[FakeGP] Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Spagna 2020. 4° Leclerc, Vettel KO

[FakeGP] Lewis Hamilton vince il Gran Premio di Spagna 2020. 4° Leclerc, Vettel KO

Dopo la beffa del punteggio dimezzato nella vittoria del Gran Premio del Vietnam, Lewis Hamilton porta a casa finalmente il primo bottino pieno dell’anno vincendo il Gran Premio di Spagna 2020 e balzando in testa alla classifica per mezzo punto su Charles Leclerc. Gara senza possibilità di replica quella del campione del mondo in carica, che mantiene la testa della corsa dopo la pole del sabato per non lasciarla più. Il monegasco, dopo l’ennesima lotta corpo a corpo con Max Verstappen – secondo alle spalle dell’inglese – si limita ad un quarto posto dietro all’altra Mercedes di Valtteri Bottas. Peggio è andata a Sebastian Vettel. Il tedesco, dopo pochissimi giri, è stato abbandonato dalla sua SF1000 per un problema tecnico.

Per la terza volta di fila Verstappen e Leclerc si sono trovati corpo a corpo. Dopo le accese polemiche per quanto successo tra Cina ed Olanda, la tensione tra i due alimentata anche dai media è ormai alle stelle. Nonostante i richiami all’ordine da parte della FIA, i due si sono trovati a lottare ancora una volta in pista. Ad avere la meglio, questa volta, è stato l’olandese, con il monegasco incappato in un testacoda dopo un leggero contatto tra i due dopo il secondo giro di soste.

La lotta per le posizioni dietro le big vede brillare McLaren e Racing Point. Carlos Sainz, quinto, è ormai una certezza mentre a Barcellona, proprio dove le sue forme simil Mercedes erano state scoperte, la RP20 ha dato prova di forza con un fantastico Sergio Perez sesto, davanti a Lando Norris ed al compagno Lance Stroll, ottavo.

A punti anche Kimi Raikkonen, fino ad ora sempre in top ten quando giunto al traguardo e George Russell con la Williams. Per la monoposto di Grove questo GP ha rappresentato un altro salto di qualità, con aggiornamenti pesanti montati sulla FW43. L’inglese, anche grazie ai ritiri eccellenti di Vettel e Albon, ha lottato per tutta la gara con Grosjean avendo la meglio sul francese. Si tratta di una grande iniezione di fiducia dopo un 2019 disastroso.

Dopo questa gara la classifica iridata si fa importante, con cinque piloti racchiusi in 18 punti e mezzo. Il prossimo appuntamento sarà a Montecarlo, dove non mancheranno sicuramente le emozioni.


CRONACA

Sulla griglia di partenza i primi dieci piloti montano gomme soft, ma ci sono due incognite impreviste. Durante la notte la pioggia ha fatto la sua comparsa sul Circuit de Catalunya, con un forte temporale che ha pulito la pista. Le temperature, inoltre, sono calate di almeno cinque gradi rispetto al sabato. La situazione dall’undicesima posizione in poi è lineare: tutti gli altri piloti, infatti, partono con gomme medie.

Dalla prima fila, dopo la doppietta del sabato, scattano subito bene le due Mercedes di Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Alle loro spalle Sebastian Vettel mantiene la terza posizione con la prima Ferrari, mentre subito nelle prime due curve la tensione tra Charles Leclerc e Max Verstappen è alle stelle, con l’olandese che tenta di passare all’esterno di curva 1 e viene accompagnato oltre la linea bianca dal monegasco, dovendo così desistere.

A centro gruppo non manca il classico imbottigliamento, nel quale ci rimettono subito Esteban Ocon e Kevin Magnussen. I due si agganciano in curva, con il danese della Haas che tenta il sorpasso all’esterno sul francese della Renault, il quale chiude forse troppo lo spazio. Pur essendo il contatto leggero, le due monoposto si danneggiano abbastanza per costringere i piloti al ritiro con le sospensioni anteriori non riparabili.

Il primo giro si chiude con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas uno dietro l’altro, seguiti da Sebastian Vettel quasi a due secondi e dalla coppia Leclerc-Verstappen. Seguono Albon e le due Racing Point di Sergio Perez e Lance Stroll. La RP20, al sabato, ha conquistato l’intera quarta fila proprio sulla pista dove aveva stupito tutti durante i test invernali. Si procede a coppie, perché a chiudere la top ten ci sono le due McLaren di Carlos Sainz e Lando Norris. L’inglesino ha recuperato ben cinque posizioni con una partenza fulminea dalla quindicesima piazza, dopo un leggero errore in qualifica durante la Q2.

Il primo colpo di scena arriva dopo soli sette giri e riguarda Sebastian Vettel: uscendo dall’ultima curva per iniziare l’ottavo passaggio la Ferrari SF1000 si ammutolisce improvvisamente. Il volante si spegne del tutto dopo alcuni momenti di blackout segnalati via radio nei primi giri da parte del tedesco. Vettel non può fare altro che accostare lungo il muretto dei box, fermandosi poco dopo l’uscita della pitlane. In questo modo i commissari possono spostare in sicurezza la monoposto senza necessità di neutralizzare la corsa. Il tedesco risale la pitlane allargando le braccia alla telecamera e salutando i tifosi in tribuna.

Passano pochi giri e, mentre le Mercedes guidano il gruppo con circa cinque secondi di vantaggio sulla coppia Leclerc-Verstappen, la seconda Red Bull subisce incredibilmente lo stesso destino della Ferrari di Vettel. Alex Albon inizia ad informare durante il 14° giro che il volante della sua RB16 sta “impazzendo” e, un paio di giri dopo, sul rettilineo di ritorno il risultato è il medesimo, con la Red Bull che si ammutolisce prima della frenata di curva 10, dove il thailandese lascia sfilare la monoposto lungo il vecchio curvone per poi fermarsi in sicurezza. Per Albon è il terzo ritiro in sei gare: dopo la vittoria australiana ci si aspettava sicuramente un po’ più di fortuna.

Le temperature più fresche rispetto al sabato permettono di andare un po’ più lunghi con il primo stint: il primo a fermarsi è Max Verstappen nel corso del 22° passaggio. L’olandese, dopo essersi riavvicinato a Leclerc nei due giri precedenti, entra ai box per montare gomme medie e tentare l’undercut sul monegasco. La tattica funziona: un giro dopo la Ferrari richiama il suo pilota per rispondere al pit della Red Bull, ma il giro d’uscita dell’olandese a pista libera è fantastico, con il record nel secondo e nel terzo settore della pista. Quanto basta per sfilare la Ferrari in velocità quando questa esce dalla pitlane e portarsi in terza posizione. Questa volta Leclerc non forza subito il sorpasso come successo in Olanda e si accoda alla Red Bull tenendosi comunque vicino.

Un altro colpo di scena si compie nel corso del 25° passaggio. Con Hamilton che effettua la sua sosta senza problemi un giro prima (da soft a medie per lui), Valtteri Bottas si porta nella sua piazzola dei box dove l’anteriore destra fatica a svitarsi. È necessario un cambio pistola per riprendere la situazione, ma i secondi persi spediscono il finlandese alle spalle della coppia Verstappen-Leclerc. Incredibile la sfortuna di Bottas: la stessa pistola era stata utilizzata senza problemi appena un giro prima.

A prime soste completate, con i primi 28 giri portati a termine su 66, la situazione vede Lewis Hamilton in testa con sette secondi di vantaggio su Verstappen, nove su Leclerc, 12 su Bottas. Seguono a 15 secondi Perez, Sainz, Stroll e Norris, racchiusi in quattro secondi. Lo spagnolo ha superato il canadese grazie alla sosta ai box. A chiudere la top ten, al momento, ci sono Kimi Raikkonen e Romain Grosjean. La sosta è stata invece fatale a Nicholas Latifi. La sua Williams, al momento di ripartire, è rimasta piantata in piazzola e non c’è stato verso di farla muovere.

La situazione in casa Honda si fa preoccupante quando, tra il 30° ed il 36° passaggio, entrambe le AlphaTauri di Kvyat e Gasly lasciano a piedi i propri piloti. Se quello di Albon è stato identificato come un problema elettrico, sia sulla monoposto del russo che su quella del francese a cedere è invece il motore termico, con due fumate bianche inequivocabili. Era da tempo che non si assisteva ad un doppio ritiro di questo tipo per monoposto dello stesso team. Max Verstappen, informato della situazione, risponde “Era meglio non dirmi hulla!“.

Con questi due ritiri a sperare più di tutti è la Williams. George Russell, infatti, si trova in 13a posizione dietro Ricciardo, Giovinazzi e Grosjean. Gli aggiornamenti portati in questo appuntamento permettono alla FW43 di giocarsela alla pari e, infatti, i quattro sono racchiusi in circa sette secondi a quasi due terzi di gara.

Davanti Lewis Hamilton, dopo 46 giri, comanda il gruppo con ormai quasi 10 secondi di vantaggio su Max Verstappen e 12 su Leclerc, che resta nei pressi della Red Bull. Valtteri Bottas si è riportato ormai in scia alla Ferrari mentre, alle sue spalle, continua la lotta a quattro tra le Racing Point e le McLaren, distanti circa 10 secondi dal finlandese.

Il campione del mondo opera la sua seconda sosta all’inizio del 48° giro, montando ancora gomme medie per andare fine alla fine e rientrando tra la Mercedes del suo compagno di squadra (che si ferma un giro dopo) e la Racing Point di Sergio Perez. Due giri più tardi la situazione tra Leclerc e Verstappen si inverte. Ora è il ferrarista a tentare l’undercut rientrando per primo ai box per il suo secondo ed ultimo stop. La sosta dura 2 secondi netti, con Verstappen che viene invitato a spingere per mantenere il gap. L’olandese, in effetti, ha ancora margine nel taschino tanto che migliora il suo miglior tempo senza rientrare subito. Nel primo giro pulito dopo il rientro però Leclerc guadagna 6 decimi rispetto alla Red Bull e, nel secondo passaggio, altri 8. Verstappen rientra all’inizio del 53° passaggio con una leggera sbavatura in frenata. La sosta dura 2.3 secondi e, quando l’olandese rientra in pista, il monegasco sta arrivando di gran carriera.

Ci si aspetta l’ennesima lotta dell’anno e questa puntualmente arriva. In curva 1 i due sono affiancati, Leclerc tenta di passare all’esterno ma riceve la forte opposizione di Verstappen, il quale gira come se non avesse nessuno a fianco costringendo il pilota della Ferrari ad andare sullo sporco e in via di fuga. Qui, nel tentativo di superare in fretta i dossi interni, il monegasco si affretta troppo sul pedale del gas e si gira incredibilmente, perdendo sia la possibilità di riconquistare la seconda posizione che la terza in favore di Valtteri Bottas.

All’inizio del 54° giro Hamilton comanda il gruppo gestendo il vantaggio, sceso ora a otto secondi su Verstappen e 12 sul compagno di squadra Valtteri Bottas. Dopo il testacoda Charles Leclerc, rincuorato via radio, passa sotto il traguardo con sette secondi di svantaggio sul finlandese. Alle loro spalle è sempre più lotta tra Racing Point e McLaren: Sergio Perez mantiene la quinta posizione ma è tallonato da vicino da Carlos Sainz, mentre Lance Stroll ha il suo bel da fare per tenere dietro un agguerrito Lando Norris.

Con Kimi Raikkonen tranquillo in nona posizione con la sua Alfa Romeo, alle sue spalle sta succedendo un po’ di tutto: Antonio Giovinazzi, che al primo pit ha montato gomme dure per andare fino alla fine, inizia ad accusare fatica all’anteriore con un accentuato graining. Un disastro è stata invece la seconda sosta di Daniel Ricciardo, che ha fatto spegnere la macchina perdendo secondi preziosissimi e finendo così in fondo al gruppo. In tutto questo George Russell, che ha tentato la carta delle gomme soft per gli ultimi giri di gara, ha ormai ripreso Romain Grosjean. Per il decimo posto quindi la situazione vede Giovinazzi davanti con dieci secondi di vantaggio su Grosjean e Russell, mentre Ricciardo è lontano altri dieci secondi in tredicesima ed ultima posizione dopo sette ritiri.

Con le prime due posizioni ormai consolidate, gli occhi sono puntati su Charles Leclerc che si è lanciato all’inseguimento di Valtteri Bottas per riprendere, almeno, la terza posizione sul podio. Dopo aver guadagnato un paio di secondi nei primi tre giri, però, il monegasco sembra aver alzato bandiera bianca e, tra 57° e 58° passaggio, il recupero è di solo mezzo secondo. Il divario, ora, è di quattro secondi e mezzo.

Si fa calda anche la lotta alle spalle dei big. Sergio Perez ha già rintuzzato un paio di attacchi da parte di Carlos Sainz, mentre Lando Norris nel corso del 59° passaggio trova lo spunto per sorprendere Lance Stroll al tornantino di curva 10. Il canadese perde tempo per rimettersi in carreggiata e prova a riprendersi subito la posizione sul rettilineo principale ma, anche con il DRS spalancato, il divario rende impossibile un tentativo di staccata al limite.

“La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo”, dicono. Ed è quello che succede ad Antonio Giovinazzi. Il pilota italiano, dopo alcuni giri sofferti con le gomme dure, è costretto a rientrare ai box con una foratura lenta alla posteriore destra quando mancano ormai sei giri al termine. Al decimo posto sale così Romain Grosjean, con George Russell che, alle sue spalle, ha un’occasione d’oro per riportare a punti la Williams dopo quasi un anno.

Un errore in frenata in curva 1, con un’escursione in via di fuga, pone fine alla rincorsa di Leclerc nei confronti di Bottas all’inizio del 63° passaggio. Il monegasco perde altri cinque secondi dalla seconda Mercedes accontentandosi così del quarto posto. Non si accontenta invece Carlos Sainz che, sulla pista di casa, vuole fare un regalo ai suoi tifosi e così è: siamo nel 64° giro quando, dopo essere stato informato dell’attacco di Norris su Stroll, Sainz prova a copiare l’azione. Uscito fortissimo da curva nove, lo spagnolo aziona il DRS e così come il compagno sorprende Perez nella stessa curva 10. Anche in questo caso la Racing Point deve allargare quel tanto che basta a perdere metri preziosi per la parte finale del circuito. All’inizio del penultimo giro il messicano prova a riprendere la McLaren e tenta timidamente di infilare il muso all’interno, ma senza successo. Perez deve così accodarsi: le due McLaren sono così in quinta e settima posizione.

L’ultimo colpo di scena arriva proprio all’inizio dell’ultimo passaggio, quando George Russell compie l’impresa: uscito veloce dall’ultima curva, grazie al DRS l’inglese riesce stavolta a raggiungere la Haas di Grosjean e tenta il tutto per tutto in curva 1. Il francese, fortunatamente, si accorge dell’arrivo della Williams ed allarga per evitare un impatto quasi sicuro. Il sorpasso è deciso e decisivo per la decima piazza, con il box Williams che esplode di gioia.

Lewis Hamilton vince quindi, dopo 66 giri e con il giro più veloce conquistato all’ultimo passaggio, il Gran Premio di Spagna 2020 davanti alla Red Bull di Max Verstappen ed alla Mercedes di Valtteri Bottas. Quarto Charles Leclerc con la Ferrari davanti ad un fantastico Carlos Sainz con la McLaren, seguito da Sergio Perez (Racing Point), Lando Norris (McLaren) e Lance Stroll che va finalmente a punti con l’altra Racing Point. A punti Kimi Raikkonen, nono con l’Alfa Romeo, ed un eroico George Russell con la Williams. Fuori dai punti Romain Grosjean (Haas), Daniel Ricciardo (Renault) ed Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo). Ritirati Ocon (Renault), Magnussen (Haas), Vettel (Ferrari), Albon (Red Bull), Latifi (Williams), Kvyat e Gasly (AlphaTauri).

Con questo risultato Hamilton balza in testa alla classifica con 76.5 punti davanti a Leclerc (76), Verstappen (67.5), Vettel (64). Nel Costruttori il vantaggio della Ferrari scende a 5.5 punti sulla Mercedes, 140 contro 134.5. Red Bull è terza (111) davanti alla McLaren (77).

Prossimo appuntamento a Montecarlo tra due settimane per il Gran Premio di Monaco.

Immagine di copertina: Alessandro Secchi

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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