F2 | GP Spagna 2020: Matsushita vince la feature race davanti a Shwartzman

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Gomme inconsistenti e tre Safety Car sconvolgono la gara. Il giapponese vince dopo essere partito 18°

Ci sono gare lineari, perfettamente leggibili dallo spegnimento dei semafori alla bandiera a scacchi, e ci sono gare in cui succedono talmente tante cose che sono difficili da sintetizzare. La feature race del GP di Spagna 2020 della Formula 2, vinta da Nobuharu Matsushita, rientra decisamente in quest’ultima categoria.

Partendo dalla 18esima posizione, Matsushita ha vinto una gara particolarmente caotica caratterizzata da ben tre neutralizzazioni e da un consumo delle gomme completamente fuori controllo, tanto che chi aveva deciso di effettuare il primo pit stop ad inizio gara per passare dalle gomme morbide a quelle dure è stato poi costretto a fermarsi una seconda volta a causa dell’intervento della Safety Car.

Ma andiamo con ordine: in griglia di partenza l’unico tra i primi che monta gomme dure è Mick Schumacher: tutti gli altri prendono il via con le soft. Allo spegnersi dei semafori è proprio Schumacher a partire meglio di tutti, che tanto dalla quinta posizione va ad insidiare Ilott e Shwartzman che erano partiti dalla prima fila. Alla staccata della chicane Elf è però il russo a transitare per primo, seguito dall’inglese e dallo stesso Schumacher; seguono Zhou, Drugovich, Aitken, Tsunoda e Ticktum.

La bandiera verde rimane esposta per meno di un giro: Marcus Armstrong finisce infatti nella via di fuga della curva Repsol dopo essere andato tutto all’esterno nel tentativo di attaccare chi gli stava davanti. La macchina del neozelandese si insabbia e la Safety Car fa il suo ingresso in pista.

Si riparte all’inizio del terzo giro a posizioni immutate, con Shwartzman sempre al comando davanti ad Ilott e Schumacher. Il russo tiene la prima posizione fino all’inizio dell’ottavo giro, quando viene scavalcato di gran carriera da Ilott grazie al DRS.

Le gomme di Shwartzman non ne hanno più e al termine dello stesso giro rientra ai box per montare gomme dure. Ilott, nel frattempo, in una sola tornata ha guadagnato ben due secondi su Schumacher. Il pilota inglese si ferma ai box al termine del nono giro, dopo aver perso circa un secondo sul tedesco della Prema.

Schumacher passa così al comando con 2.5 secondi di vantaggio su Drugovich, che ancora non si è fermato ai box, e 7 secondi su Mazepin. Il pilota brasiliano tarda molto la sua sosta e si ferma solo al termine del 12° giro, dopo aver gestito in modo eccellente le sue gomme soft.

A questo punto inizia la classica lotta a distanza tra chi è partito con gomme dure e non ha ancora effettuato la sua sosta e chi invece, dopo essere partito con le soft, si è già fermato ai box.

Per una decina di giri Schumacher tiene botta, pur perdendo circa un secondo al giro nei confronti del pilota inglese della UNI-Virtuosi, poi tra il 18° e il 19° giro le gomme del tedesco hanno un crollo verticale: la Prema fatica a rimanere in pista, Schumacher perde tre secondi al giro nei confronti di Ilott e dopo 23 giri, a 14 dalla fine, rientra ai box per montare le gomme soft, tornando in pista in tredicesima posizione.

Nel frattempo l’aver gestito bene le gomme soft porta grande vantaggio a Drugovich, che con pneumatici più freschi rispetto a quelli di Shwartzman riesce prima a recuperare il distacco che lo separava dal pilota russo e poi a superarlo nel corso del 24° giro.

Nel corso dello stesso giro Giuliano Alesi va in testacoda al tornante La Caixa dopo essere stato toccato da Gelael e fa spegnere il motore, provocando il secondo ingresso in pista della Safety Car.

La neutralizzazione sconvolge completamente le dinamiche della gara: Ilott, che nel frattempo aveva recuperato la prima posizione in gara, torna ai box per montare nuovamente le gomme soft; la stessa mossa viene operata da Shwartzman, Zhou e Piquet, mentre Matsushita, partito con le gomme dure, approfitta a sua volta della situazione per effettuare la sua unica sosta e montare gomme soft.

Drugovich rimane in pista un giro in più proprio per evitare di accodarsi a Matsushita, suo compagno di squadra, nelle fasi del pit stop e per questo motivo perde il contatto con le posizioni di testa. Chi decide di non fermarsi affatto è Yuki Tsunoda, che tiene fede alla sua strategia ad un solo pit stop e resta in pista con gomme dure.

Si riparte al giro 29, dopo quattro tornate complete di neutralizzazione: Tsunoda si trova in prima posizione con gomme hard usate davanti a Ilott, Matsushita, Mazepin, Shwartzman, Aitken, Schumacher, Zhou e Drugovich.

Nel corso del primo giro dopo la ripartenza non ci sono grandi cambiamenti: l’unico sorpasso è quello di Schumacher su Aitken per la sesta posizione.

Il 30° giro sembra essere quello buono per il sorpasso di Ilott su Tsunoda, ma il giapponese tiene stoicamente la prima posizione alla staccata della chicane Elf; alle loro spalle, Matsushita mette pressione ad Ilott e, dopo aver percorso un paio di curve fianco a fianco, il giapponese si prende la seconda posizione passando all’interno della chicane Wurth; l’inglese si scompone in uscita di curva e permette anche a Shwartzman di superarlo.

Un giro e mezzo dopo, all’inizio del 32° giro, Matsushita attacca Yuki Tsunoda all’esterno della chicane Elf e, grazie al DRS, si prende la prima posizione. Shwartzman, subito dietro a lui, supera a sua volta Tsunoda all’esterno del curvone Renault e si porta in seconda posizione. Mentre il russo sta completando la sua manovra di sorpasso, Roy Nissany va a sbattere proprio all’esterno del curvone Renault e provoca il terzo ingresso in pista della Safety Car.

La corsa si trasforma in una gara a tempo e, quando la vettura di sicurezza torna ai box, c’è il tempo per completare solamente l’ultimo giro.

I primi due mantengono con relativa facilità le rispettive posizioni e Nobuharu Matsushita taglia per primo il traguardo con 1.5 secondi di vantaggio su Robert Shwartzman.

Alle loro spalle succede di tutto: Tsunoda deve difendersi dagli inseguitori che hanno gomme più performanti delle sue e viene scavalcato prima da Mazepin e poi da Zhou, che tagliano il traguardo in terza e quarta posizione. Il pilota russo viene successivamente penalizzato di cinque secondi per essere rientrato in modo scorretto in pista dopo aver tagliato la chicane 1-2, pertanto il podio viene ereditato dal cinese del team UNI-Virtuosi.

Quarto viene classificato Tsunoda davanti ad Ilott, che chiude solamente quinto una gara che, fino ai due terzi della distanza, sembrava saldamente nelle sue mani. Sesto è Schumacher davanti a Drugovich e a Ghiotto, che grazie alla penalità di Mazepin conquista l’ottava posizione e la pole position per la sprint race di domani. Dan Ticktum e Louis Deletraz completano la zona punti.

In classifica generale Ilott mantiene la prima posizione con 120 punti contro i 103 di Shwartzman e gli 87 di Lundgaard.

L’appuntamento con la sprint race è per domani alle 11:10

Immagine di copertina da https://twitter.com/FIA_F2

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