sancisce l’inizio della seconda parte di gara, in cui i piloti non sono più tenuti a risparmiare energia in modo consistente.
Al giro 14, difatti, Mortara si fa vedere, superando dall’esterno Buemi in curva 13. Pochi secondi dopo cambia anche il pilota sul gradino più basso del podio, dato che Vergne supera da Costa alla quarta piega del quindicesimo passaggio. Evans passa dall’Activation Zone al termine della tornata appena menzionata.
Al giro 16, Vergne cede due posizioni in curva 8 a da Costa e di Grassi. Pochi secondi dopo, Rowland e Maloney passano dall’Activation Zone. Questa scelta permette al campione in carica di recuperare terreno nel corso del passaggio successivo, in cui supera, oltre al portoghese di Jaguar, anche Mortara e Buemi.
Dennis, passato dall’Activation Zone al termine della diciassettesima tornata, perde numerose posizioni nel corso del giro 18 a seguito di una foratura alla gomma anteriore sinistra, la quale viene prontamente sostituita dai meccanici.
Da Costa, Ticktum, Wehrlein e Nato attivano l’Attack Mode al termine del giro 18. Questa scelta si rivelerà vincente nel lungo periodo per il portoghese, che torna sul podio durante il passaggio successivo dopo aver superato Mortara. Alla tornata 19, le DS e Drugovich passano dall’Activation Zone.
Da Costa continua a recuperare posizioni durante il ventesimo giro. Il portoghese di Jaguar supera prima Buemi in curva 1 e poi Rowland alla 13, prendendo così la testa della corsa. Da questo momento in poi, la gara si fa in discesa per Antonio, che sfrutta le battaglie alle sue spalle per incrementare il vantaggio sugli inseguitori.
Sempre al giro 20, Buemi, Mortara, Marti ed Eriksson attivano la potenza aggiuntiva. La scelta degli svizzeri di allargare la traiettoria in curva 13 permette a Ticktum di salire in terza posizione. Il londinese, velocissimo nella fase finale della gara, punta a guadagnare terreno nei confronti degli avversari.
Al giro 21, difatti, Ticktum supera Rowland in curva 13, il quale viene attaccato con successo alla prima piega del passaggio successivo da Buemi. Durante questa tornata, Muller passa dall’Activation Zone. I piloti sul podio, così come Mortara e Cassidy, prenderanno la stessa decisione 6 chilometri più tardi.
Rowland torna terzo all’inizio del giro 24 dopo aver superato Buemi. Al passaggio numero 26, le due vetture di DS Penske, in tandem praticamente dall’inizio della gara, passano insieme dall’Activation Zone. Questa scelta si rivela vincente, dato che la potenza aggiuntiva permetterà loro di guadagnare diverse posizioni negli ultimissimi chilometri della corsa.
Ticktum inizia a perdere terreno al giro 27, in cui viene superato da Rowland in curva 1 e da un Buemi in grande spolvero alla 4. Lo svizzero, alla prima piega del ventottesimo passaggio, guadagna la seconda posizione ai danni dell’inglese, che, nonostante i numerosi tentativi di ingaggio, non riuscirà mai a strappare la medaglia d’argento dal collo dell’alfiere di Envision.
Antonio Félix da Costa, pilota di Jaguar TCS Racing, vince la seconda gara dell’ePrix di Jeddah di Formula E. Il portoghese viene accompagnato sul podio da Sébastien Buemi e Oliver Rowland. Mortara, Ticktum (difesosi sul compagno di squadra in modo estremamente aggressivo nel finale), Marti (autore del giro veloce), Evans, Wehrlein, Vergne e Barnard completano la zona punti.
Antonio Félix da Costa conquista la sua prima vittoria con il nuovo team. Il trentaquattrenne di Cascais, Portogallo, passato in Jaguar dopo 3 stagioni alla corte di Porsche, dimostra con questo trionfo (il tredicesimo in Formula E) di essersi adattato alla nuova vettura.
I risultati della gara
I risultati della seconda gara dell’ePrix di Jeddah
La classifica generale
La classifica di Formula E al termine dell’ePrix di Jeddah
Nonostante l’ottavo posto odierno, Pascal Wehrlein (68) mantiene la testa della classifica piloti guadagnata nella giornata di ieri. Porsche è prima sia nel campionato team (113), sia in quello costruttori (143).
I prossimi appuntamenti
La Formula E andrà in pausa per un oltre un mese. Il sesto round del campionato, l’ePrix di Madrid, si terrà, difatti, il 21 marzo al Circuito del Jarama.
Media: FIA Formula E Media Centre
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