“Fernando”, la recensione della stagione 2: tra ambizioni ed incertezze

Il 27 agosto 2021 è uscita su Prime Video l’attesa seconda stagione di Fernando, la docuserie di produzione spagnola realizzata da MediaPro in collaborazione con lo stesso Fernando Alonso e che ne racconta le avventure nel mondo del motorsport.

Ci eravamo lasciati al termine della prima stagione con Fernando Alonso che, soddisfatto, nel gennaio del 2020 aveva concluso la sua prima Dakar sorprendendo positivamente tutti, oltre che sé stesso, in seguito a un 2019 costellato di gioie, come la vittoria alla 24h di Le Mans e il titolo nel WEC, e dolori, tra tutti la mancata qualificazione alla Indianapolis 500, “Sono senza parole” disse al termine del Last Row Shootout.

Come è noto Alonso nel 2020 annunciò di tornare in F1 in seno alla Renault (oggi Alpine) a partire dall’anno successivo, e la seconda stagione di Fernando verte principalmente sulle conseguenze di questa decisione; ci vengono raccontati l’avvicinamento e la preparazione in vista del ritorno del pilota asturiano nella massima serie.

Non lo vediamo più quindi impegnato in quella definita da tutti gli appassionati e addetti ai lavori come una “sfida d’altri tempi”, ovvero la ricerca dell’affermazione nel mondo del motorsport attraverso la versatilità e il trionfo nelle varie discipline, la frenesia data dal continuo cambio di scenario (da ovali a endurance a rally-raid) lascia spazio a un avvicinamento graduale in un mondo che conosce già bene, in cui ha vinto, e da cui è stato lontano per due anni. La seconda stagione racconta un ritorno in un ambiente familiare, tra l’ambizione e il perfezionismo che lo hanno sempre contraddistinto e le insicurezze, amplificate dalla solitudine imposta dalla pandemia e dall’età che avanza. Allo stesso modo cambia anche la struttura narrativa degli episodi, passando da una serie di episodi quasi autoconclusivi e dedicati ciascuno a una sfida diversa, verso una serialità più orizzontale, in cui ogni puntata continua sì ad approfondire un aspetto differente di quello che è il ritorno in F1, ma ad essere consequenziale alla precedente, fino a culminare con l’agognato (secondo) debutto al Gran Premio del Bahrain 2021.

La seconda stagione di Fernando ci mostra un Fernando Alonso che, all’inizio del 2020, per la prima volta dopo anni è fermo e solo, fermo perché non ha nessun impegno a tempo pieno per la stagione 2020, solo perché lo impone la pandemia di Covid-19 appena scoppiata. Soltanto le videochiamate con Alberto Fernandez, l’amico fraterno, la sorella Lorena e i genitori riescono a tenere lontani i fantasmi della solitudine e dell’isolamento. Non manca però il tempo per pensare, per pensare a un possibile ritorno in F1.

Fernando Stagione 2

Viene dato ampio spazio anche alla 500 Miglia di Indianapolis del 2020: quello che colpisce di questa esperienza non è tanto il risultato finale, ma quello che Fernando racconta attraverso la sua voce fuori campo poco dopo l’incidente del compagno Oliver Askew “Non avevo paura, ma calcolavo dove avrei colpito il muro. È stato un vero incubo. […] È stata una gara molto difficile, dal guidare l’auto, a quelle brutte sensazioni… Ho guardato gli ingegneri e ho quasi sperato dicessero di spegnere la macchina e di ritirarci. […] Ma, allo stesso tempo, hai voglia di finire e vedere la bandiera a scacchi, attraversare quei mattoni e finire una 500 Miglia di Indianapolis almeno una volta”.

È raro vedere Fernando Alonso mettersi a nudo così, se pensiamo che appena l’anno prima (Stagione 1, episodio 2) alla domanda sul perché avesse tentato la qualifica pur rischiando la pelle con un assetto mai provato aveva glissato rispondendo “È uguale”.

Fernando Stagione 2

Poter concludere la Indy 500 del 2020 è stata una liberazione, poter contare su un team migliore e la qualifica con sole 33 auto gli hanno dato quella serenità di cui aveva bisogno, facendogli vivere questo tentativo con più tranquillità, senza essere un’ossessione e con meno pressione addosso. Nonostante i brutti pensieri e le preoccupazioni emerse durante la gara, ha potuto finalmente chiudere un cerchio, assicurando che con la 500 miglia non è un addio ma un arrivederci “Lasciamo tutto a un punto morto. Dobbiamo a noi stessi un’altra opportunità”.

Chiusa la parentesi dedicata alla classica americana, per tutto il resto della stagione il focus è incentrato sul ritorno in F1 con Renault, il “Ritorno a casa”, come recita il titolo della seconda puntata.

Fernando Stagione 2

Il Coronavirus ha cambiato la vita in tutto il mondo, e la F1 non ha fatto eccezione. Fernando trova una sede di Enstone semivuota: giusto il tempo di fare il sedile, scambiare due parole con i tecnici, salutare i dipendenti spagnoli e ripartire, mentre riaffiorano i ricordi del primo ingresso in quell’edificio avvenuto 20 anni prima. Questa breve sequenza racchiude l’essenza di Fernando, sia di Fernando Alonso, sia della serie stessa.

Questa ora è la sua vita: sempre in viaggio, solo, diviso tra casa e pista e incerto sul futuro. Sarà competitiva la monoposto di quest’anno? In tutti gli episodi, ogni volta che vediamo un lato diverso della sua preparazione al 2021, ecco che attraverso i flashback torna il passato, le grandi vittorie con Renault negli anni 2000, le due brutte esperienze in McLaren e i grandi rimpianti con la Ferrari, in cui al miglior Alonso di sempre è mancato solo il titolo.

Il futuro si fonde con il passato, i successi con le delusioni, le gioie con i dolori, le certezze con le insicurezze, ed è solo nell’ultimo episodio che si tirano le somme: dopo l’incidente in bici all’inizio di quest’anno, il recupero è abbastanza facile, ma Fernando ha paura di non poter tornare ad essere quello di prima “Mi hanno detto che starò bene, però non posso fare le cose che facevo una settimana fa. […] E mi dicevano di stare tranquillo, che era è normale sentirsi così. Ma che, di lì a quattro, sei, otto giorni, sarei tornato al 100%. E, alla fine, avevano ragione”.

Alcune cose nella vita sono fuori dal nostro controllo, anche se sei Fernando Alonso, colui che ha sempre controllato tutto, che non ha mai lasciato nulla al caso, così attento ai minimi dettagli, persino al colore di un pulsante sul volante della monoposto, troppo poco luminoso e col rischio di confonderlo con quello vicino. Anche risalire su una bicicletta non è stato facile “Un po’ di paura, eh”, ma gradualmente i dubbi e le incertezze sul recupero dati dall’età che avanza, vengono spazzati via, mentre gli allenamenti proseguono col fisioterapista Edoardo Bendinelli in vista dei test in Bahrain a bordo dell’Alpine.

Fernando Stagione 2

Fernando mette sullo schermo un Alonso diverso da come eravamo abituati a percepirlo, vulnerabile, a tratti insicuro e consapevole dei propri limiti, e proprio per questo pronto ad aggirarli e trarre vantaggio dall’esperienza.

È infine negli ultimi minuti dell’ultimo episodio, dedicati al Gran Premio del Bahrain 2021, che, abbassata la visiera, tornano quelle emozioni già conosciute, già vissute centinaia di volte, ma che sono quelle per cui vale la pena vivere: “Sono questi i momenti in cui faccio quello che mi piace. È pura competizione. Il mondo si ferma. Esiste solo la macchina. I tuoi avversari. E il circuito”.

“Poter tornare, un giorno, quando pensavi che la tua carriera sportiva prendesse altre strade. O forse che avresti addirittura lasciato lo sport, per riposarti. Questo è già una vittoria. Però… vuoi vincere”.

L’essenza della vita per Fernando non è vincere le gare a tutti i costi, spesso non è possibile, vuoi per altri fattori come la macchina o eventi esterni. Lo è poter continuare a vivere seguendo la propria passione e continuando a migliorarsi. Poter continuare a correre ai massimi livelli. Vincere quando si può, e quando non si può, prepararsi per la volta successiva, come facevano i samurai. “Sempre in cerca della perfezione. In competizione con sé stessi e con gli altri. Nello sport, ho trovato il mio posto nel mondo. È tutta la vita che sono in gara”,

Fernando Stagione 2

Con la stagione 2, Fernando si conferma una serie avvincente ed emozionante: la suddivisione degli episodi fornisce una panoramica a tutto tondo di quelle che sono state le sfide che Alonso ha dovuto affrontare nel 2020 e all’inizio del 2021. La loro struttura narrativa, composta sostanzialmente di una divisione in due parti, una più esplorativa e di avvicinamento e una conclusiva, intervallate dai numerosi flashback sul suo passato in Formula 1, aiuta lo spettatore a immedesimarsi in lui, gioendo e soffrendo insieme a lui, capendone a fondo le paure e le incertezze, che come abbiamo visto, costituiscono i punti cardine attorno a cui ruota tutta la stagione.

La spettacolarizzazione degli eventi c’è, come è normale che sia per un prodotto audiovisivo destinato al pubblico generalista, ma è ridotta al minimo sindacale. Non trovano spazio paragoni con altre serie come Formula 1: Drive to Survive di Netflix, Fernando è una serie documentario totalmente diversa, al centro c’è un uomo solo: Fernando Alonso. E con lui sua psiche, le sue paure, le sue ambizioni, il suo passato che ritorna, il suo presente e il suo futuro sì incerto, ma con all’orizzonte una sola certezza: quella di correre. “E sono ancora qui, non mi fermo”.

Immagine di copertina da Twitter/Fernando Alonso

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