Ferrari e Le Mans: una nuova speranza

Ferrari nel FIA WEC in LMH è tutto ciò che un vero appassionato possa desiderare. Una nuova era dell’endurance è alle porte e perché non immaginare, almeno per una volta, un futuro roseo e ricco di competitività dopo anni di buio pesto nelle gare di durata FIA?

È trascorsa una settimana dal chiassoso annuncio lanciato da Ferrari circa il ritorno nelle gare di durata. Il Cavallino Rampante ha ufficializzato il rientro nella Top Class del FIA WEC, inclusa la partecipazione alla 24 Ore di Le Mans, per aderire ai regolamenti LMH e schierare una HyperCar progettata e costruita interamente a Maranello. Una notizia a dir poco sorprendente, seppur chiacchierata nei mesi scorsi, che non solo fa bene a FIA e ACO, alla ricerca di costruttori che corrano con le più esclusive HyperCars, ma bensì capace di regalare una quantità infinita di ossigeno sia a Ferrari stessa sia agli appassionati. Per quanto riguarda la prima è innegabile che le gare di durata rappresentino un campo di battaglia dove rilanciare il marchio dopo le delusioni in Formula 1. I secondi, invece, raffigurano quella grande fretta di sostenitori capaci di accogliere con grande entusiasmo un rientro che trasuda di storicità.

Da anni si voleva Ferrari a Le Mans non solo nelle classi GTE, nelle quali nonostante gli alti e bassi dovuti al BoP le varie squadre supportate da Maranello hanno portato podi e vittorie, tra cui il successo alla 24 Ore di Le Mans 2019 con la 488 GTE #51 AF Corse guidata da Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra. Sfidare Aston Martin, Corvette, Ford e Porsche significa confrontarsi con marchi di riferimento nel mondo delle auto sportive, ma perché non provare a combattere per la vittoria assoluta? Personalmente questo era il pensiero che prendeva il sopravvento ogni qual volta mi apprestavo a guardare una qualsiasi 6 ore piuttosto che la maratona di La Sarthe.

24 Ore di Le Mans 2019: Pier Guidi, Calado e Serra vincono in GTE Pro con la 488 GTE AF Corse
24 Ore di Le Mans 2019: Pier Guidi, Calado e Serra vincono in GTE Pro con la 488 GTE AF Corse, fonte: media.ferrari.com

Ed ecco che, improvvisamente, mercoledì 24 febbraio arriva l’ufficialità: Ferrari lotterà per la vittoria assoluta contro Glickenhaus, Peugeot e Toyota (LMH), sfidando al contempo Audi e Porsche, in pista con vetture LMDh. Il debutto dell’esclusiva HyperCar è previsto per la stagione 2023, un anno chiave per tutto l’universo endurance, ora inseritosi in una strada insidiosa ma probabilmente attraente per i costruttori desiderosi di impiegare le proprie risorse in uno dei due regolamenti messi a disposizione dagli organizzatori. Certo, bisogna ammettere che l’ingresso di Ferrari nella Classe Regina sia in parte dovuto al budget cap di 135 milioni istituito dalla Formula 1, quanto mai utile per dividere gli investimenti in più settori tanto che Ferrari sembrava vicina ad un ingresso nella NTT IndyCar Series. In questo senso la speranza è quella di assistere ad un solido percorso destinato ad ampliarsi in futuro e lontano per concezione da quei progetti nati, sviluppati e finalizzati ad una partecipazione magari efficace ma breve.

La risposta positiva non è solo arrivata dai tifosi e dagli appassionati, anzi. L’ottimo riscontro è provenuto anche e soprattutto dalle altre case costruttrici coinvolte, consapevoli di ritrovare in Ferrari uno dei simboli più radicati all’epoca d’oro dell’endurance. Tutti otterranno un guadagno con la Scuderia di Maranello in pista, ne sono certo. Se Ferrari vincerà ogni azienda automobilistica in pista potrà dire di aver perso contro un’icona delle gare di durata. Se, invece, Ferrari perderà, le squadre avversarie avranno la facoltà di comunicare al mondo intero di aver battuto chi a Le Mans vanta ben nove vittorie, tutte ottenute in lasso di tempo ristretto (1949-1965).

Per non parlare del potenziamento mediatico che FIA e ACO sfrutteranno per sviluppare l’appeal di una gara, Le Mans, sì tra le più importanti della storia ma indubbiamente in netto calo dopo l’addio di Audi e Porsche tra 2016 e 2017. Non sarà solo la 24 Ore nel Circuit de La Sarthe a beneficiarne perché probabilmente anche l’intero FIA WEC avrà modo di rendersi più interessante anche nelle gare più corte. Forse in questo senso un evento come la 6 ore di Monza diventerebbe una tappa fissa e, in attesa della definitiva riapertura delle piste al pubblico, si potrebbe espandere senza sosta una passione diventata ormai troppo elitaria, soprattutto in un paese come l’Italia.

Ferrari ha il compito di vincere a Le Mans, trionfare nel FIA WEC e portare a casa risultati degni dell’azienda modenese. Al tempo stesso, però, Ferrari prende in carica il ruolo di veicolatrice di attenzione, dedizione e amore verso l’endurance, sempre nel rispetto della disciplina. Sicuramente spunteranno i classici tifosi occasionali interessati solo al “Rosso”, ma sono certo che si possa ambire a qualcosa di meno superficiale, forse addirittura più profondo e radicato nei riguardi della storia creatasi in riferimento al binomio Ferrari – Le Mans/Endurance.

Penso, anzi spero, che con il rientro del Cavallino Rampante nella categoria regina possa aumentare l’interesse verso la trasmissione garantita di ogni evento del FIA WEC, magari in chiaro (difficile) o semplicemente con addetti ai lavori presenti in loco. Sono certo che questa sia una possibilità da non perdere perché non vedo controindicazioni in riferimento ad una potenza, Ferrari, conosciuta e valida in ogni angolo del mondo. L’Italia del Motorsport aveva bisogno di questa notizia, anche solo per sognare, immaginare e farsi coinvolgere da un ambiente fino a qualche mese fa privo di stimoli significativi. C’è un barlume di speranza su cui credo sia giusto investire la fiducia e la passione di chi ama Ferrari o il Motorsport in generale. Perciò spero solo che tutti i tasselli vadano al posto giusto e che le gare di durata possano vivere una nuova “Golden Age”.

24 Ore Le Mans 1965: l'ultima vittoria assoluta di Ferrari a Le Mans con la 250LM NART guidata da Rindt e Gregory
24 Ore Le Mans 1965: l’ultima vittoria assoluta di Ferrari a Le Mans con la 250LM NART #21 guidata da Rindt e Gregory, fonte: media.ferrari.com

Dunque, Ferrari è giunto il momento di risollevare le sorti dell’endurance insieme agli altri costruttori e, al contempo, di aggiornare un albo d’oro rimasto fermo al 20 giugno 1965, quando la 250LM #21 di Jochen Rindt e Masten Gregory, gestita dal North American Racing Team (NART) diretto da Luigi Chinetti, transitò per prima sotto la bandiera a scacchi della 33esima edizione della 24 Ore di Le Mans.

Fonte immagine: media.ferrari.com

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