F1 | Vettel su temi sociali e futuro della F1: “C’è bisogno di azioni e non solo parole”

Sebastian Vettel affronta i temi dell’uguaglianza sociale, della sostenibilità e del futuro della F1 in un’intervista a Motorsport-Total.com

Sebastian Vettel ha rilasciato una lunga intervista al sito tedesco Motorsport-Total.com parlando di temi che gli stanno molto a cuore, come la sostenibilità, la protezione dell’ambiente e l’uguaglianza sociale. Le parole di Sebastian sono sempre anche accompagnate dalle azioni. Basti ricordare il suo coinvolgimento in un progetto austriaco per la protezione delle api o la raccolta dei rifiuti sulle tribune di Silverstone dopo la conclusione del Gran Premio. Non ultimo il casco utilizzato in occasione del Gran Premio di Turchia lo scorso weekend. Un disegno speciale per sensibilizzare sul tema degli oceani sempre più inquinati dalla presenza della plastica.

Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano la passione e la volontà del pilota tedesco di portare avanti ciò in cui crede fermamente, senza mai tirarsi indietro quando deve esprimere la sua opinione personale.

Sebastian ha parlato innanzitutto dei diritti umani e della diversità, facendo riferimento alla campagna della Formula 1 #WeRaceAsOne e ad alcuni paesi con cui sono stati conclusi degli accordi per inserire nuovi circuiti in calendario. Il pilota dell’Aston Martin spera in una maggiore azione da parte della Formula 1 e non solo un messaggio fatto di parole.

“Andiamo in alcuni paesi e stendiamo un enorme tappeto con messaggi carini. Ma c’è bisogno di qualcosa di più delle sole belle parole; c’è bisogno di azioni. Non so quale sia la strada migliore per comunicare, non solo attraverso una bandiera che viene stesa sul circuito per un paio di minuti. Ma sono sicuro che il nostro sport potrebbe esercitare una grande pressione e potrebbe essere anche un grosso aiuto per diffondere maggiore equità nel mondo.”

Questo è anche il motivo per cui il pilota tedesco non crede che lo sport debba essere neutrale e non debba immischiarsi nei problemi del mondo, anzi potrebbe diventare un esempio morale: “A un certo punto le persone che gestiscono il nostro sport devono chiedersi: lo sport è un esempio morale? Si può dire di no a certe cose o diciamo sempre sì a ogni grande affare che è dietro l’angolo, ma per ragioni sbagliate?”

Il coinvolgimento del pilota tedesco nella tutela dell’ambiente ha fatto sì che diventasse bersaglio di critiche che lo accusano di essere diventato ambientalista, ma di continuare comunque a correre in Formula 1. Sebastian risponde parlando del futuro della Formula 1 e di come potrebbe diventare più “verde” secondo il suo punto di vista.

“La critica è giustificata perchè la Formula 1 non è verde. Viviamo in un periodo in cui ci sono innovazioni e possibilità di rendere il nostro sport più ecologico, senza perdere lo spettacolo, l’eccitazione, la velocità, la sfida e la passione. Penso che le regole siano molto entusiasmanti, il motore è super efficiente, ma è inutile perchè non sarà utilizzato sulle auto che verranno acquistate fra due anni. Quindi che significato ha? Ci sono alcune cose di cui si parla per i regolamenti futuri che potrebbero spostare il cambiamento su aree più rilevanti. Se è così è un bene per la Formula 1, ma se così non fosse non sono così ottimista. Credo che allora la Formula 1 scomparirà e forse giustamente.”

La Formula 1 ha annunciato l’introduzione di un carburante sostenibile al 100% entro il 2030, ma Vettel non è così convinto che questa possa essere la soluzione migliore, anche se riconosce lo sforzo della decisione della massima serie motoristica di cercare una via alternativa al futuro.

“Non sono un specialista di combustibili, ma sono più un fan dei carburanti sintetici. L’anno prossimo avremo solo il 10% di carburante E10 e questa non è una rivoluzione dal punto di vista tecnologico. Si può acquistare questo tipo di carburante già da molti anni ai distributori in tutto il mondo. Non credo che ciò corrisponda alle ambizioni della Formula 1 di voler essere all’avanguardia tecnologicamente. Reagiamo invece di essere proattivi e dare l’esempio. Con i carburanti sintetici abbiamo la stessa possibilità perchè i motori sono congelati dal 2022. Ci sono alcune voci che dicono che qualcosa potrebbe cambiare prima, ma i motori rimarranno congelati fino al 2025, forse fino al 2026. Questo significa altri 5 anni senza passi in avanti e questo metterà il nostro sport sotto un’enorme pressione perchè in questi cinque anni ci saranno tanti cambiamenti in tutto il mondo.”

Infine Sebastian ha commentato il calendario del 2022 che prevederà al momento 23 gare, un numero maggiore rispetto agli anni in cui ha iniziato a correre in Formula 1, quando c’erano più test e meno gare.

Questa è solo la mia opinione e non conta, ma penso che non dovremmo avere così tante gare. Ci sono una serie di ragioni per questo. Intanto sono forse troppe gare per le persone che vogliono vederle. Non c’è più niente di speciale se sono così tante. In secondo luogo penso che noi piloti siamo dalla parte migliore delle cose. Possiamo arrivare il mercoledì sera e partire la domenica sera se troviamo un volo. Il team invece ha molto più stress. Arriva lunedì o sabato della settimana precedente la gara, prepara il garage, le auto e poi bisogna smontare, spedire indietro e preparare in fabbrica.

In un momento in cui le persone sono diventate sempre più consapevoli di avere anche una vita e che questa non appartiene al loro datore di lavoro, trovo critico andare avanti in modo tale che ci siano sempre più gare. Dobbiamo provvedere affinchè le persone abbiano un equilibrio tra la loro vita a casa e il tempo che passano in giro per il mondo. Dovrebbe esserci un numero di gare che sia sostenibile in modo tale da mantenere la passione e fare in modo che non si esaurisca dopo due o tre anni.”

Immagine di copertina: Twitter Aston Martin F1

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