[FakeGP] Lewis Hamilton vince il Gran Premio del Vietnam 2020, funestato dal diluvio e dai ritiri

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Venticinque giri su un totale di 55, di cui dieci sotto Safety Car. Questa è la durata del primo Gran Premio del Vietnam che, funestato dal diluvio, non permette alla Formula 1 di portare a termine il terzo appuntamento del mondiale 2020. A vincerlo è Lewis Hamilton con la Mercedes davanti alla McLaren di Carlos Sainz, che questa volta ha potuto festeggiare sul podio da subito e Max Verstappen, sul gradino più basso con la Red Bull.

Era dal Gran Premio della Malesia 2009, di cui proprio oggi ricorre l’anniversario, che il punteggio non veniva dimezzato vista la poca distanza percorsa. A decretare il termine delle ostilità è stata la direzione gara dopo quasi due ore di agonia e ben dieci ritiri per incidenti dovuti alle condizioni del tracciato. Troppa la pioggia in pista e troppo pericolosi i muretti a bordo strada uniti all’asfalto, dal quale è trasudato l’olio della stesura di poche settimane fa. Da quando il manto è stato posato ad Hanoi non si era vista ancora la pioggia e questo ha causato un problema aggiuntivo.

La classifica di gara rispecchia l’aver interrotto il tutto quando ancora non era stata raggiunta la metà corsa. Dietro al podio c’è Pierre Gasly con l’AlphaTauri, abile a mantenersi in pista nei momenti più concitati del diluvio, davanti a Valtteri Bottas con la Mercedes e all’altra Red Bull di Alex Albon. Le Ferrari attendono un giro di troppo a rientrare per montare le gomme da bagnato e questo costa loro tantissimo, soprattutto dopo la prima fila ottenuta al sabato con Charles Leclerc in pole davanti a Sebastian Vettel. Il tedesco rimedia il settimo posto davanti alla Renault di Daniel Ricciardo e alla Ferrari del monegasco. Chiude la top ten l’altra Renault di Esteban Ocon.

Dieci, come detto, i ritiri. I muretti del tracciato di Hanoi non lasciano scampo a Norris (McLaren), alle Alfa Romeo, alle Haas, alle Racing Point, alle Williams ed all’AlphaTauri di Kvyat.

Il punteggio dimezzato accorcia incredibilmente la classifica, con Charles Leclerc che comanda con 39 punti davanti a Vettel (37), Verstappen (36,5), Hamilton (32,5) ed Albon (29).


Cronaca

Sulla griglia di partenza i primi dieci piloti montano gomme soft, mentre dietro vige l’alternanza tra medie e hard, queste ultime montate sulle due Alfa Romeo e sulle due Haas. Il cielo, però, promette pioggia da un momento all’altro. Pur essendo le 15 la visibilità è scarsa, ma era tutto prevedibile dal meteo.

Al via scattano bene le due Ferrari con Leclerc che mantiene la testa sul compagno di squadra. Dalla seconda fila Max Verstappen tenta l’affondo all’esterno sulla prima curva a sinistra su Lewis Hamilton e nello stringere i due si toccano, con l’ala anteriore della Mercedes che perde pezzi e la Red Bull che va leggermente lunga perdendo un paio di posizioni su Bottas ed il compagno Albon. Dietro arriva il primo doppio ritiro ed è per entrambe le Williams. Latifi si allarga improvvisamente in frenata e viene centrato da Russell. I due finiscono la loro corsa in fondo all’ampia via di fuga della prima curva. Il resto del gruppo prosegue senza altri contatti.

Nel corso del primo giro anche Lewis Hamilton perde due posizioni a favore di Alex Albon e Valtteri Bottas, trovandosi così Verstappen nuovamente alle spalle, ma decide di non rientrare ai box per cambiare l’ala anteriore nonostante il suggerimento del team. La scelta gli torna inizialmente contro perché, sul cordolo in uscita dall’ultima curva, l’ala perde ancora pezzi dal contatto con la Red Bull e l’inglese è costretto a rallentare in curva. Le Ferrari guadagnano su Bottas ed Albon ma, quando Leclerc e Vettel approcciano il T3, il settore misto del tracciato di Hanoi, si trovano davanti l’arrivo improvviso della pioggia. I due ferraristi rallentano ed optano per non rientrare ai box così come Bottas ed Albon. Dietro, invece, fiutato il pericolo, Verstappen, Sainz, Perez, Hamilton – sceso in decima posizione – Gasly e Ricciardo (questi due partiti 15° e 16°) entrano ai box per tentare l’azzardo montando gomme intermedie. L’inglese monta anche un’ala nuova e rientra in pista ultimo.

Il giro di vantaggio nel montare le gomme intermedie si rivela azzeccato. La pioggia si abbatte rapidamente sul circuito e, nel corso del terzo passaggio, tutti i piloti su gomme slick sono costretti a rallentare vistosamente. Non mancano i lunghi in fondo all’interminabile rettilineo che porta al tornante di curva 11. A farne le spese, tra gli altri, è proprio Charles Leclerc, il primo ad arrivare nella zona, che blocca l’anteriore ed è costretto a girare largo lasciando la testa della corsa a Sebastian Vettel. I due di testa, nella sfortuna per il monegasco, sono abbastanza distaccati da permettere alla Ferrari un doppio cambio al volo per montare le intermedie. La pitlane in pochi secondi diventa il luogo più affollato della pista, con tutti gli altri piloti che rientrano per passare alle gomme da bagnato.

Al rientro in pista si trovano tutti dietro chi ha cambiato un giro prima. All’inizio del quinto passaggio la situazione vede Max Verstappen davanti a Carlos Sainz, Sergio Perez, Pierre Gasly, Daniel Ricciardo, Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Charles Leclerc.

Per un paio di giri la situazione sembra stabilizzarsi con Lewis Hamilton che supera sia Ricciardo che Gasly portandosi in quarta piazza. Quando siamo all’ottavo giro la pioggia aumenta ancora di intensità facendo salire i tempi sopra la soglia dei due minuti e portando a galla, è il caso di dirlo, un altro problema. L’asfalto inizia a trasudare olio rendendo la pista ancora più scivolosa. Neanche il tempo di dirlo e, in due incidenti separati, Kimi Raikkonen e Lando Norris perdono il controllo delle rispettive monoposto andando a sbattere contro i muretti sul lungo rettilineo tra curva cinque e sei, dove si fa fisicamente fatica a tenere dritte le monoposto. I due piloti sono indenni, L’Alfa Romeo e la McLaren meno.

Michael Masi è così costretto a chiamare in pista la Safety Car, che aspetta le vetture dopo l’uscita della pitlane mentre queste, in fila indiana, tornano subito ai box per montare le gomme da bagnato estremo. Dal caos ai box a perderci più di tutti è la Racing Point. Sulla monoposto di Sergio Perez si perdono secondi preziosi per il montaggio della posteriore destra e anche Lance Stroll, fermo alle spalle, perde tempo. Il messicano, da terzo, si trova dodicesimo, mentre il canadese finisce in fondo.

La Safety Car stessa fatica a stare in pista con delle grandi manovre operate da Bernd Maylander: viste le condizioni del tracciato, dopo due giri – alla fine del decimo – si decide di fermare tutti con la bandiera rossa nella speranza che la pioggia cali d’intensità.

Passa mezz’ora prima che lo stesso Maylander torni a guidare il gruppo. La pioggia è effettivamente calata ma il tracciato è un condizioni disastrose. Tra olio della stesura e drenaggio insufficiente ci vorranno parecchi giri prima che la pista si possa asciugare. La Safety Car guida il gruppo per altri cinque giri: il via libera arriva all’inizio del sedicesimo passaggio, con Verstappen che sulla linea del traguardo precede l’ottimo Sainz, Gasly, Hamilton, Ricciardo, Vettel e Leclerc.

L’inglese della Mercedes sfrutta l’uscita non perfetta del francese dal tratto di curva 4 e 5 per passare l’AlphaTauri sul primo dritto, portandosi così sul gradino più basso del podio. Dietro di loro un nervoso Leclerc tenta un primo affondo sul compagno di squadra che va a vuoto.

Il diciottesimo passaggio vede la lista dei ritiri allungarsi ancora: è Daniil Kvyat a perdere il controllo della sua AlphaTauri all’ingresso di curva 13, andando a sbattere sul muretto senza poter rientrare. Il russo fortunatamente resta posizionato in “contromano”: prima di scendere dalla monoposto è spettatore di Romain Grosjean che, con la stessa dinamica, ottiene lo stesso risultato andando a sfiorare la monoposto del russo. Per entrambi è ritiro: il terzo di fila per Kvyat, il secondo per il francese.

Davanti Carlos Sainz tiene incredibilmente sotto pressione Max Verstappen. Lo spagnolo fiuta la possibilità dell’impresa e tenta addirittura l’attacco all’inizio del 20° passaggio all’ingresso della prima curva. L’olandese si avvede in tempo dell’arrivo della McLaren e non stringe per evitare il contatto, ma entrambi vanno lunghi servendo sul piatto a Lewis Hamilton la possibilità di passare in testa, che l’inglese ovviamente non si lascia scappare. La Mercedes se ne va seguita dalla McLaren e dalla Red Bull, con l’olandese indiavolato via radio. Gasly è quarto, più staccato, davanti a Bottas che, nel frattempo, si è liberato di Albon – dopo averlo avuto davanti sin dall’inizio – ed alla Renault di Daniel Ricciardo, sotto pressione dal suo ex compagno di squadra Sebastian Vettel con la Ferrari. Charles Leclerc, dopo il tentativo di sorpasso sul tedesco, si è leggermente staccato con Ocon che chiude la top ten.

Il lungo di Sainz ha una giustificazione. La pioggia è infatti tornata a farsi vedere pesantemente in pista con tutti i problemi già visti in precedenza. Tra 20° e 21° giro a rimetterci sono, uno dopo l’altro, Perez e Stroll con la Racing Point, Antonio Giovinazzi con l’altra Alfa Romeo e Kevin Magnussen con la Haas. Mentre il canadese fora in uscita da curva 5 per una toccata sul muretto, gli altri tre sono protagonisti di incidenti con il danese che perde il controllo addirittura sulla veloce curva 10 e la monoposto che picchia violentemente strisciando per decine di metri sul muretto. Per fortuna Magnussen esce senza problemi dall’abitacolo.

Il suo è il decimo ritiro, quello che chiama in causa per la seconda volta la Safety Car all’inizio del 23° giro. Bastano, però, tre passaggi per capire che la situazione in pista è critica quanto se non più di prima, visto che anche la luminosità inizia a calare. Viene esposta nuovamente la bandiera rossa e, dopo venti minuti di consultazioni frenetiche tra team e direzione gara, si decide per l’opzione più giusta e sicura per tutti. La gara viene fermata alla fine del 25° passaggio e con classifica al 24°. Lewis Hamilton vince davanti a Carlos Sainz e Max Verstappen. Pierre Gasly ottiene un fantastico 4° posto con l’AlphaTauri davanti a Valtteri Bottas con la Mercedes ed Alex Albon con la Red Bull. Sebastian Vettel, con la Ferrari, riesce a sopravanzare Daniel Ricciardo poco prima dell’ingresso della Safety Car e chiude settimo, davanti all’australiano della Renault e a Charles Leclerc con l’altra rossa. Decimo ed ultimo dei piloti in pista è Esteban Ocon con la seconda Renault.

Visto che non è stato completato il 75% della corsa, viene assegnato punteggio dimezzato. Per Lewis Hamilton i punti sono quindi 12,5: a seguire tutti gli altri. Curiosità: Charles Leclerc ha ottenuto il giro più veloce nel corso del primo passaggio, l’unico asciutto prima che la pioggia cadesse copiosa sul circuito di Hanoi. Per il monegasco al punto del nono posto (sarebbero due ma ne prende la metà) si aggiunge quello del GPV.

Ritirati Latifi e Russell (giro 1), Raikkonen e Norris (giro 8), Kvyat e Grosjean (giro 18), Stroll (giro 20), Perez, Giovinazzi, Magnussen (giro 21).

Prossimo appuntamento in Cina il 19 aprile.


Classifiche


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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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