Seconda vittoria stagionale per il pilota neozelandese di Jaguar Racing, ottenuta rimontando dalla diciassettesima piazza, e diventa il nuovo leader del mondiale. Secondo Oliver Rowland, terzo Pascal Wehrlein.
Nella seconda gara al Tempelhof di Berlino, Mitch Evans si aggiudica la vittoria imponendosi davanti a tutti con la sua Jaguar: il pilota neozelandese, il quale ha annunciato l’addio al team al termine della stagione proprio durante il weekend tedesco, è stato perfetto nella sua rimonta dalla diciassettesima piazza ed è andato a prendersi la bandiera a scacchi per primo al termine di una gara in pieno stile del campionato, diventando così il nuovo leader della classifica piloti. Secondo Oliver Rowland, autore anche del giro più veloce della gara, terzo Pascal Wehrlein, il quale rimane in seconda posizione nella classifica generale a pari punti con Evans.

Top 5 anche per Sebastien Buemi, coinvolto in un contatto con Nick Cassidy che ha costretto il pilota di Citroen al ritiro, e Norman Nato, il quale completa l’ottimo risultato di Nissan in questa domenica. Sesta piazza per Jake Dennis con la Andretti, seguito dall’ormai ex-leader del campionato Edoardo Mortara, settimo al traguardo. Chiudono la Top 10 di questa seconda gara berlinese Jean-Éric Vergne, Felipe Drugovich e Joel Eriksson, tutti e tre più indietro rispetto alla posizione di partenza.
Fuori dai primi dieci Taylor Barnard, il quale partiva in seconda piazza dopo la sconfitta in finale inflittagli da Wehrlein, seguito da José Maria Martì, dodicesimo, e dal vincitore di ieri Nico Müller, tredicesimo. In quattordicesima piazza troviamo la Cupra Kiro di Dan Ticktum, la quale precede la DS Penske di Maximilian Günther. Terminano la gara anche il duo di Lola Yamaha ABT, con Lucas di Grassi sedicesimo e Zane Maloney diciassettesimo, otre ad António Félix da Costa, diciottesimo e ultimo degli arrivati al traguardo dopo un pit stop per via di una foratura alla posteriore sinistra.
Ritirati in questa gara Nick Cassidy e Nyck de Vries: il neozelandese è rimasto vittima di un contatto con Buemi prima di curva 6 che gli ha causato la rottura dell’ala anteriore, portando il pilota di Citroen al rientro ai box e al successivo ritiro; il pilota olandese di Mahindra Racing, invece, è stato costretto al ritiro dopo la rottura della sospensione posteriore destra a seguito di un contatto con Mortara, il quale a sua volta era stato tamponato da Buemi alla curva 6.
La gara
Al via, Wehrlein e Barnard hanno preso subito il comando in curva 1, scambiandosi poi le posizioni qualche secondo più tardi. Nei primi giri vi sono stati molti sorpassi e controsorpassi all’interno del gruppo, legati soprattutto alla strategia e al risparmio dell’energia, così come da copione.
Con 20 vetture in lotta in meno di un paio di secondi per la posizione in pista, però, alla fine il contatto è stato inevitabile e infatti si è verificato in curva 6, con Buemi che ha toccato la Mahindra di Mortara, causando un contatto tra lo svizzero e de Vries e successivamente tra l’olandese e Cassidy: alla fine, de Vries è stato costretto al ritiro per la rottura della sospensione posteriore destra, mentre Cassidy è scivolato indietro in classifica. Il pilota neozelandese si è poi ritrovato nuovamente coinvolto in un contatto, urtando l’Envision di Buemi e costringendolo a un pit stop per la sostituzione dell’ala anteriore della sua Citroën.
Qualche giro più tardi, dopo un periodo di risparmio dell’energia nelle retrovie, Rowland riuscì a risalire fino in testa al gruppo, creando poi un piccolo gap da Buemi, secondo in quel momento, sfruttando sia l’Attack Mode che la maggior percentuale di energia rispetto al gruppo. A seguire l’azione del britannico fu Norman Nato, dopo che quest’ultimo aveva attivato l’Attack Mode. A rovinare la strategia del duo Nissan, però, ci pensò Mitch Evans, il quale era rimasto con più energia in quel momento: il neozelandese, terzo subito dietro a Nato e Rowland, ha sfruttato il vantaggio energetico al giro 27, passando in testa e allungando il distacco dalla coppia di Nissan a 1.6 secondi.
Verso la fine della gara, alla lotta per la vittoria si aggiunse anche Wehrlein, il quale tentò di prendersi la leadership della corsa durante il secondo giro di Attack Mode, ma l’attacco del pilota tedesco fu prontamente spento da Evans, l’ultimo a prendersi il boost aggiuntivo: al giro 32 il neozelandese si riportò in testa alla corsa, mentre Rowland lo seguì il giro successivo, anche se apparentemente in regime di bandiera gialla, ma il sorpasso non è stato messo sotto investigazione dai commissari di gara.
Al termine della Full Course Yellow, chiamata per dei detriti in pista e per il tracciato scivoloso dalla direzione gara, Evans riuscì a mantenere la posizione e a tenere a bada Rowland, prendendosi per primo la bandiera a scacchi, mentre Wehrlein conquistò un altro podio casalingo per la Porsche. Evans ritorna così al successo in questa stagione dopo la tappa a Miami, e si porta in testa alla classifica piloti a pari punti proprio con Wehrlein.
Concluso il weekend al Tempelhof di Berlino, la Formula E ritornerà in pista a Montecarlo per il double-header dell’ePrix di Monaco, in programma il 16-17 maggio.
Formula E – Berlino ePrix #2 2026: Classifica Gara

Immagini: FIA Formula E
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