Formula E | Alexander Sims si congeda: “Sono grato di avervi gareggiato”

Daniele Botticelli - 28 Agosto 2022 - 08:30

Il pilota inglese ha salutato ufficialmente la Formula E con una lunga lettera pubblicata sul proprio sito internet, raccontando la sua esperienza nella serie.


Tra i piloti che lasceranno la Formula E al termine della Season 8 da poco conclusa c’è anche Alexander Sims, che da diverse settimane ha annunciato la propria volontà di lasciare la serie dopo quattro stagioni spiegando le proprie motivazioni in un’intervista rilasciata al sito The Race diverse settimane fa.

Sims chiude così la propria avventura in Formula E dopo quattro stagioni disputate in BMW i Andretti e Mahindra, conquistando una vittoria a Diriyah nella Season 6, tre podi, tre pole position e due giri più veloci nei 55 ePrix in cui ha preso parte. Dopo due soddisfacenti stagioni trascorse con la compagine anglo-americana, il 33 enne pilota inglese è passato alla Mahindra dove ha avuto un rendimento inferiore rispetto ai due campionati precedenti, ottenendo un solo podio (a Roma durante la Season 7) e non facendo meglio della 17° posizione nella Season 8 da poco conclusa con soli 14 punti, frutto di soli due piazzamenti a punti realizzati a Berlino e New York.

Sims ha voluto comunicare ufficialmente il proprio addio alla Formula E con una lunga lettera pubblicata sul proprio sito internet, in cui racconta a tutto tondo la propria esperienza vissuta in questi quattro anni. Di seguito, vi proponiamo la traduzione della lettera intitolata “A Farewell to Formula E” (“L’addio alla Formula E”, ndr.):

“Come molti di voi sapranno, la mia carriera in Formula E si è conclusa a Seoul al termine della mia quarta stagione nella serie”.

“Potete leggere le mie motivazioni nell’articolo scritto da Sam Smith di We Are The Race, ma dopo aver trascorso molto tempo a pensare cosa fosse meglio per me e per la mia famiglia, alla fine mi sono sentito come se il mio futuro nel motorsport fosse altrove”.

“Nonostante questa decisione, mi sento estremamente grato per aver gareggiato in Formula E.

“Penso che molte persone sappiano che io sia un appassionato della mobilità elettrica – guido un veicolo elettrico nella mia vita quotidiana da oltre un decennio – e ho avuto un interesse per la Formula E sin dai suoi inizi. Quando la BMW Motorsport mi ha offerto un posto in griglia nella Season 5 la serie era già ben consolidata, tecnicamente impegnativa per i piloti e molto competitiva dal punto di vista finanziario e sportivo”.

“Riflettendoci quattro stagioni dopo, la serie si è rafforzata sempre di più fino a diventare un campionato un campionato di alto livello molto rispettato a livello globale, sedendosi al tavolo con IndyCar, WEC e credo anche il DTM tra i campionati al di sotto della Formula 1.

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Alexander Sims (GBR), Mahindra Racing, Mahindra M7Electro

“Parlando dal punto di vista del personale dei team, la Formula E è in una posizione favorevole in questo momento con un ottimo mix di persone provenienti dalle categorie minori che avanzano, insieme a persone che lasciano i team di F1 per trasferirsi di qua”.

“Ma man mano che il riconoscimento globale è aumentato e le ricompense per le vittorie sono aumentate, stagione dopo stagione sono aumentate anche le sfide dal punto di vista sportivo”.

“Parlando onestamente, l’unicità nell’essere competitivi guidando una vettura di Formula E mi ha dimostrato che ogni pilota presente in questo campionato dia sempre il massimo delle proprie possibilità. Devi gestire tantissime cose all’interno dell’abitacolo, dalla frenata al sistema del regen, la gestione dell’energia e il livello di carica mentre si spinge al massimo, usando tutta la pista disponibile senza commettere errori perché rischi sempre di finire contro il muro! Ottenere un buon giro in qualifica è una grande sfida e anche la gara di 45 minuti è molto difficile da affrontare”.

“Anche se ci sono molte cose complicate, credo che l’aspetto più difficile in Formula E siano probabilmente le gomme utilizzate: avere un unico tipo di pneumatico per tutte le condizioni climatiche, cercare di mandarlo in temperatura e soprattutto ottenere quel feedback fisico per capire come lavora è stata una grande sfida e una cosa che probabilmente non ho mai capito come fare al meglio!”

“Ho dovuto affrontare molte nuove sfide dove ho imparato ad adattarmi e ad affrontarle, rendendomi senza dubbio un pilota migliore a tutto tondo. Avendo lavorato con alcuni grandi ingegneri, ho acquisito una visione reale degli aspetti tecnici delle corse elettriche e sicuramente anche un po’ dell’efficienza generale nel motorsport, sperando che mi possano essere di grande aiuto in futuro”.

“Il format del weekend di gara della Formula E è estremamente compresso e la gestione del tempo è stata qualcosa su cui ho dovuto lavorare il doppio, imparando a dare priorità ad alcune specifiche aree di miglioramento. Durante le mie prime gare ero piuttosto sopraffatto sapendo di poter migliorare in molte cose se solo ce ne fosse stato il tempo, ma con l’esperienza ho imparato a concentrarmi solo sulle cose fondamentali accettando il fatto di non poter perfezionare il tutto con soli 45 minuti tra la prima e la seconda sessione di prove libere”.

“Insieme alla guida, all’ingegneria e alla gestione del tempo, gli impegni media/marketing che caratterizzano la Formula E sono stati di gran lunga superiori a qualsiasi altra serie in cui ho corso. Imparare a bilanciarli e cercare di farli bene prima di tornare a guidare durante la giornata di gara è stata una sfida che mi sono divertito a padroneggiare e spero ancora una volta che tutto ciò mi renda un pilota migliore a tutto tondo”.

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BERLIN TEMPELHOF AIRPORT, GERMANY – MAY 24: Alexander Sims (GBR) BMW I Andretti Motorsports, BMW iFE.18 during the Berlin E-prix at Berlin Tempelhof Airport on May 24, 2019 in Berlin Tempelhof Airport, Germany. (Photo by Simon Galloway / Sutton Images)

“Nessuno di noi è consono a darsi una pacca su una spalla, ma ci sono alcune gare di cui posso andare orgoglioso. Penso che la mia rimonta in Messico nella Season 6 sia stata veramente divertente, e quando un risultato è un po’ inaspettato dà più soddisfazione ottenerlo. Penso che anche il mio primo podio a New York sia stato buono nonostante sembrasse che ho perso la vittoria, ma era un risultato inseguito a lungo e disputare una buona gara è stato molto soddisfacente. In tempi più recenti, il secondo posto ottenuto a Roma con la Mahindra è stato molto speciale così come lo è stato la seconda gara a New York; in entrambi i casi sembravamo molto vicini alla perfezione in una gara di Formula E”.

“Ovviamente non puoi ‘aumentare’ gli alti senza riconoscere anche i bassi… o almeno io non posso! Sembrava che ce ne fossero tanti nel mio primo anno. Odio parlare dei “e se…” ma all’epoca e anche guardando indietro ora sembrano così tante le volte in cui eravamo vicini alla possibilità di ottenere un risultato molto migliore”.

“Realisticamente credo che avrei potuto vincere alla mia seconda gara in assoluto in Formula E; avevo più energia di Antonio (Da Costa, ndr.) e avevo un buon passo quando una completa mancanza di comunicazione dal mio lato hanno contribuito ad una situazione caotica in cui ci siamo toccati e dopo la quale sono scalato al quarto posto. Poi nella gara successiva ho tagliato il traguardo in terza posizione ma poi ho ricevuto una penalità post-gara per via di un contatto con Edo Mortara. In Messico sono stato poi colpito da Piquet JR dopo il suo volo e a Sanya non mi è entrata la marcia durante la Superpole… la lista è lunga di cose che sono andate male, ma pensandoci su probabilmente sono episodi tipici della Formula E che bene o male sono capitati a tutti i piloti. È così difficile avere un weekend tranquillo e competitivo una volta in una stagione, per non parlare di averlo abbastanza costantemente da lottare per un campionato, quindi non ho altro che rispetto per piloti del calibro di Stoffel (Vandoorne, ndr.), Nyck (De Vries, ndr.), Antonio e JEV (Vergne, ndr.) che sono diventati campioni durante il miei quattro anni”.

“Mi mancheranno le persone con cui ho avuto l’opportunità di incontrare e lavorare insieme. Sono molto talentuose, lavoratori incredibili e delle splendide persone che hanno speso molte ore per migliorare la performance mia e delle mie macchine. Ovviamente questo succede in tanti campionati, ma l’impegno necessario in Formula E lo rende molto più intenso di qualsiasi altra formula in cui abbia gareggiato”.

“Come in molti altri lavori, sono anche le cose semplici come le pause pranzo durante le giornate al simulatore – e ce n’erano molte – in cui andavamo da M&S per prendere del cibo e chiacchierare delle cose casuali della vita… qualsiasi cosa utile affinché il tuo cervello si allontani dalle richieste del lavoro solo per una mezz’oretta. Quei momenti sono quelli che mi mancheranno moltissimo”.

“Ho sempre pensato che la Formula E fosse un concetto interessante fin dall’inizio e ora, avendo gareggiato in oltre la metà delle gare disputate nella sua storia, sono ancora più convinto che sia così. Ha continuato ad evolversi a un ottimo ritmo e penso che ora siamo arrivati ​​ad un punto davvero cruciale per il campionato. Ha compiuto un altro grande passo tecnicamente con l’imminente introduzione della vettura Gen3 e deve essere uno spettacolo. È sempre difficile giudicare come sarà il prodotto finale quando si è ancora nei primi giorni di un ciclo di sviluppo, ma spero davvero che la prossima generazione di monoposto funzioni bene e da fan, quando posso, la terrò d’occhio”.

Immagini: Formula E Media