FIA Women in Motorsport: un mondo tutto al femminile

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FIA Women in Motorsport ha festeggiato 10 anni di anniversario e continua il progetto di avvicinamento delle donne al mondo dei motori

Il 23 dicembre 2020 la FIA Women in Motorsport Commission ha festeggiato un importante anniversario: i 10 anni dalla sua fondazione. Tuttavia, nonostante la commissione abbia alle spalle un decennio ricco di attività, non è ancora conosciuta da tutti.

La FIA Women in Motorsport Commission è stata istituita con lo scopo di aumentare l’uguaglianza dei generi mostrando come il mondo del motorsport sia aperto e accessibile alle donne in diversi ruoli, da quello del pilota a quello del direttore di gara, e avvicinando il mondo femminile ai motori, anche attraverso dei programmi educativi. L’ambizione finale è quella di avere un impatto positivo come movimento a livello globale. La commissione è presieduta fin dalla sua fondazione da Michèle Mouton, la prima donna a vincere un round del FIA World Rally Championship.

Tra le ambasciatrici sono presenti anche altre donne che hanno lasciato un segno nella storia femminile del motorsport, come Susie Wolff, oggi Team Principal del team di Formula E ROKiT Venturi Racing, ma anche con un passato come pilota di DTM e development driver per la Williams; Claire Williams, Team Principal del team Williams di Formula 1 dal 2014 al 2020; Tatiana Calderon, prima donna a gareggiare nel campionato di Formula 2; Silvia Bellot, l’unica donna nel ruolo di steward in Formula 1 e direttore di gara di Formula 2 e Formula 3; Leena Gade, prima donna ingegnere ad aver portato un team a vincere la 24h di Le Mans nel 2011 e Jutta Kleinschmidt, unica donna vincitrice del Rally Dakar nel 2001.

Tutte queste figure femminili rappresentano dei modelli e sono fonte di ispirazione per tutte le ragazze che vogliono intraprendere una carriera nel mondo dei motori. Infatti, le loro storie dimostrano che le donne possono trovare il loro spazio in un ambiente prevalentemente maschile, ma che sta compiendo lentamente passi avanti sia in pista che fuori.

Queste ambasciatrici vengono perciò spesso coinvolte in programmi educativi su cui la FIA Women in Motorsport Commission sta puntando molto. Il principale di essi è quello sportivo con l’iniziativa Girls on Track – Karting Challenge, un modello di competizione pensato per la promozione e lo sviluppo nel motorsport di ragazze tra gli 8 e i 18 anni. La pandemia purtroppo ha un po’ modificato questi programmi educativi, alcuni dei quali sono stati trasferiti online.

Nasce così il progetto Girls on Track – Virtual Experience, ovvero workshops organizzati per avvicinare le bambine e le ragazze ai diversi settori del motorsport per far loro comprendere le opportunità di carriera che offre questo mondo, non solo dietro a un volante, ma anche ricoprendo altri ruoli come addetta stampa, team manager, ingegnere, meccanico, direttore di gara, etc.

Gli effetti di una maggiore presa di coscienza dell’importanza dell’inclusività e dell’uguaglianza iniziano a essere tangibili. Basti pensare che nello stesso paddock di Formula 1 si iniziano a intravedere sempre più donne in ruoli come quello di meccanico (es. in Racing Point e Mclaren) o ingegnere (es. in Red Bull e Alfa Romeo).

Un altro esempio è rappresentato anche dal coinvolgimento della Scuderia Ferrari attraverso un accordo di collaborazione quadriennale siglato con la FIA Women in Motorsport Commission che permetterà di selezionare le due più promettenti ragazze e inserirle all’interno del programma della Ferrari Driver Academy. Inoltre, non è un caso che a partire dal 2021 sia stata introdotta tra le “gare di supporto” alla F1 in 8 weekend la W Series, un campionato esclusivamente femminile, garantendo così alla serie la stessa visibilità di Formula 2 e Formula 3.

Tuttavia, i risultati ottenuti fino a questo momento non sono ancora pienamente soddisfacenti. La stessa Michèle Mouton ha sottolineato come sia ancora troppo piccolo il numero di donne presente ai livelli più alti del motorsport. Ciò è proprio dovuto al fatto che “poche bambine e ragazze sono incoraggiate a provare questo sport a partire da una giovane età”.

Per questo il progetto della FIA si propone di affrontare la disparità partendo proprio dai primi anni di età, inserendo da subito le ragazze in un ambiente in cui si trovano a dover competere con i migliori piloti indipendentemente dal genere. Inoltre, per raggiungere una maggiore espansione a livello globale e coinvolgere diverse realtà in cui il motorsport è ancora solo appannaggio maschile o comunque poco presente nella cultura sportiva sia per motivi economici che sociali, la commissione collabora anche con le autorità sportive nazionali di 75 Paesi.

La speranza futura di Michèle Mouton è quella di vedere nei prossimi anni un aumento della partecipazione femminile alle competizioni, una crescita nel numero di giovani donne che scelgono degli studi orientati verso questa industria e maggiore presenza femminile tra i lavoratori nel mondo del motorsport in tutti i settori.

La realizzazione di questo programma ambizioso, che valorizza e aiuta le giovani donne a farsi spazio in un mondo prettamente maschile, si scontra però con la realtà e con il caso che ha coinvolto il neo-pilota di Formula 1 Nikita Mazepin nelle ultime settimane e che ha suscitato profonda disapprovazione soprattutto sui social media. Ecco, proprio per l’impegno che è stato dimostrato in questa decade e per i risultati incoraggianti ottenuti finora, ci si aspetterebbe una presa di posizione chiara e forte da parte della FIA, ma non solo, su questo caso.

Immagini: Twitter/ fiawim

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