L’alfiere di DAMS ha la meglio su Minì per 15 millesimi e su Varrone per 21. Tsolov inizia con il 4° posto, Câmara con il 5°
L’antipasto delle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria di Formula 2 ha sicuramente regalato quell’indecisione che fa pregustare una prova ufficiale davvero combattuta questo pomeriggio. Le prove libere dell’Hungaroring hanno infatti visto diciotto piloti racchiusi in otto decimi, ma con i primi sei in soli 199 millesimi. Davanti a tutti Dino Beganovic ha portato la vettura di DAMS al comando dopo un botta e risposta da parte dei vari piloti al vertice.
Buon inizio per tutti i protagonisti del campionato, con Minì che si è insidiato al secondo posto a 11 millesimi, mentre il leader della classifica Nikola Tsolov ha ottenuto il quarto tempo davanti a Rafael Câmara. Presente tra i migliori pure Alex Dunne.
La sessione è stata piuttosto regolare, escludendo l’unica interruzione avvenuta dopo venti minuti a causa dell’impatto contro le barriere di curva uno di Mari Boya, che ha portato all’esposizione della bandiera rossa per meno di dieci minuti.
CRONACA DELLA SESSIONE
Il primo tempo del nono weekend della F2 2026 è arrivato grazie a Joshua Durksen, che ha fermato il cronometro sul riferimento di 1:43.242, risultando ovviamente distante dai tempi di riferimento della qualifica dello scorso anno, ancora lontana 15 secondi.
Dopo i primi dieci minuti, Colton Herta ha posto la sua vettura al comando della sessione in 1:33.077, con un secondo di vantaggio su Ritomo Miyata. In questo lasso di tempo tutti i piloti sono usciti per svolgere almeno un out lap, ma tra loro solo in cinque hanno fatto registrare un tempo cronometrato.
A ridosso della chiusura del primo quarto d’ora, i piloti hanno iniziato ad abbassare i tempi con Miyata che si è portato al comando in 1:32.053, ma poi prontamente superato da Rafael Câmara in 1:31.484. Alex Dune si è invece issato al terzo posto a otto decimi dal leader della sessione e del campionato. Pochi minuti dopo a scendere sotto l’1:32 si sono proposti anche Colton Herta e Sebastian Montoya.
Il primo riferimento di Gabriele Minì è giunto solo dopo il quindicesimo minuto, ma il primo giro degno di nota del pilota italiano è stato registrato solo dopo quasi venti minuti, con il siciliano salito al secondo posto. Nel frattempo Camara ha progredito abbassando il limite a 1:31.144, con Montoya a un decimo, Minì a due, Stenshorne a quattro e Inthraphuvasak e Goethe a mezzo secondo.
Al 20esimo minuto della sessione la sessione è stata interrotta con una bandiera rossa in seguito al lungo contro le barriere di Mari Boya. Lo junior driver dell’Aston Martin, che già era finito lungo in curva 1, al giro successivo è andato al bloccaggio pesante, che a nulla è servito in quanto il pilota spagnolo ha chiuso la propria sessione sotto il muro di gomme. Fortunatamente nessuna conseguenza per il pilota, che è uscito autonomamente dalla vettura.
La bandiera verde è tornata a sventolare dopo sette minuti di stop forzato, con quasi tutta la griglia che è tornata subito in pista, ad eccezione di soli tre piloti.
Il primo a scendere sotto il muro dell’1:31 è stato Minì che si è portato al comando a meno di 15 minuti dalla fine, fermando il cronometro in 1:30.744. Dietro di lui Tsolov si è appropriato della seconda piazza per soli dodici millesimi su Camara. Intanto Maini, che aveva segnato il parziale record nel primo e terzo settore, non è riuscito a salire al comando a causa di un secondo intermedio all’altezza del siciliano.
Entrati negli ultimi dieci minuti, diversi piloti si sono portati sotto l’1:31, tutti risultando migliori di Minì. Il più rapido in questa fascia di passi in avanti è stato Dino Beganovic in 1:30.720, il quale ha rifilato 21 millesimi a Nico Varrone, 24 sul pilota di MP Motorsport. Migliore tra tutti era stato Tsolov, ma il pilota di Campos è stato successivamente arretrato per violazione dei track limits, con il bulgaro che ha visto cancellarsi il suo 1:30.603.
I distacchi microscopici hanno portato Minì a fare un passo in avanti, ma senza portarsi davanti alla vettura #7 di DAMS. il #9 è infatti migliorato di nove millesimi, salendo in seconda piazza. Dietro al gruppetto di testa, intanto, anche Camara, Dunne e Tsolov sono saliti nel gruppo dei piloti sull’1:30.
Sul finale solo Tsolov ha progredito con il bulgaro salito quarto a 137 millesimi da Beganovic. Dunne era invece salito da sesto a quinto, ma il suo tempo è stato rimosso in seguito alla violazione dei limiti del tracciato

Dino Beganovic inizia quindi il Gran Premio d’Ungheria risultando il più veloce in una sessione che si è decisa sul filo dei millesimi. I primi diciotto sono infatti racchiusi in poco più di otto decimi, con i soli Fittipaldi, Shields e Boya oltre il margine del secondo dal pilota di DAMS. Di questi diciotto, addirittura solo in quindici rientrano nel limite del mezzo secondo netto di ritardo dalla prima posizione.
Il leader del campionato Nikola Tsolov comincia il weekend con il quarto tempo a un decimo dal battistrada. Gabriele Minì, secondo in classifica, è invece anche secondo a quindici millesimi dal primo, mentre Rafael Câmara si è posizionato in quinta posizione.
La Formula 2 tornerà in pista tra poco meno di quattro ore, con la sessione di qualifiche che vedrà il semaforo verde accendersi alle 15:55.
Immagine di copertina: F2 / X
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