Ferrari, alla ricerca di una gara normale

Alessandro Secchi - 4 Settembre 2022 - 20:22

La Red Bull scappa, la Ferrari arranca. Manca, però, anche un riferimento reale della differenza tra le due

La gara di Zandvoort appone la terza mandata alla serratura di un mondiale che a breve potrebbe mostrare i suoi titoli di coda. Credo ci aspettassimo tutti di più da Spa in poi per quanto riguarda la Ferrari. Il filo conduttore con Budapest, però, non è stato tagliato: e, come ha detto lo stesso Binotto dopo la gara odierna, è da tre gare che le cose non girano come dovrebbero (qualcuno potrebbe segnalare che a girare c’è ben altro). Se consideriamo la Francia, invece, le gare a vuoto sono quattro.

Ecco, mi ricollego alla Francia perché è proprio da Le Castellet che Leclerc, per dire, non finisce una gara normalmente. Che la Ferrari si sia leggermente imbolsita rispetto alla Red Bull (e che Mercedes sia tornata su, un altro argomento da affrontare con i dovuti modi) è abbastanza chiaro. Dopo il Paul Ricard mi ero lanciato in un Si può perdere il mondiale con la macchina migliore? e resto assolutamente convinto del mio pensiero fino a quel momento.

Da Budapest in poi – ne abbiamo parlato anche con Paolo Filisetti dopo Spa – qualcosa è cambiato, ma credo che la percezione del divario attuale tra Red Bull e Ferrari sia anche ampliata dal fatto che Leclerc non chiude da fine luglio una gara “normale”. Intendo dire che, per valutare effettivamente la differenza tra la F1-75 e la RB18, sarebbe giusto avere la prima a fine gara senza problemi. In Ungheria la strategia ha azzoppato la gara di Charles e, nella nostra analisi, avevamo raccontato come con un andamento normale di gara il monegasco avrebbe potuto lottare tranquillamente per la seconda posizione e, chissà, forse per qualcosa di più.

ferrari

A Spa, una settimana fa, la visierina a strappo di Stroll (ripeto, di STROLL e in tono oggettivo, non accusatorio) ha mandato all’aria la gara del #16 quando il primo giro non è stato nemmeno completato. Poi ci si è messo il sensore, la penalità e tutto il resto. Considerato che Pérez è arrivato a quasi 20 secondi da Verstappen, perdendone in realtà di più essendo partito davanti al compagno, onestamente credo che Charles almeno secondo sarebbe arrivato.

Oggi la sfiga ha puntato ancora benissimo, con Leclerc uscito dal pit poco prima della Virtual Safety Car, per un tot di secondi non “guadagnati” come successo a chi era davanti.

Quello che voglio dire è che, per valutare correttamente la mutazione nel rapporto prestazionale tra le due macchine, è necessario che entrambe arrivino al traguardo senza intoppi, siano questi errori, strategie sbagliate, eventi extra quali Virtual o Safety Car.

Nota: uso come parametro di riferimento le prestazioni di Leclerc perché credo sia il pilota sul quale si doveva e si deve puntare per tornare al titolo. Opinione personale.

La mia sensazione è, per concludere, che se è vero che Red Bull (e Mercedes) hanno recuperato tempo sulla Rossa, quanto successo nelle ultime gare sta offrendo un’immagine ancora più negativa di quanto non sia la situazione attuale. Urge inversione di tendenza, per tenere alto il morale e non perdere la strada in vista del 2023. Sul quale, ormai, è decisamente saggio concentrare tutte (o quasi) le forze.

Immagine: Media Ferrari