[FakeGP] Carlos Sainz vince il Gran Premio di Monaco 2020. Bottas e Ricciardo sul podio

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Quale miglior modo per festeggiare l’annuncio del trasferimento in Ferrari, se non vincere il Gran Premio di Monaco? Carlos Sainz conquista la sua prima vittoria in carriera e riporta la McLaren al successo dopo sette anni e mezzo (Brasile 2012, Jenson Button) in una gara stravolta da un incidente in partenza che mette fuori gioco quasi tutti i big. Charles Leclerc, Max Verstappen, Lewis Hamilton, Alex Albon e Lando Norris non passano, infatti, la Sainte Devote. Valtteri Bottas resiste per oltre metà gara con il muso danneggiato e solo dopo la sosta ai box riesce a tornare in lotta, agguantando al penultimo giro la seconda posizione.

Le qualifiche avevano premiato Max Verstappen, autore della pole position con meno di un decimo di vantaggio su Charles Leclerc e tre Lewis Hamilton. Il monegasco, al via, ha tentato subito l’affondo sull’olandese e da qui è scaturito l’incidente che ha messo fuori gara anche il campione inglese, l’altra Red Bull e la McLaren di Norris, partito in terza fila con il quinto tempo davanti al compagno di squadra.

Sainz è stato abile ad evitare incredibilmente le vetture di fronte e non rimanere coinvolto nell’incidente. Bottas e Vettel, partiti in quarta fila dopo una Q3 pessima, hanno giovato della distanza dalle prime vetture per riuscire a passare – quasi – indenni da Sainte Devote.

Sul podio va anche Daniel Ricciardo con la Renault, autore di una gara regolare. Il vincitore dell’edizione 2018 lotta per tutta la gara contro Sainz fino al tentativo del terzultimo giro, dopo il quale desiste e perde anche la seconda posizione. Dietro un ottimo Sergio Perez quarto, davanti a Sebastian Vettel con la Ferrari superstite. Coinvolto anche lui nell’incidente al via, torna ai box senza ala anteriore e, dopo il cambio di muso, risale con caparbietà fino al quinto posto.

A punti anche un ottimo Kimi Raikkonen con l’Alfa Romeo davanti a Lance Stroll (ancora a punti dopo Barcellona), Ocon, l’ottimo George Russell e Romain Grosjean. Ritirati anche Antonio Giovinazzi e Kevin Magnussen per problemi tecnici.

Il risultato di Monaco rende la classifica piloti a dir poco incredibile: Lewis Hamilton mantiene la testa con 76,5 punti, ma dietro di lui ci sono due piloti a 76 (Bottas, Leclerc), uno a 75 (Vettel), uno a 70 (Sainz) ed uno a 67,5 (Verstappen). Il mondiale, dopo sette appuntamenti, viaggia sul filo di lana.


CRONACA

In griglia i primi quindici piloti sono tutti su gomma soft per la prima parte di gara. Il tempo è bello e non fa troppo caldo in quel di Montecarlo, la temperatura è perfetta. Il giro di ricognizione inizia con un problema per Kevin Magnussen, che non riesce a far partire la sua Haas e viene spinto dai suoi meccanici in pitlane.

Bastano pochi secondi per capire che sarà un Gran Premio di Monaco molto particolare. Max Verstappen parte bene dalla prima posizione ma Charles Leclerc, per vendicare la pole position persa per soli 66 millesimi, tenta subito un affondo ottimista sulla Red Bull dell’olandese all’ingresso di Sante Devote. Con Max tenutosi a centro carreggiata, il monegasco taglia dall’esterno e butta il muso al’interno con aggressività. Il contatto è inevitabile con le due monoposto che si mettono di traverso mentre arrivano le altre. Chi è subito dietro come Hamilton e Albon, partiti in seconda fila, non può scongiurare il contatto con le monoposto che restano pesantemente danneggiate. Dietro ancora arriva Norris che, nel tentativo di evitare la Mercedes dell’inglese, colpisce comunque la ruota posteriore destra dell’inglese rompendo un braccetto dello sterzo.

Ma non è finita: con Carlos Sainz che, con un paio di manovre assurde, riesce a sfilare tutto sulla destra monoposto e detriti, anche Valtteri Bottas e Sebastian Vettel escono non indenni dall’incidente. Il finlandese rimedia la rottura di un profilo dell’ala anteriore, mentre la Ferrari va via completamente senza ala.

Le altre monoposto, arrivate con un leggero di ritardo, riescono via via a sfilare lentamente ma è assolutamente necessario l’ingresso della Safety Car per permettere di liberare il tracciato dalle cinque vetture incidentate. I piloti, una volta passato il resto del gruppo, scendono dagli abitacoli ognuno con reazioni diverse. Verstappen fissa Leclerc andare via a braccia aperte, con il monegasco che non alza nemmeno la visiera del casco e se ne va; Lewis Hamilton si toglie il casco, guarda il gruppo di monoposto ferme in mezzo alla strada ed accenna un “no” col capo. Norris e Albon si guardano con sguardo interrogativo, come per chiedersi cosa sia successo. Tutti i piloti, comunque, stanno assolutamente bene ed è questo l’importante.

I piloti rimasti in pista vengono invitati a percorrere la corsia dei box per raggiungere la Safety Car, in attesa appena fuori dalla Pitlane. Passando completamente sulla destra dopo Sainte Devote, la fila di macchine può così evitare il groviglio di monoposto e detriti mentre le gru iniziano a fare il loro dovere.

Ci vogliono ben sette giri per rimuovere le cinque monoposto incidentate e per ripulire completamente l’asfalto dai detriti persi nei diversi contatti. Dietro la Safety Car, intanto, la classifica è questa: Carlos Sainz è primo davanti a Daniel Ricciardo, Sergio Perez, Valtteri Bottas, Kimi Raikkonen, Esteban Ocon, Lance Stroll. Il finlandese della Mercedes è stato invitato dal team, per ora, a rimanere in pista nonostante il danno all’ala anteriore. Sebastian Vettel, invece, è stato costretto a tornare ai box per cambiare il muso e si trova in quindicesima ed ultima posizione con la sua SF1000.

La gara riparte, o per meglio dire parte davvero, all’inizio dell’ottavo giro con Sainz che tiene dietro di sé Ricciardo, Perez e Bottas. Il circuito di Monaco non agevola i sorpassi e, nelle prime posizioni, non si vedono stravolgimenti particolari per una quindicina di giri. Dal fondo del gruppo, invece, Sebastian Vettel ha iniziato a rimontare con la Ferrari. Finito in quindicesima posizione dopo l’incidente del via, il tedesco si trova in decima piazza quando è passato un terzo di gara. Nel frattempo è arrivato il ritiro per Kevin Magnussen che, partito dalla pitlane dopo lo stallo nel giro di ricognizione, ha dato forfait all’inizio del 20° passaggio per un problema elettrico sulla sua Haas.

La Mercedes, nel frattempo, è d’accordo con Bottas per cambiare il muso sulla sua W11 durante il pitstop, in modo da dargli la possibilità di attaccare durante le fasi finali di gara. Dopo 30 giri Sainz tiene ancora a bada Ricciardo, Perez ed il finlandese della Mercedes, con i primi quattro racchiusi in 7 secondi. Kimi Raikkonen è invece staccato di una decina di secondi da Bottas con, dietro di sé, Ocon, Stroll, Grosjean, Gasly e Sebastian Vettel, ormai attaccato all’AlphaTauri del francese. Il sorpasso per la nona posizione arriva durante il 33° passaggio con una bella azione alla chicane del porto da parte del tedesco.

La gara è ora in attesa dei pit, soprattutto per quanto riguarda le prime posizioni. Il primo a fermarsi è Daniel Ricciardo che, con un secondo e mezzo di ritardo da Carlos Sainz, tenta così l’undercut sullo spagnolo. La sosta dell’australiano arriva nel corso del 36° passaggio. Un giro dopo arriva quella della McLaren: Sainz rientra in pista con la Renault che spunta da Sainte Devote a gomme calde. Ricciardo all’altezza del Casinò è sugli scarichi della Renault; nei primi due giri Sainz deve sudare le famose sette camicie per mantenere la prima posizione, con l’australiano che tenta di passare un po’ ovunque senza, però, trovare il varco decisivo.

Con Perez fermatosi al 39° passaggio e rientrato alle spalle dei due contendenti per la vittoria, con un paio di secondi di ritardo, Valtteri Bottas a pista libera può finalmente spingere per cercare di recuperare terreno. Nonostante il danno all’ala anteriore il finlandese fa segnare per quattro volte di fila il giro più veloce del circuito, girando anche meglio dei duellanti di testa che perdono tempo lottando tra loro. La Mercedes rientra all’inizio del 44° giro con la sosta che dura, in totale, 11 secondi. Grazie ai giri veloci ottenuti in precedenza, Bottas rientra a soli 5 secondi da Perez e può, quindi, lanciarsi all’inseguimento.

In zona top ten Sebastian Vettel ha seguito la stessa strategia del finlandese, rimanendo in pista mentre i suoi avversari provvedevano alla sosta. Dopo aver montato gomme medie nella sosta del primo giro, il pilota della Ferrari passa ad un altro treno di soft per andare a fine gara in vantaggio di mescola rispetto agli avversari. Nel corso del 47° giro Vettel si trova quindi in settima posizione avendo superato Stroll e Grosjean. Il francese della Haas, inoltre, ha perso parecchio tempo ai box per un problema ad un dado. Da segnalare il terzo ritiro dell’anno per Antonio Giovinazzi: anche per lui, come per Magnussen, un problema elettrico alla base della fermata decisiva.

Dopo 50 giri la situazione vede Carlos Sainz con un secondo e mezzo di vantaggio su Ricciardo, 4 su Perez e Bottas, con il finlandese ormai attaccato alla Racing Point e 20 su Raikkonen. Sebastian Vettel è a 23, in recupero sul finlandese, davanti a Stroll, Ocon, Grosjean e George Russell con la Williams che, approfittando del ritiro di Giovinazzi, è salito in decima posizione davanti a Gasly, Kvyat e Latifi, ultimo pilota in corsa.

Per una decina di giri le posizioni restano invariate: al 60° passaggio è Valtteri Bottas a dare la scossa con un bel sorpasso su Sergio Perez al tornantino Fairmont. Il messicano viene forse colto di sorpresa ed il finlandese sale così in terza posizione, partendo alla caccia di Daniel Ricciardo. Nel frattempo Sebastian Vettel è sulla coda del suo ex compagno Kimi Raikkonen, in attesa di trovare lo spunto per passare in quinta posizione dopo una buona rimonta.

Il sorpasso arriva ancora una volta alla chicane del porto al giro 66. Entrambi i piloti arrivano al limite, con l’Alfa costretta a tagliare la chicane. Il tedesco è così quinto. Davanti, come prevedibile, Bottas ha recuperato terreno su Daniel Ricciardo, a sua volta intento a non mollare il colpo su Carlos Sainz. Lo spagnolo mantiene circa un secondo di vantaggio sulla Renault, con il finlandese ormai a 1.5 dall’australiano quando mancano poco più di dieci giri al termine.

La lotta nelle ultime posizioni della top ten ripropone un film già visto. George Russell, infatti, si trova come nel GP di Spagna negli scarichi della Haas di Romain Grosjean con tutte le intenzioni di passarlo per salire in nona posizione. L’inglesino della Williams prova un paio di volte alla chicane del porto ma capisce in fretta che ci vuole qualcosa di più imprevedibile per sorprendere il francese. Il punto scelto è quindi quello della Rascasse, dove nel corso del 73° passaggio la Williams si infila millimetricamente all’interno della Haas per il tripudio del box inglese ed il disappunto di Steiner al muretto americano.

Ora l’attesa è tutta incentrata sulle prime tre posizioni. Carlos Sainz sembra ormai faticare a reggere gli attacchi di Ricciardo dopo un’intera gara da inseguito e il colpo di scena arriva durante il terzultimo giro. L’australiano tenta il tutto per tutto alla chicane del porto infilandosi all’interno della McLaren. Lo spagnolo chiude e i due si toccano leggermente, quanto basta per rovinare la parte destra dell’ala della Renault. Sainz riprende la testa della corsa senza problemi mentre Ricciardo, con l’ala rovinata, si trova ora alle spalle la Mercedes di Bottas. Il finlandese viene informato del problema all’ala dell’avversario e, mentre Sainz se ne va, tenta di restare vicino alla Renault nella prima parte del penultimo giro. In uscita dal Casinò Ricciardo scoda leggermente ed è qui che Bottas, con un’aggressività vista raramente, trova lo spazio per infilarsi al Mirabeau. Per la Renault non c’è niente da fare se non accodarsi.

La gara termina con Carlos Sainz che, dopo 78 giri, vince il Gran Premio di Monaco davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas ed alla Renault di Daniel Ricciardo. Per lo spagnolo è la prima vittoria in carriera. Al quarto posto un ottimo – anche se poco inquadrato – Sergio Perez con la Racing Point davanti alla Ferrari di Sebastian Vettel (autore del giro più veloce nel finale) ed all’Alfa Romeo di Kimi Raikkonen. Settima posizione per Lance Stroll con la seconda Racing Point – ottima gara anche la sua, a punti per la seconda volta di fila – ottava per Esteban Ocon con la seconda Renault, nona per un grande George Russell con la Williams davanti alla Haas di Romain Grosjean. Fuori dai punti le AlphaTauri di Gasly e Kvyat, ultimo Nicholas Latifi con la seconda Williams. Ritirati Hamilton, Verstappen, Albon, Norris, Leclerc, Magnussen e Giovinazzi.

In classifica piloti Hamilton comanda con 76,5 punti su Bottas e Leclerc (76) e Vettel (75). Il vincitore Sainz sale a 70, in quinta posizione. Nel Costruttori la Ferrari si porta a 151 punti dietro alla Mercedes capolista (152,5) e davanti alla Red Bull (111,5).

Prossimo appuntamento tra due settimane a Baku per il GP dell’Azerbaijan.

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista pubblicista per passione. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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