F1 | Violazioni in gara e penalità: le decisioni vanno prese durante la corsa perché da Sport non diventi altro

di Paolo Filisetti @paolofilisetech
6 Ottobre 2022 - 20:35

A Singapore ancora polemiche sulla Direzione Gara. Quando possibile le decisioni devono essere tempestive

Mentre l’esito del report della FIA riguardante i Budget Cap è stato rinviato a lunedì 10 ottobre, in considerazione della complessità delle analisi che devono essere esperite sulla documentazione dei bilanci della Red Bull e non solo, se viene a mancare un argomento di grande rilevanza, ne possiamo trattare uno non meno rilevante e comunque recente, perché risale allo scorso Gran Premio di Singapore. Ovvero la prontezza e le modalità con cui la Direzione Gara ha gestito le penalità inflitte a Sergio Pérez.

Non vogliamo discutere sul fatto che sia stato giusto o meno comminare i 5 secondi sulla seconda violazione così come una reprimenda per la prima. Non entriamo in merito su questa valutazione, che possiamo anzi anche ritenere appropriata visto che nel primo caso era corretto dare un avvertimento al team e poi, successivamente, penalizzare la reiterazione dell’infrazione per la distanza massima di dieci vetture dalla Safety Car.

Quello che vogliamo porre all’attenzione è la decisione automaticamente presa dai commissari di posticipare l’analisi e le eventuali sanzioni relative alle due infrazioni nel dopo gara. Quello che vogliamo sostenere non è una mancata applicazione del regolamento, perché questo è stato invece applicato alla lettera. Il regolamento, però, non prevede che qualsiasi decisione debba essere presa dopo la gara. Devono cioè essere presenti forti motivazioni di incertezza nel collegio dei commissari per posticipare una decisione.

L’incertezza a Singapore non c’era: i commissari hanno avvisato immediatamente il muretto Red Bull al fine di informare Pérez di rispettare la distanza massima dalla Safety Car. E, nel secondo caso di ingresso della vettura di sicurezza, le immagini hanno mostrato chiaramente come Pérez avesse superato ampiamente la distanza delle dieci vetture, il che rappresenta anche un vantaggio nel warming up delle gomme in vista della ripartenza.

F1 | Violazioni in gara e penalità: le decisioni vanno prese durante la corsa perché da Sport non diventi altro

Non c’erano quindi dubbi sulle infrazioni: non si capisce per quale motivo, sia nel primo caso, sia nel secondo, la gestione non sia stata immediata con l’informazione grafica dell’investigazione e poi della relativa sanzione. Questo senza voler sostenere che una gestione rapida avrebbe cambiato il corso della gara, magari con la possibilità che Leclerc potesse vincere disputando una corsa diversa nei confronti di Pérez.

Nel corso dei giorni scorsi si è alzata la polemica da parte del pubblico: alcuni media hanno portato alla luce il fatto ritenendo però impropria la lamentela sul ritardo operativo da parte dei commissari. Alcuni hanno sostenuto che la ricerca di una penalità immediata vada nella direzione dello show business a tutti i costi. In realtà si tratta dell’opposto.

Se si svuota di significato ciò che accade in pista, con il risultato che può essere sovvertito dalle decisioni post gara (ciò può legittimamente avvenire per tutta una serie di questioni di carattere tecnico o di situazioni controverse, che richiedono un approfondimento non possibile durante la corsa), anche per infrazioni per cui sarebbe facile e rapido dare un verdetto di assoluzione o di colpevolezza, si perde quella che è l’importanza della gara, come se tutto ciò che si disputa sul tracciato non avesse senso.

Questa rappresenta, quindi, una deriva pericolosa verso lo show business puro. Lo sport prevede che anche nel corso della gara, e per questo esiste la Direzione Gara, questa deve agire tempestivamente per gli episodi che non richiedono un reale approfondimento. Altrimenti la sua funzione diventerebbe inutile e sarebbe un po’ come se, nel calcio, ci si rivolgesse unicamente al VAR alla fine delle partite, con la differenza che in F1 è possibile però ribaltare un risultato.

Al contrario di quanto sostengono alcuni media, chiedere l’immediatezza nelle decisioni non rappresenta una spinta verso lo show business. Si difende, anzi, la prerogativa dello sport, ovvero che sia rilevante tutto ciò che accade in pista e che sia questa a fornire il risultato finale della gara, tranne nei casi in cui sia effettivamente necessario un intervento al termine dei commissari. Questa non deve quindi essere la norma ma l’eccezionalità: le decisioni devono essere prese subito quando è possibile: questo è fondamentale per il rispetto del DNA di questo sport, delle sue caratteristiche di sport e non di puro spettacolo.

Immagine: Red Bull Media