L’olandese l’unico a prendere le difese della nostra pista con convinzione, sia l’anno scorso che adesso
Le parole di Max Verstappen su Imola e sulla possibilità che la Formula 1 chiuda la stagione sulle rive del Santerno rappresentano il miglior spot che l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari potesse ricevere. Perché se gli scenari di guerra in Medio Oriente dovessero rendere impossibile disputare le gare in Qatar o ad Abu Dhabi, non esiste una lista di candidature o una corsa tra circuiti pronti a subentrare: Imola è l’alternativa individuata dalla Formula 1.
Per questo motivo gli sforzi messi in campo dall’autodromo emiliano per farsi trovare pronto tra il 4 e il 6 dicembre assumono ancora più valore. E il fatto che Liberty Media abbia già predisposto un piano operativo è un segnale evidente: nel Circus credono nella capacità di Imola di ospitare un eventuale finale mondiale. Eppure, mentre in Romagna si lavora, dal paddock sono arrivate dichiarazioni che definire sorprendenti è quasi riduttivo.
A rompere gli schemi è stato proprio Verstappen.
“Di solito mi piace andare in quei Paesi. Ma se sai che la guerra è molto vicina e che alcuni Paesi sono in conflitto tra loro, allora penso che non dovresti andarci. Non importa se hai un contratto o no”.
Parole nette, accompagnate da una riflessione che qualsiasi appassionato di motorsport avrà apprezzato.
“Ho visto che a Imola, in quel periodo, generalmente la temperatura massima è di 15°C e piove molto. Credo che con le gomme da pioggia sarà il caos. Ma penso che vada bene così. È un bel circuito”.
Poche parole, ma sufficienti per ricordare a tutti perché Imola continui a essere una delle piste più amate dai piloti. Una pista vera, tecnica, impegnativa e capace ancora oggi di mettere alla prova uomini e macchine.
Le dichiarazioni di Verstappen arrivano in netto contrasto con quelle di Lewis Hamilton. Il pilota Ferrari ha infatti sostenuto che ad Abu Dhabi si potrebbe andare tranquillamente, perché le notizie che arrivano dalla regione sarebbero rassicuranti. Una posizione che lascia qualche perplessità e che colpisce ancora di più considerando che arriva da un pilota della Ferrari. Proprio lui che potrebbe trovarsi a correre un’eventuale gara decisiva davanti al pubblico italiano e nella terra che più di ogni altra vive di passione per il Cavallino.
Come se non bastasse, nelle ultime ore sono arrivate anche le dichiarazioni di Valtteri Bottas e George Russell.
Il finlandese ha scelto la strada dell’ironia:
“Ultima gara a Imola? Non mi esalta, fa freddo e poi ci sono le tasse italiane”.
Una battuta che assomiglia più a quella di un ministro delle Finanze che a quella di un pilota di Formula 1 e che finisce, inevitabilmente, per trasformarsi in uno spot negativo non soltanto per il circuito, ma anche per il Paese che lo ospita.
A quel punto, ancora una volta, è stato Verstappen a chiudere la partita.
“Ci sono posti peggiori di Imola in cui stare durante l’inverno. Farà un po’ più freddo e farà buio un po’ prima, ma penso che siamo tutti abbastanza intelligenti da assicurarci di non guidare al buio. Non c’è alcun problema fiscale. Basta pagare le tasse”.
Game, set e match.
Più difficile da comprendere, invece, la posizione espressa da George Russell.
“Abu Dhabi ha sempre offerto un grande spettacolo ed è a tutti gli effetti il finale di stagione. Adoro Imola come circuito, ma non penso abbia quel tipo di carattere che Abu Dhabi offre per una gara che decide la stagione”.
Parole che denotano una conoscenza piuttosto superficiale della storia della Formula 1. Pensare che Abu Dhabi rappresenti il contesto ideale per un epilogo mondiale e che Imola non abbia il carattere necessario significa ignorare il peso storico di un circuito che ha scritto pagine fondamentali della categoria.
Si può preferire Yas Marina per motivi commerciali, logistici o televisivi. Ma sul piano del fascino, della tradizione e delle emozioni che una pista sa trasmettere, il confronto appare decisamente meno scontato.
Le dichiarazioni di Russell hanno inevitabilmente un peso, soprattutto considerando che il britannico è coinvolto nella lotta mondiale con Kimi Antonelli. Ma sono parole che difficilmente troveranno molti sostenitori tra gli appassionati italiani.
E mentre da Maranello, almeno su questo tema, continua a regnare il silenzio, ancora una volta è Max Verstappen ad apparire come la voce più lucida e pragmatica del paddock.
Forse l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari dovrebbe davvero consegnargli simbolicamente le chiavi dell’impianto. Perché negli ultimi giorni, così come l’anno scorso dopo l’ultima gara corsa al Santerno, nessuno ha difeso Imola meglio del quattro volte campione del mondo. E nessuno, probabilmente, ha saputo ricordare così bene al mondo della Formula 1 quanto sarebbe affascinante vedere un Mondiale decidersi tra Tamburello, Acque Minerali e Rivazza.
Immagine di copertina: Media Red Bull
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