[FakeGP] Charles Leclerc vince il Gran Premio d’Olanda 2020 in un mare di polemiche

[FakeGP] Charles Leclerc vince il Gran Premio d’Olanda 2020 in un mare di polemiche

Se il Gran Premio di Cina aveva lasciato dietro di sé una lunga scia di polemiche per il contatto tra Charles Leclerc e Max Verstappen, con contemporaneo ritiro di entrambi, il Gran Premio d’Olanda 2020 rispetta e supera le attese della vigilia. Il monegasco, infatti, vince in casa del nemico numero uno la gara che sancisce il ritorno della Formula 1 a Zandvoort dopo l’ennesimo contatto con l’olandese della Red Bull, unico questa volta a rimetterci davanti ai suoi tifosi con un quarto posto colmo di rabbia.

L’episodio tra il monegasco e l’olandese è stato l’unico degno di nota di una gara lineare e senza spunti di sorta. I 72 giri del Gran Premio si sono svolti senza troppe emozioni, anche a causa della conformazione della pista. Nonostante i grandi lavori di ammodernamento in vista del ritorno nel Circus, il ritmo sul giro non ha permesso grandi manovre se non alla fine del rettilineo iniziale. Promossa la parabolica finale: dopo qualche dubbio di tenuta al venerdì, l’imposizione di una pressione più alta sulle gomme da parte di Pirelli ha evitato problemi gravi alle monoposto.

Sul podio con Leclerc sono saliti Lewis Hamilton con la Mercedes e Sebastian Vettel con la seconda Ferrari. La classifica di gara è rimasta sub judice per due ore prima che venisse confermata la vittoria di Leclerc.

Valtteri Bottas, dopo la vittoria cinese, chiude con un opaco quinto posto davanti ad un ottimo Daniil Kvyat con l’AlphaTauri, che riscatta un pessimo inizio di stagione, e Sergio Perez con la Racing Point. A punti anche – e finalmente – Antonio Giovinazzi con l’Alfa Romeo, ottavo al traguardo davanti a Pierre Gasly e Kevin Magnussen.

In classifica, ora, i due ferraristi cono appaiati a 64 punti, con Hamilton che insegue a 50,5 e Verstappen dietro di un punto.


CRONACA

Sulla griglia di partenza i primi dieci piloti sono su gomme soft, con Verstappen in pole davanti al pubblico di casa. La marea orange è semplicemente assordante e le premesse del sabato lasciano ben sperare in un trionfo davanti al proprio pubblico dell’olandese della Red Bull. Dietro tutti gli altri piloti, tranne le due Williams (su dure) montano gomma media.

Al via Verstappen ha un buono spunto ma nell’allungo verso la prima curva Leclerc, partito dalla prima fila, trova il varco per infilarsi alla Tarzan andando in testa. Alle loro spalle Sebastian Vettel tiene a fatica la terza posizione dopo un leggero contatto con Lewis Hamilton. È a centro gruppo che, però, regna il caos: le due Renault e l’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen vengono inquadrate danneggiate nella via di fuga della prima staccata. I replay mostreranno una scena simile a quella di Singapore 2017, con il finlandese a fare – questa volta – la parte centrale del panino. Per tutti e tre il GP d’Olanda è terminato dopo poche centinaia di metri.

Per permettere ai commissari di rimuovere in sicurezza le monoposto la direzione gara manda in pista la Safety Car. Bernd Maylander resta in pista per tre giri prima che il tracciato sia dichiarato pulito dai commissari e si possa, quindi, ricominciare a correre. Si riparte all’inizio del quinto passaggio con Leclerc che comanda su Verstappen, Vettel, Hamilton, Bottas, Albon, Kvyat con un’AlphaTauri in forma già dal venerdì.

Da qui la gara diventa un affare strettamente personale tra Charles Leclerc e Max Verstappen, ancora imbestialiti l’uno contro l’altro per i fatti della Cina. Il pilota della Ferrari si difende sul dritto iniziale, mentre la Red Bull è agilissima nella parte mista del tracciato olandese. Verstappen, però, per quanto provi a puntare il muso all’interno della Ferrari, non riesce a trovare lo spunto necessario a passare.

Con Vettel e Hamilton, a loro volta in lotta, lontani oltre cinque secondi dal duo di testa, si procede verso la prima delle due soste previste. Nel frattempo si registra un altro ritiro, quello di Lance Stroll con la Force India. Lo sfortunato canadese si deve fermare nel corso del 17° passaggio per un problema al cambio della sua RP20, rimasto bloccato in terza marcia. Per lui si tratta del terzo ritiro in sei gare mentre il suo compagno Perez si tiene in zona punti con l’ottava posizione.

La girandola delle prime soste ai box non cambia gli equilibri nelle prime posizioni, sebbene il rientro di Charles Leclerc davanti a Max Verstappen all’inizio del 25° passaggio sia piuttosto difficile. l’olandese, fermatosi un giro prima, è su gomme più fresche e tenta l’avvicinamento ma il monegasco è magistrale nel primo giro a tenere chiusi tutti gli spazi, per poi difendersi sul dritto del traguardo nonostante il DRS a disposizione della Red Bull. La battaglia per la terza posizione, invece, vede un cambio di posizioni e strategie: Lewis Hamilton, grazie alle gomme medie, passa Sebastian Vettel nel corso del 28° giro. Sulla Ferrari sono state montate gomme dure, diversificando così la strategia rispetto a Leclerc, ma queste almeno nei primi giri non sembrano funzionare a dovere.

Alle spalle dei primi quattro abbiamo Bottas, Albon, Perez, Kvyat, Norris e Sainz a chiudere la top ten. La gara dell’inglese della McLaren, però, ha i minuti contati. Con uno dei suoi ormai famosi team radio Lando annuncia problemi di potenza al motore Renault della sua MCL35 e, nel corso del 35° passaggio, il team lo richiama per il ritiro definitivo. Un gran peccato visto che, in coppia con Sainz, la top ten era ormai decisamente a portata per entrambe le monoposto di Woking.

Davanti, intanto, Verstappen non molla un millimetro su Charles Leclerc, che sta conducendo una gara fantastica dal punto di vista della pressione. L’olandese è spinto dalla marea orange in tribuna e resta puntualmente entro il secondo di distacco dal monegasco, che grazie al motore Ferrari sul dritto ed alla sede stradale piuttosto stretta nel misto riesce a rintuzzare qualsiasi velleità del pilota di casa. Tutto, probabilmente, si giocherà con le seconde soste ai box.

La lotta per la terza posizione, intanto, vede Lewis Hamilton perdere ancora qualcosa da Sebastian Vettel. Il tedesco, dopo aver perso circa due secondi e mezzo nei primi giri del secondo stint, ha iniziato a migliorare i suoi crono e rosicchiare qualche decimo sull’inglese, che si trova ormai ad una decina dal duo Leclerc-Verstappen attorno al 45° passaggio.

Tra il 50° ed il 52° giro Max Verstappen si allontana leggermente da Charles Leclerc, rimanendo a un secondo e mezzo dal monegasco dopo averlo pressato senza sosta anche nel secondo stint. Il ferrarista viene chiamato ai box all’inizio del 54° giro e per l’olandese questo è il momento di spingere sull’acceleratore. Con il pit Ferrari completato in due secondi e mezzo per passare ad un nuovo set di gomme medie, nel primo giro libero Verstappen abbassa il suo tempo di oltre un secondo registrando il GPV della corsa in 1:15.266 e, nel giro successivo, arriva la chiamata del muretto.

Il pit Red Bull è stratosferico: in un secondo e nove decimi Verstappen viene lasciato libero di ripartire e, quando torna in pista girando interno alla Tarzan nella corsa di uscita dei box, trova alle sue spalle Charles Leclerc. Il sorpasso sembra ormai cosa fatta ma il ferrarista nel tornante di curva 4 non ci pensa due volte infilandosi, con estrema aggressività, all’interno dell’olandese. Leclerc sa che è l’unica possibilità per non vedere andare via il rivale ma, al tempo stesso, calcola con parecchio ottimismo la frenata. Il contatto è inevitabile con la Red Bull che finisce larga e Verstappen che, per un soffio, evita il contatto con le barriere grazie ad una delle poche lingue d’asfalto oltre la riga bianca.

L’olandese inveisce via radio ma non è finita, perché nel corso del giro il team lo informa di una foratura alla gomma anteriore sinistra, che lo obbliga a rallentare nella seconda parte della pista e a rientrare un’altra volta ai box all’inizio del 57° passaggio, tra team radio non riportabili. La calma della Cina è evidentemente svanita, con Verstappen che viene rimandato in pista con gomme soft usate per tentare un recupero dalla sesta posizione, dietro Hamilton, Vettel, Bottas ed Albon. Dall’altra parte, in Ferrari si verifica la telemetria ma pare che la SF1000 non abbia riportato problemi con Leclerc che via radio riporta solo alcune vibrazioni, accusando Verstappen di aver stretto troppo l’ingresso in curva. Il contatto, intanto, viene annotato dai giudici di gara.

Leclerc viene informato che i dati della monoposto non destano preoccupazioni ed inizia a gestire il vantaggio di circa 12 secondi sul duo Hamilton – Vettel. Dopo la seconda sosta ai box, nonostante un tentativo di undercut, la Mercedes è rimasta davanti alla Ferrari, con il tedesco ora su gomme medie.

Dietro è furioso, invece, Max Verstappen. L’olandese, nonostante le gomme usate, piazza il giro più veloce nel corso del 61° passaggio limando mezzo secondo dal suo precedente record di inizio gara. Davanti a lui ci sono Alex Albon e Valtteri Bottas. I due stanno correndo l’ennesima gara in coppia ad una decina di secondi da Hamilton e Vettel. Verstappen, dopo il terzo pit forzato, si trova a otto secondi da loro quando mancano undici giri al termine. Se il sorpasso ai danni del compagno può sembrare facile, lo è ancora di più perché il motore Honda sulla #23 salta nel corso del 65° passaggio, lasciando a piedi il thailandese. Ora Max si trova a quattro secondi e mezzo da Bottas e non accenna ad alzare i suoi tempi, guadagnando oltre un secondo al giro sul finlandese della Mercedes.

Nel frattempo nessuna notizia dalla direzione gara. Il contatto tra l’olandese ed il monegasco è stato annotato ma non è stata ancora presa una decisione, quando ormai ci stiamo avvicinando a fine gara. Nel dubbio Max continua a spingere e, all’inizio del 70° giro, si trova ormai in coda alla Mercedes di Bottas.

Il sorpasso che vale la quarta posizione arriva all’inizio dell’ultimo passaggio, quando una sbavatura del finlandese permette a Max di accodarsi lungo la parabolica per poi sfruttare il DRS – non senza difficoltà – e di staccare a ruote fumanti alla Tarzan per riguadagnare un’altra posizione.

Con Sebastian Vettel che molla il colpo su Lewis Hamilton, Charles Leclerc va quindi a vincere il Gran Premio d’Olanda 2020 davanti all’inglese ed al compagno di squadra, che viene agganciato così in testa alla classifica. Verstappen è quarto davanti a Bottas, Kvyat con l’AlphaTauri – mai inquadrato ma ottima gara la sua – Perez con la Racing Point. Chiudono la top ten Antonio Giovinazzi con l’Alfa Romeo, a punti per la prima volta in stagione con l’ottavo posto, Pierre Gasly, nono a conferma della bontà dell’AlphaTauri a Zandvoort e Kevin Magnussen, a punti per la seconda volta consecutiva con la Haas. Peccato per Carlos Sainz, vittima di una foratura lenta negli ultimi due giri e fuori dai punti quando era comodamente in ottava posizione.

Ritirati Albon (Red Bull), Norris (McLaren), Stroll (Racing Point), Raikkonen (Alfa Romeo), Daniel Ricciardo ed Esteban Ocon (Renault).


Il post gara

All’arrivo al parco chiuso Max Verstappen applaude ironicamente l’arrivo di Charles Leclerc, che viene fischiato sonoramente dai tifosi olandesi. Il pilota Red Bull, inquadrato dalle telecamere dopo la procedura del peso, rientra ai box scagliando il casco sulle strutture del garage in evidente segno di disappunto per una gara che sognava diversa dopo mesi di preparazione ed attesa.

La classifica di gara, però, rimane sub judice per quasi due ore. Nonostante il podio sia stato celebrato senza problemi – esclusi i fischi al vincitore – la direzione gara va in totale confusione. La situazione rispecchia quanto visto nella scorsa stagione in Austria e Messico, dove sono state necessarie ore di attesa per avere conferma della vittoria di Verstappen al Red Bull Ring e della penalità allo stesso olandese dopo le qualifiche all’Hermanos Rodriguez. Non mancano i commenti di chi vorrebbe una penalità per Leclerc, soprattutto da parte dei media inglesi e, evidentemente, dall’entourage Red Bull: il contatto che ha escluso Verstappen dalla lotta per la vittoria non è apparso intenzionale ma il tentativo di sorpasso del monegasco può essere definito sicuramente avventato, oltre che dannoso per l’avversario.

I due piloti vengono chiamati a rapporto dalla direzione gara un’ora dopo il termine della corsa e restano mezz’ora a colloquio con i commissari. All’uscita Leclerc ribadisce la non volontà di arrecare danno all’olandese, che invece si rifiuta di rispondere a qualsiasi domanda dei giornalisti. Dopo voci rincorse più e più volte, anche discordanti tra loro, arriva finalmente il comunicato ufficiale delle 18.45 che conferma la vittoria di Leclerc. Il contatto tra il monegasco e l’olandese, sicuramente borderline, viene considerato come incidente di gara e, pertanto, anche la classifica finale viene cristallizzata. Il tweet di Verstappen a caldo è chiaro: “Welcome to Formula Leclerc”. Sarà sicuramente un’altra settimana di passione.

Prossimo appuntamento tra una settimana. Le Formula 1 torneranno subito in pista per il [Fake] Gran Premio di Spagna a Barcellona, sul Circuit de Catalunya.


Classifiche

Con la vittoria confermata Leclerc raggiunge Sebastian Vettel a quota 64 punti in testa alla classifica piloti. Hamilton è terzo con 50,5 davanti a Verstappen (49,5), Albon (44) e Bottas (43). Nel Costruttori Ferrari comanda con 128 punti su Mercedes e Red Bull, appaiate a 93,5 e McLaren, che resta a secco in quarta posizione con 61 punti.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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