F2 | GP Belgio 2022, Feature Race: Jack Doohan vince grazie alla strategia, Drugovich, secondo, gestisce

F2
Francesco Gritti - 28 Agosto 2022 - 13:32

Jack Doohan triplica i suoi successi nella sua prima stagione in Formula 2. Il diciannovenne australiano tiene a freno il leader Drugovich, partito dalla pole, con una strategia in undercut e una velocità senza pari. Terzo, staccato, Liam Lawson


Dopo una stagione di pausa la Formula 2 torna al Circuit de Spa Francorchamps per il round 11 di campionato, contorno al Gran Premio del Belgio. Le vetture motorizzate Mecachrome dovranno affrontare nella feature race, l’appuntamento principale del weekend, 25 tornate del circuito più lungo del calendario, portando la prova alla lunghezza di 175,1 km.

Il circuito, nato nel 1921 come un cittadino tra le strade di Stavelot e Malmedy, ha subito molte modifiche prima di arrivare allo stato attuale, tra cui la tasformazione in un circuito semipermanente (molto simile a quello odierno) nel 1979 e le modifiche del 2000, che hanno reso Spa un circuito a tempo pieno (è stato eliminato dalla circolazione ordinaria il tratto dell’ultima chicane, denominata Bus Stop).

Nella sua ultima edizione, il Round del Belgio di Formula 2 ha regalato due manche molto interessanti, vinte da Yuki Tsunoda e Robert Shwartzman. C’è anche però da ricordare la tragica edizione del 2019, in cui perse la vita in un incidente dopo l’Eau Rouge il promettente francese Anthoine Hubert.

Il circuito, riasfaltato e abilitato anche per le competizioni motociclistiche lo scorso inverno, non presenta modifiche al layout. La lunghezza rimane di 7,004km, così come restano 20 le curve, 11 a destra e 9 a sinistra per compiere un giro completo. Non si può non citare alcuni tratti storici, come il tornatino di La Source, uno dei più stretti del campionato, oppure la chicane di Les Combes, punti di sorpasso grazie all’utilizzo del DRS sul rettilineo di partenza e su quello del Kemmel.

La griglia subisce qualche modifica durante la pausa estiva. Campos Racing cambia entrambi i suoi piloti rispetto a quelli che hanno corso all’Hungaroring. Ralph Boschung torna a bordo della vettura numero 15 dopo tre gare di assenza dovute ai dolori al collo. Per lo svizzero è più che altro un test prolungato, dato che i sintomi non sono del tutto scomparsi, ma vista l’assenza di Roberto Merhi, impegnato a Suzuka nel Super GT sull’Audi del Team Le Mans, ha deciso di verificare la resistenza del suo corpo.

Al posto di Olli Caldwell, obbligato a saltare una gara per il raggiungimento di 12 punti di penalità, sale in macchina Lirim Zendeli, già impegnato nella categoria la scorsa stagione da MP Motorsports. Senza un sedile fisso, il tedesco ha deciso di tornare nel circus dopo l’apparizione in Formula 3 a Catalunya.

Oltre a Campos, anche Charouz cambia le carte in tavola, costringendo Bolukbasi (pilota nato ai simulatori alla seconda stagione in carriera) a lasciare il sedile a Tatiana Calderon, dati i suoi munifici sponsor e la volontà della colombiana di tornare in Europa dopo una difficile campagna in Indycar. Per lei è il ritorno in F2, dopo una stagione 2019 magra di risultati. David Beckmann viene confermato al posto di Jake Hughes in Van Amersfoort Racing fino al termine della stagione. L’inglese ha deciso di dedicarsi unicamente alla Formula E, categoria in cui correrà nella prossima stagione.

La gara

In partenza Felipe Drugovich sbaraglia tutti dalla pole position. Il brasiliano prende subito distacco dal resto delle vetture, complice anche il pessimo start dell’altro brasiliano, Pietro Fittipaldi, partito di fianco a lui. Chi invece scatta bene è Doohan che, quarto in griglia, si ritrova secondo dopo il primo passaggio a La Source.

Pifitti cade in un baratro nelle prime fasi di gara. Oltre all’australiano, anche Beckmann approfitta del brasiliano al primo giro, superandolo a Les Combes. Lo start peggiore è però quello di Vesti. Il danese scivola di ben 6 posizioni al primo giro, trovandosi in P20 sulla linea del traguardo.

Già al giro 3 avviene il primo colpo di scena. La ART di Theo Pourchaire, secondo in campionato, si ammultolisce sul Kemmel. Il ragazzo francese rientra al box in lacrime e addirittura sembra non volere uscire dall’abitacolo. Il guasto costa caro, vista la forma di Drugovich e l’arrivo di nuovi pretendenti al titolo in grado di rubare punti preziosi.

Altro fatto importante al giro 4. Un plotone di una decina di vetture è in lotta per la zona punti e, fra loro, si trovano Nissany e Daruvala. I due vanno al contatto, lasciando segni evidenti sulla Prema dell’indiano. La direzione gara espone la bandiera nera e arancione per quest’ultimo: deve rientrare ai box e provare a risalire la classifica nonostante il danno.

Al giro 6 la direzione gara comincia a svolgere il lavoro sporco. Hauger sorpassa Iwasa a Les Combes tagliando il tracciato e guadagnando un netto vantaggio: sono 5 secondi di penalità per il campione F3. La stessa mossa l’ha tentata Fittipaldi per difendersi da Lawson il giro precedente, ma avendo restituito la posizione alla #5, si è deciso di non intervenire.

La girandola delle soste inizia al giro 7. I piloti partiti con gomma morbida si recano in massa al proprio box, pronti a montare un nuovo treno di gomme medie. Proprio in questa fase Sargeant è autore di un unsafe release, che lo porta quasi al contatto con una vettura sopraggiungente. Al momento la direzione gara non si è ancora espressa sull’accaduto, stessa cosa per il pit infringement di Boschung.

I due protagonisti si fermano più tardi rispetto alla fitta schiera di vetture. Doohan si ferma al giro 9, tentando l’undercut su Drugovich, ultimo fra i piloti su soft ad attuare la sosta. In questa fase il primo giro su medie di Doohan è critico per l’andamento della gara. L’australiano figlio d’arte crea un capolavoro sugli pneumatici ancora freddi e si porta davanti al leader di campionato appena quest’ultimo esce dalla pit lane. Le difficoltà di adattamento del brasiliano sulla nuova mescola aiutano il rivale a fuggire.

Dopo il revival Lawson-Fittipaldi al giro 10, conclusosi allo stesso modo del precedente, sempre a Les Combs si verifica un altro fatto interessante. Hauger cerca l’attacco su Armstrong. il kiwi costringe il norvegese a tagliare il tracciato, ma quest’ultimo usa tutta la via di fuga per avvantaggiarsi. Per questo motivo, al giro 12, i secondi di penalità diventano 10 per Hauger, ma non solo. Il comportamento di Armstrong è stato giudicato irregolare, quindi anche per lui fiocca una penalità di 5 secondi.

Al contempo Doohan e Drugovich sono riusciti a raggiungere Cordeel e Sato, ultimi tra i piloti partiti con gomma media. I due pretendenti al titolo li attaccano, ma la resistenza aggressiva da parte del rookie belga porta molti grattacapi al leader virtuale della corsa.

Tra il giro 14 e il giro 16 anche i piloti partiti con gomma media optano per passare alla morbida, desiderosi di molti sorpassi nel finale di gara. Fra questi piloti si trovano Zendeli, il cui box è autore di un pit infringements, e Verschoor, leader provvisorio della corsa, rientrato nono dopo la sosta. Doohan prende la testa, ma Drugovich non molla e cerca di poter cercare il sorpasso vincente.

Nei giri seguenti non ci sono grosse sorprese. Verschoor supera uno dopo l’altro i piloti su gomma media sfruttando le zone DRS e un’aggressività alla guida senza pari. Armstrong, Hauger, Beckmann, Sargeant e Fittipaldi vengono infilati senza speranze dall’olandese della Trident. Davanti Doohan scappa, lasciando a Drugovich il compito di gestire la posizione.

Appena dopo il giro veloce di Daruvala, rientrato al box al giro 20 per montare un nuovo treno di soft, la gara subisce una neutralizzazione. Lirim Zendeli finisce la sua esperienza in F2 parcheggiando la sua vettura nella via di fuga di curva 11. Viene chiamata la VSC per la seconda metà del ventiquattresimo giro, il tempo che serve ai commissari per spingere la macchina fuori dal percorso.

Al termine dei 25 giri Jack Doohan vince la feature race in Belgio. Per il rookie australiano, figlio del leggendario Mick Doohan (5 volte campione del mondo di 500cc nel motomondiale) è la terza vittoria stagionale, che lo issa al quarto posto nel campionato piloti. Felipe Drugovich conclude secondo un finale di gestione, che gli permette di allungare sui rivali, mentre chiude terzo Liam Lawson, autore di un ottimo weekend (da ricordare la vittoria nella sprint race).

La zona punti continua con Verschoor, abile nello sfruttare la strategia, Fittipaldi, Sargeant, Beckmann, Iwasa, Vips (partito dal fondo e anche lui velocissimo nel finale su gomme soft) e Novalak. La penalità toglie una posizione sul risultato finale di Hauger, però non influisce sul punteggio, dato che la P11 e la P12 danno lo stesso 0 punti. Armstrong, invece, con o senza penalità, avrebbe comunque chiuso tredicesimo. Il punto del giro veloce non viene assegnato in quanto Daruvala non ha terminato in top 10.

La situazione campionato è sempre più a favore di Felipe Drugovich. Il brasiliano di MP Motorsport aumenta il gap dagli inseguitori (primo fra tutti Theo Pourchaire), con la possibilità remota di chiudere i giochi già a Zandvoort. I 205 punti del leader sono ben 43 in più rispetto a quelli dell’inseguitore francese, perciò in caso recuperi 35 punti (su 39 possibili) si potrebbe laureare campione piloti con 2 round di anticipo.

Nonostante il weekend negativo e una gara conclusa con 0 punti finali ART Grand Prix è ancora in testa a un campionato team molto aperto. La scuderia francese non ha di che lamentarsi, visto che si trova a quota 253, ma altre due squadre sono molto vicine. Carlin, nonostante non partecipi attivamente alla lotta per il titolo piloti, si trova a sole 12 lunghezze dalla capolista francese, mentre MP Motorsports, nonostante il leader indiscusso dalla propria parte, fatica a trovare competitività con la seconda guida Novalak, rimanendo a 232 punti, 21 da ART.

La classifica di gara

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Prossimi appuntamenti

Il weekend belga non si è ancora concluso, anzi, deve ancora arrivare alla portata principale. Appena dopo la fine della feature race Spa ospiterà il round 6 di Porsche Supercup, campionato GT di supporto alla categoria principale, la Formula 1, ultimo appuntamento di giornata. Alle 15.00 il campionato più seguito al mondo darà vita al round 14, il primo dopo la lunga pausa estiva. I piloti di Formula 2 torneranno in azione il prossimo weekend a Zandvoort per il round 12, terzultimo prima di Monza e del finale a Yas Marina. Oltre alla F1, il tracciato olandese ospiterà anche altre serie di supporto, tra cui la Formula 3 e la Porsche Supercup.

Immagine: Twitter / Formula 2