[FakeGP] Charles Leclerc vince il Gran Premio del Bahrain 2020

[FakeGP] Charles Leclerc vince il Gran Premio del Bahrain 2020

Credevo che pubblicare l’articolo con la cronaca di un Gran Premio d’Australia che non si è corso 56 ore (cinquantasei, sì) dopo la notizia dell’annullamento, tra l’altro debitamente pubblicata anche da queste parti e scritta su tutti i muri del web, fosse sufficiente a non prendersi insulti da parte di chi vive su un universo parallelo e, probabilmente, in queste settimane non sa quello che sta succedendo nel mondo, a giudicare da quello che si legge.

Detto questo è stato meglio specificare anche nel titolo, ovvero l’unica parte dell’articolo letta dall’85,66% delle persone, che il Gran Premio del Bahrain NON SI È CORSO e tutto quello che leggerete, così per l’Australia, è frutto dell’immaginazione di chi, dopo 28 anni, fatica ad accettare l’idea che le sue domeniche da marzo in poi non saranno caratterizzate da qualcosa che c’è sempre stato. Un modo per esorcizzare un periodo oggettivamente difficile e per riempire il tempo al posto di lamentarsi per l’immane sforzo di dover stare sul divano.

In Australia era andata così. Ecco, ora, la cronaca del Gran Premio del Bahrain. Fake o meno poco importa, almeno per chi scrive.


STATE A CASA


Non poteva esserci ritorno migliore per Charles Leclerc in Bahrain. Il monegasco della Ferrari vince la sua prima gara dell’anno davanti alla Red Bull di Max Verstappen e all’altra SF1000 di Sebastian Vettel, autore di una rimonta furiosa dall’ultima posizione dopo il disastro della qualifica.

Quella tra Leclerc e Verstappen è stata una lotta fantastica, un duello-replica di quanto successo in Austria la scorsa stagione durato, questa volta, praticamente per tutta la gara. Alla fine la Ferrari è riuscita a prevalere anche grazie ad un leggero vantaggio della Power Unit di Maranello. A poco è valsa, quindi, la seconda straordinaria pole position dell’olandese, strappata proprio all’ultimo giro sul #16 per soli 66 millesimi.

Grazie a questo risultato ed al contemporaneo zero del vincitore di Melbourne Alex Albon – incolpevolmente centrato da Valtteri Bottas in partenza – Leclerc balza in testa alla classifica del mondiale con 37 punti seguito dal compagno di squadra Vettel (autore anche del giro più veloce), a quota 34.

Ancora giù dal podio Lewis Hamilton: per l’inglese una gara in difesa conclusa al quarto posto, con una Mercedes che ha sofferto un’affidabilità precaria durante tutto il weekend. A poco è servito l’utilizzo del DAS, il sistema che aveva sconvolto tutti durante i test prestagionali di Barcellona. Il vantaggio dato dal volante mobile è limitato rispetto ai problemi della PU Mercedes.

Bene le McLaren: dopo aver mostrato passi in avanti in Australia, le MCL35 di Sainz e Norris sono arrivate a ridosso della Mercedes campione in carica ma, soprattutto, a pochi secondi dal podio.

A punti vanno anche Pierre Gasly con l’AlphaTauri, autore di una bella gara chiusa in settima posizione, Daniel Ricciardo con la Renault, Kimi Raikkonen – a punti per la seconda volta di fila con l’Alfa Romeo – ed Esteban Ocon, che conquista il suo primo punto iridato dopo il rientro in Formula 1 nella sua nuova avventura in Renault.


Cronaca

Sulla griglia di partenza i primi dieci partono con gomme soft. Dall’undicesimo posto in poi Kimi Raikkonen, 14° e Sebastian Vettel, 20° sono gli unici due a tentare una strategia alternativa: il finlandese opta per le medie. Il tedesco, addirittura, tenta il tutto per tutto montando le dure dopo che la SF1000 l’ha tradito all’inizio delle qualifiche a causa di un problema elettrico. Nota importante per quanto riguarda Pirelli, che l’anno scorso aveva portato mescole C1, C2 e C3 mentre quest’anno ha optato per uno step più morbido, C2, C3, C4.

Al via è buonissimo lo scatto di Verstappen, che si trova già in traiettoria esterna verso la prima curva seguito dalla Ferrari di Leclerc. Il monegasco tenta di puntare l’interno ma viene chiuso in anticipo dall’olandese, che mantiene la prima posizione. È appena dietro di loro che, però, si parte col botto. Valtteri Bottas, partito quinto, si accoda alla Mercedes del compagno Lewis Hamilton che, nel frattempo, si è frapposto tra lui e la Red Bull di Albon scattato terzo. Quando l’inglese si sposta verso l’interno per la frenata della prima curva il finlandese trova davanti a sé la RB16 del thailandese più lenta e non fa in tempo ad evitarla, nonostante uno scarto repentino verso l’esterno. La ruota anteriore destra della Mercedes colpisce la posteriore sinistra della Red Bull ed entrambi finiscono lungo la lunghissima via di fuga della prima curva, dovendosi ritirare.

Michael Masi chiama in pista Safety Car, con i marshall che ripuliscono frettolosamente la pista dai detriti mentre le due monoposto incidentate, già lontane dalla pista, vengono recuperate. Ne approfittano Stroll, Kvyat e Giovinazzi per tornare ai box e cambiare le gomme soft con le medie. Sebastian Vettel, partito 20°, è già 13°. Dopo aver saltato al via la Williams di Latifi e la Haas di Grosjean, il tedesco beneficia dei ritiri di Albon e Bottas e, con le soste ai box menzionate, recupera altre tre posizioni.

La gara riparte all’inizio del quinto passaggio con Verstappen che comanda su Leclerc, Hamilton, l’ottimo Sergio Perez con la Racing Point (partito 6°) e Pierre Gasly con l’AlphaTauri. Il ritmo impartito dai primi due è difficile da tenere anche per la Mercedes W11, soprattutto dopo i problemi dei primi due giorni alla PU che hanno costretto ad abbassarne la potenza.

Al settimo giro arriva il primo tentativo di Leclerc di liberarsi della Red Bull. Tra curva 3 e 4 il monegasco attiva il DRS e sfila l’olandese all’interno. Max però risponde all’esterno di curva 4 e riesce a mantenere la testa della corsa, con una Red Bull che vola nel misto e fatica leggermente sul dritto. Sarà il filone di tutta la corsa.

Nel frattempo, Sebastian Vettel ha superato anche Russell e Magnussen ed è salito in 11a posizione e, quando sono passati dieci giri, è ai margini della zona punti.

Lewis Hamilton è il primo dei piloti di testa a fermarsi all’inizio del 12° passaggio. Per la coppia di testa bisogna attenderne altri due: Max Verstappen entra all’inizio del 14° ed è in questo giro che Leclerc approfitta per guadagnare tempo sulla Red Bull con pista libera. La Ferrari effettua il suo pit nel giro successivo ed il rientro in pista del monegasco è perfetto. Verstappen si tiene largo in frenata della prima curva e tenta di aggirare la Ferrari. Leclerc, memore di quanto successo in Austria, restituisce il favore mandando leggermente largo l’olandese e prendendosi la testa della corsa.

A prima sosta effettuata per i big la situazione vede Leclerc comandare davanti a Verstappen, Hamilton a 10 secondi, Perez a 15, Gasly a 17, Norris a 18 e Sebastian Vettel a 19. Il tedesco prosegue con le gomme dure e tenta di portarle il più in là possibile per montare, eventualmente, le soft al termine della corsa. Delusione per Lance Stroll, vittima di un pit stop disastroso nel corso del 15° passaggio quando si trovava in ottava posizione. La Racing Point riparte con la ruota posteriore destra che balla visibilmente per il disappunto del canadese, che appena superata l’uscita dei box deve accostare e ritirarsi.

Il vero gusto della gara resta davanti, dove i ruoli si sono invertiti. Charles Leclerc tenta di scappare, mentre Max Verstappen sfrutta le poche curve veloci del tracciato di Sakhir per stare sotto il secondo e poter usare il DRS per tenersi attaccato alla Ferrari. La Red Bull è agilissima nei tratti misti, in particolare nelle curve tra 5/7 e 11/13 e l’olandese è impegnatissimo a non perdere neanche un decimo prezioso.

Tra il 29° ed il 32° passaggio sono altri due i ritiri: prima Daniil Kvyat è costretto a fermarsi con l’AlphaTauri mentre occupa l’11a posizione; la nuova AT01 resta senza ERS e dal box viene suggerito al russo di spegnere la monoposto il prima possibile. Dopo una foratura alla posteriore sinistra e un giro intero percorso con la gomma che si sbriciola sul fondo della Racing Point, anche Sergio Perez è costretto ad abbandonare la corsa che stava conducendo brillantemente in quarta posizione. Un gran peccato per il messicano che, ricordiamo, sul podio di Sakhir era già salito quando il team si chiamava Force India.

Poco prima di arrivare alle soste ai box decisive la gara si infiamma nuovamente nelle prime posizioni. Charles Leclerc arriva nei pressi di un gruppo di doppiati che include Latifi, Magnussen, Grosjean e, più avanti, Russell. Verstappen, che nel frattempo aveva leggermente perso contatto, ne approfitta per un tentativo disperato di avvicinamento e la mossa gli riesce in modo fantastico. Nel corso del 37° passaggio l’indecisione del monegasco nel superare Kevin Magnussen gli costa la prima posizione: Max non ci pensa due volte a infilarsi tra curva 9 e 10 all’interno della Ferrari, sorprendendo l’avversario. L’occasione è ghiotta per sbarazzarsi subito del danese e del francese, mettendo tra sé e la Ferrari metri importanti per poi rientrare subito ai box per la seconda sosta, nella quale la Red Bull monta un altro set di gomme medie.

La Ferrari risponde un giro dopo con Leclerc, che rientra per la stessa scelta di mescola. All’uscita dei box il monegasco si vede passare davanti la Red Bull dell’olandese, che chiude il 39° giro con un vantaggio di due secondi sulla Ferrari quando mancano 17 giri al termine.

Nel frattempo si è fermato – finalmente – anche Sebastian Vettel. Il tedesco, che si trovava settimo dopo la prima sosta ai box degli altri big, ha proseguito con il suo ritmo su gomme dure perdendo – senza opporre resistenza – la posizione sulle McLaren di Sainz e Norris e guadagnando quelle su Gasly (vittima di un ritardo al pit) e del ritirato Perez, restando ben attento a non consumare gli pneumatici. D’aiuto, in questo, sono stati anche i giri iniziali sotto Safety Car. Il tedesco torna in pista dalla sua sosta sempre dietro al duo di Woking dopo il loro secondo pit ma con gomme soft nuove, unico dei primi a poterne disporre per il finale di gara.

A 16 giri dal termine abbiamo quindi Verstappen che comanda con un paio di secondi su Leclerc. I due hanno fatto il vuoto alle loro spalle: Lewis Hamilton, invitato dal muretto a rallentare ulteriormente per non mettere a rischio la PU, è ormai a 20 secondi. Seguono le McLaren di Sainz e Norris, rispettivamente a 28 e 30 secondi dalla testa, mentre Sebastian Vettel si trova a 7 secondi dall’inglese.

Iniziano quindi due rimonte ad opera dei due piloti della Ferrari. Charles Leclerc si lancia all’inseguimento di Max Verstappen, mentre Sebastian Vettel si pone come obiettivo minimo il quarto posto.

Con il tedesco che infila progressivamente tre giri veloci sotto il minuto e 33 portandosi a 2.5 da Norris, il monegasco è tornato a mordere le caviglie all’olandese della Red Bull, che ora si trova nella stessa situazione di inizio gara, quella dell’inseguito. All’inizio del 47° giro il monegasco ci prova in fondo al rettilineo principale, ma va lungo e Verstappen lo lascia sfilare all’interno per poi riportarsi in testa. Tutto da rifare. Nel frattempo l’altra Ferrari ha superato agilmente la prima delle due McLaren ed è già negli scarichi della seconda, quella di Carlos Sainz. Il sorpasso sullo spagnolo avviene nel corso del 49° passaggio. Il quarto posto è ora al sicuro ma l’appetito vien mangiando. Lewis Hamilton è davanti di otto secondi all’inizio del 50° giro, quando ne mancano quindi otto alla fine. Daniele Adani sprona Sebastian via radio: “proviamoci, possiamo farcela”.

In testa Leclerc è tornato ancora sotto alla Red Bull di Verstappen: invitato dal muretto a non esagerare e a ragionare prima di compiere un altro tentativo di sorpasso, il ferrarista si mette a studiare l’avversario per un paio di giri. Dietro, invece, l’altra Rossa è in modalità all-in. Vettel guadagna un secondo pieno al giro su Lewis Hamilton è ed in media precisa per arrivare negli scarichi della Mercedes in prossimità degli ultimi due giri.

Il colpo di scena che vale la vittoria arriva nel corso del 55° passaggio. Questa volta i doppiaggi premiano Charles Leclerc e, ironia della sorte, è ancora Esteban Ocon a metterci lo zampino. Il francese della Renault, che si trova in decima posizione, fa perdere incolpevolmente (questa volta…) tempo a Max Verstappen tra curva 11 e 13, quelle dove la Red Bull ha più vantaggio sulla Ferrari. All’inizio del 56° giro Leclerc è abbastanza vicino e dà sfogo alla Power Unit della SF1000 e al DRS, trovandosi davanti già all’uscita della corsia box. Verstappen tenta ancora di resistere all’esterno ma questa volta non c’è nulla da fare, la Ferrari è davanti.

Al muretto della Ferrari si esulta, ma c’è ancora un’altra battaglia da vincere ed è quella per la terza posizione, con Sebastian Vettel che all’inizio dello stesso passaggio è a 1 secondo e mezzo da Lewis Hamilton. La Ferrari non può ancora usare il DRS ma il ritmo con le soft è ancora ottimo.

L’attenzione, mentre un Max Verstappen eroico ed ormai sfinito tira i remi in barca, si sposta sulla Mercedes di Lewis Hamilton che chiede via radio più potenza per difendersi dal ritorno di Sebastian Vettel. Il suo ingegnere Bono lo rassicura: “stiamo facendo il possibile”. Non è però abbastanza, perché all’inizio dell’ultimo giro la Ferrari spalanca l’ala mobile ed il campione in carica non ha la possibilità di difendersi. Vettel si infila all’interno senza possibilità di replica e si porta sul gradino più basso del podio dopo una gara perfetta; il tutto sulla pista dove, un anno fa, un errore proprio durante la lotta con Hamilton aveva riacceso le critiche su di lui.

Charles Leclerc vince quindi con la Ferrari il Gran Premio del Bahrain 2020, un anno dopo la grande delusione del 2019. Sul podio con lui vanno un grande Max Verstappen con la Red Bull, arcigno e tenace nel tentare di contenere la Ferrari fino al penultimo giro, ed un fantastico Sebastian Vettel con la seconda Rossa.

Giù dal podio per la seconda volta di fila Lewis Hamilton: l’inglese precede il duo McLaren formato da Carlos Sainz e Lando Norris, che conferma la buona prestazione dell’Australia. Ottima la settima posizione di Pierre Gasly, che può recriminare su un errore ai box con diversi secondi persi. A chiudere la top ten Daniel Ricciardo con la Renault, un concreto Kimi Raikkonen con l’Alfa Romeo ed Esteban Ocon con l’altra monoposto del team francese, primo dei doppiati.

Ritirati

Il contatto del primo giro mette fuori gioco il vincitore del Gran Premio d’Australia Alex Albon con la Red Bull e Valtteri Bottas. Per il finlandese della Mercedes l’inizio del mondiale è davvero da dimenticare. Ritirati anche Daniil Kvyat con l’AlphaTauri – per lui confermato il problema all’ERS – e le due Racing Point di Sergio Perez e Lance Stroll, che viaggiavano spedite verso punti importanti. Per Sergio Perez è stata confermata la foratura che ha danneggiato irrimediabilmente il fondo. Il canadese, invece, si è dovuto fermare poco dopo il primo pit stop per colpa della ruota posteriore destra non correttamente avvitata per un problema alla pistola.

In classifica Charles Leclerc si porta in testa con 37 punti davanti a Vettel (34), Verstappen (29) ed Albon (25). Lewis Hamilton è quinto con 20 punti.

In classifica costruttori Ferrari comanda con 71 punti davanti a Red Bull (54) e McLaren (24).

Prossimo appuntamento il primo Gran Premio del Vietnam della storia, il 5 aprile, sul circuito di Hanoi.


Classifiche

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PS: Sta a voi scoprire la vera nota FAKE della gara…


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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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