Ferrari, l’asse Leclerc – Todt – Vasseur è servito. Ora non resta che vincere. Facile, no?

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di Alessandro Secchi @alexsecchi83
13 Dicembre 2022 - 15:45
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L’arrivo di Vasseur a “protezione” di Leclerc è certificato. Ora, però, non c’è più spazio per le scuse

Il tanto atteso annuncio dell’arrivo di Frédéric “Fred” Vasseur alla corte di Maranello è finalmente arrivato, con tutte le conseguenze lato domino di mercato che abbiamo visto questa mattina. Ora che le bocce si sono fermate con i nuovi ruoli ben chiari, si può fare qualche riflessione in più dopo un mese e mezzo nel quale se ne sono viste di cotte e di crude.

Dal punto di vista prettamente giornalistico mi preme sottolineare quanto le ultime settimane siano state un brutto colpo per quella che è l’etica, al di là del fatto che mi pare abbastanza chiaro come di questa interessi ormai poco a nessuno.

Voci, controvoci, smentite e controsmentite si sono alternate a creare un gran caos quando sarebbe bastato essere chiari da subito. E la chiarezza sta nel fatto che in Ferrari si sperava di conquistare un mondiale con un Team Principal già pronto ad essere lanciato dal burrone. Inutile tornare sulla questione Binotto, se n’è parlato anche fin troppo. Fa solo sorridere leggere smentite che poi vengono sistematicamente smontate dopo poco tempo. Dicono che la comunicazione funzioni così, personalmente credo che in realtà funzioni malissimo. Ma tant’è.

Alcune certezze, dopo l’annuncio di oggi, invece ci sono. Dopo aver accompagnato il predecessore alla porta, reo di non aver portato risultati in realtà non annunciati all’inizio di questo nuovo ciclo regolamentare e di non aver saputo gestire al meglio la squadra tra strategie e (soprattutto) gerarchie interne, l’arrivo di Vasseur significa principalmente tre cose:

– La reunion con Charles Leclerc e Nicholas Todt è servita. È un terzetto che si conosce e farà gruppo come l’ha fatto in passato. Ed è quello che si chiedeva alla Ferrari in ambito gerarchie, quando Leclerc perdeva punti importanti in favore di Sainz in quella che sembrava poter essere ancora una lotta mondiale all’inizio dell’anno. Con questo trio al comando non ci saranno più tentennamenti né svarioni sulle pari opportunità, soprattutto in una F1 dove avere due punte è un rischio assurdo (e auguri a Mercedes se la W14 dovesse andare bene).

– Carlos Sainz, appunto. I pari diritti, di fatto, finiscono qui. Non vedo motivo alcuno per il quale lo spagnolo dovrebbe essere favorito in una qualsiasi strategia se questa dovesse portare via contemporaneamente punti buoni a Leclerc. L’arrivo del Manager francese serve a suggellare e cementare il ruolo di prima guida del monegasco, sotto tutti i punti di vista. Ergo, per lo spagnolo si prospettano tempi duri ed il contratto con scadenza attuale a fine 2024, rinnovato giusto quest’anno, sa quasi di beffa. Anche se sappiamo benissimo che le scadenze contrattuali, ormai, valgono decisamente poco.

– Ora non ci sono più scuse. Nonostante le attenuanti (un cambio in corsa, un progetto ereditato) qualsiasi risultato al di fuori del Mondiale nel 2023 saprà di sconfitta pesantissima. Perché si è voluto cambiare a tutti i costi, per centralizzare ed esaltare il ruolo di Leclerc in quanto punta di diamante del Cavallino, mettendo a capo chi lo conosce bene e lo sa evidentemente gestire. Perché cambiare TP dopo un solo anno di un nuovo regolamento è un rischio e la Ferrari ha deciso di assumerselo. Perché dover trovare altre giustificazioni sarebbe difficile se non arrivassero ancora i risultati che si aspettano da tre lustri.

In tutto questo il compito di Vasseur è tutto tranne una passeggiata. C’è ancora da capire se è vero che la sua sia stata una scelta di ripiego dopo alcuni rifiuti; già questo porrebbe dubbi enormi sul futuro. Ma, detto questo, non è mai banale rilevare il lavoro fatto da altri soprattutto se “giovane”, come nel caso del nuovo regolamento.

Il manager francese – eviterei i confronti con Jean Todt – arriva a Maranello con un problema, quello dell’affidabilità, che non si sa se verrà risolto definitivamente e con quello delle strategie da affrontare. Rueda e il team strategico sono ancora al loro posto, almeno per ora. Si tratta di due dei macroproblemi sorti durante il 2022 che dovranno necessariamente essere risolti, perché fondamentali in termini di prestazioni e punti conquistati.

Il dado è tratto, quindi. Altri errori non saranno ammessi e sin da subito, perché il nuovo corso è dettato dalla necessità di non rivederne, con tutte le attenuanti del caso. Dal 9 gennaio Vasseur entrerà ufficialmente in carica e toccherà a lui provare a riportare la Ferrari dove manca dal 2007, con la consapevolezza che il tempo a disposizione sarà sempre meno di quello necessario. E che i tifosi, dopo quindici anni, non hanno più pazienza.

Immagine: Media Alfa Romeo