Finchè gomma non ci separi

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Sì, il titolo fa un po’ ridere, ma è il primo che mi è venuto in mente. E le idee che vengono in mente per prime spesso sono le migliori.

Fa sorridere, ma in fondo un senso ce l’ha. Il significato è abbastanza chiaro. Qui, oltre a me, c’è un’orda di gente che è sinceramente stufa del teatrino che si sta portando avanti da troppo tempo.

Oggi abbiamo assistito all’ennesima gomma strappata in condizioni apparentemente normali. La Force India di Di Resta, in uscita dall’ultima curva a destra, si è ritrovata su tre ruote con la posteriore sinistra ridotta niente più, niente meno, come la posteriore destra di Felipe Massa in Bahrain.

Gomma subito coperta, portata al riparo da occhi indiscreti. Si attende ancora una motivazione ‘ufficiale’ al perchè di questo ennesimo problema (la gomma era una media). Tra Bahrain e oggi siamo già a 4 episodi controversi. Quello di Hamilton nelle qualifiche di due settimane fa, i due di Felipe in gara, quello di Di Resta oggi.

La Pirelli, come sappiamo, ha portato una nuova mescola dura, fondamentalmente simile a quella dell’anno scorso. E aveva portato per oggi una nuova mescola extra da far usare nelle libere. Non so se verrà usata domani o meno, visto che stamattina pioveva e tutti si sono ritrovati con i tempi stretti per fare ulteriori test.

Quello che io chiamo il “periodo del ricordo”, vale a dire i quindici giorni dove si ricordano Alboreto, Ratzenberger, Senna, Villeneuve, è da poco passato. E forse è così vicino che le immagini e i ricordi fioccano facilmente.

Proprio da quel periodo, datato 1994, è partito un percorso che ha portato la Formula 1 ad un livello di sicurezza pazzesco, quello che conosciamo e che ha permesso a molti piloti di salvarsi la pellaccia in più occasioni. Perchè è noto che certi incidenti (mi viene in mente quello di Kubica in Canada nel 2007) sarebbero stati fatali con altre vetture.

E allora mi chiedo. Perchè vogliamo rovinare tutto in nome dello spettacolo?!
Perchè questo è il rischio che stiamo (stanno) correndo. La Federazione mi ricorda il governo di una penisola europea. Inadatto, falso, inconcludente.

E’ dall’inizio dell’anno che i piloti, quelli che rischiano ancora la pelle, si lamentano di queste gomme. Io non so e non voglio sapere se queste mescole sono il risultato di una precisa richiesta della Federazione, se la Pirelli nel soddisfare tale richiesta si è fatta prendere troppo la mano, o se tutto questo rientra in un mix delle due ipotesi.

Il dato di fatto è che Hamilton, Massa e Di Resta possono ritenersi più che fortunati per quello che è successo loro alla luce delle conseguenze nulle. Immaginate problemi del genere in altre piste, in altri punti. Magari non sul dritto, ma in curva. A Montecarlo in uscita dal tunnel, piuttosto che all’Eau Rouge. Pensateci solo un attimo.

Torna alla mente ancora una volta Indianapolis 2005 e la figura pessima della F1 di fronte al pubblico americano. Ma a quanto pare la lezione non è stata ancora imparata a dovere. Che sia colpa di cordoli, detriti, asteroidi, questa situazione DEVE essere riportata alla normalità.

Perchè già è difficile assistere ad una Formula 1 ormai gomma-centrica, dove tutto sembra un enorme spot pubblicitario. Se in più i piloti devono anche rischiare di trovarsi su delle Apecar lanciate a 300 all’ora beh, signori, c’è qualcosa che non va.

E sia chiaro, i piloti stessi hanno un grande potere. Incrociare piedi e braccia, se non si sentono sicuri. Spero abbiano anche le palle, se la situazione dovesse continuare su questa linea.

Vediamo domani e domenica. E speriamo in bene.

MONOPOSTO by SAURO

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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