P300.it ha intervistato Christian Costoya, pilota di Prema Racing in F4 italiana ed E4 e membro del McLaren Driver Development Programme, durante il round di E4 al Paul Ricard
da Le Castellet – Non è un mistero che Christian Costoya sia uno dei talenti più interessanti della sua generazione. Il sedicenne di Silleda, dopo aver ottenuto numerosi titoli nel karting, sta svolgendo la sua prima stagione completa in auto, nella quale si è reso protagonista di diversi risultati rilevanti. Lo spagnolo ha raccontato la sua stagione e le sue ambizioni per il futuro in questa intervista esclusiva, svolta durante il round al Paul Ricard di E4. Buona lettura!
Ciao Christian, è un piacere averti qui con noi. Per rompere il ghiaccio vorrei farti una domanda molto personale: come ti sei approcciato per la prima volta a questo sport?
“Questo sport fa parte della mia vita. Ho cominciato a fare le prime gare già a 4 anni perché mio papà e mio zio erano piloti di kart. La mia passione è nata grazie a loro!”
A inizio anno hai svolto il salto in monoposto. Ti sei trovato subito a tuo agio o hai incontrato qualche difficoltà di adattamento?
“Sai, i primi test sono stati un po’ complessi perché, rispetto al kart, la F4 richiede una guida totalmente diversa, e cambiarla, visto che ho corso davvero per molto tempo con i kart, richiede chilometri e fiducia.”
Rimaniamo sempre sullo stessa tema. C’è stata un’area in cui ti sei sentito a tuo agio fin da subito in questa transizione?
“Forse la cosa più facile è stata capire i punti di staccata, visto che la F4 frena abbastanza forte e riesci a trovare in modo abbastanza naturale il limite in fase di frenata.”
Invece, c’è un’area in cui hai fatto fatica?
“Sicuramente le curve veloci, quelle dove devi frenare poco e fare trail braking per permettere la rotazione della macchina. Lì ci vuole un po’ di fiducia, devi sentirti a tuo agio sulla vettura, per farle bene. Diciamo che il cambiamento tra il mezzo che ho usato fino all’anno scorso e quello attuale si nota molto, dato che in kart raggiungi i 130km/h, mentre in F4 arrivi anche a 250.”
Hai debuttato in auto durante la UAE4, dove hai ottenuto dei risultati importanti. Potresti descriverci la tua stagione?
“Nella UAE4, abbiamo preso le prime gare quasi come un allenamento, in cui imparare le regole e adattarsi completamente allo stile di guida delle auto. Dopodiché, abbiamo iniziato a concentrarci sui punti dove migliorare. Siamo riusciti a ottenere una vittoria a Dubai e un terzo posto in Qatar, dei risultati molto positivi per essere alle prime esperienze che ci hanno permesso di guadagnare esperienza in vista della F4 italiana.”
A proposito di F4 italiana, potresti darci un bilancio della tua stagione europea fino a questo momento?
“Nei primi due weekend, quelli a Misano e a Vallelunga, ho avuto molta sfortuna, visto che mi sono ritirato più volte, perdendo di conseguenza molti punti per strada. Nelle gare successive ho notato una crescita in termini di velocità e di passo gara, visto che riesco a risalire la china anche se parto un po’ più indietro.”
Il campionato italiano di Formula 4 è il più importante al mondo, ma, nonostante ciò, sono molte le alternative valide. Perché hai deciso di venire a correre proprio in Italia?
“Questa decisione l’ho presa assieme a McLaren e All Road Management. Secondo me, si guadagna più esperienza nella F4 italiana, visto che ci sono i piloti migliori del mondo e, quindi, è il campionato con il livello più alto. Anche l’organizzazione è molto buona. Forse si riesce ad imparare di più qui rispetto ad altre serie simili.”
Quest’anno corri con Prema Racing, una squadra storica per quanto riguarda il panorama formula. Come ti trovi con il team?
“Mi trovo molto bene. Penso sia come una famiglia, dove tutti si aiutano e cercano di capire come migliorare assieme. Certo, è vero che stiamo facendo un po’ di fatica a trovare il setup perfetto, però stiamo lavorando insieme per cercare di ottenere i migliori risultati possibili.”
Sei un membro del McLaren Driver Development Programme. Quale pensi sia il più grande vantaggio che ti dà essere in un’academy?
“Questo programma mi sta fornendo un supporto importante per quanto concerne tutti gli elementi che fanno parte del mio essere un pilota. Parlando del punto di vista sportivo, Ho sempre con me un coach che mi aiuta ad analizzare i dati e che mi dà consigli. Avere un’academy alle tue spalle è un vantaggio importante in questo momento della carriera.”
Come ti prepari al weekend di gara?
“Prima delle gare faccio una sessione al simulatore da Prema. Cerchiamo di prepararci al meglio in quell’occasione.”
Passiamo a una domanda personale. Che obiettivi ti sei posto per il 2026?
“Il mio obiettivo è crescere nel corso della stagione. Anche se l’inizio non è stato dei migliori, voglio arrivare a fine campionato dicendo di aver fatto il massimo e di avere ottenuto dei bei risultati. La cosa più importante durante quest’anno è il progresso. Credo sia meglio una stagione come quella che ho appena descritto rispetto a una dove parti bene ma perdi terreno con l’avanzare delle gare.”
Parliamo di futuro a breve termine. Hai già qualche idea per il 2027?
“Non puoi prevedere quello che accadrà in futuro, devi focalizzarti sul presente e guardare avanti, anche se non così tanto.”
Siamo giunti alla nostra ultima domanda. Hai un sogno nel cassetto? Se sì, qual è?
“Il mio sogno è arrivare in Formula 1, meglio ancora se ci riesco con McLaren!”
Ringraziamo Christian per aver svolto l’intervista, James e Kacper di Prema per aver organizzato l’incontro con il pilota e McLaren per averci concesso la pubblicazione di questa chiacchierata.
Media: Paolo Pellegrini
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