F1 | FIA, Tombazis: “Non vogliamo controversie sul rapporto di compressione”

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 10 Febbraio 2026 - 12:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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F1 | FIA, Tombazis: “Non vogliamo controversie sul rapporto di compressione”

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Il direttore FIA per le monoposto ha parlato della polemica degli ultimi mesi

In un video rilasciato ieri dalla FIA, Nikolas Tombazis e Jan Monchaux, rispettivamente direttore dell’area monoposto e direttore tecnico, hanno risposto ad alcune domande poste dai fan relativamente ai regolamenti 2026 che vedremo all’opera da questa stagione. Uno degli argomenti principali è stato, ovviamente, quello del rapporto di compressione che tante polemiche ha scatenato nelle ultime settimane. Ecco come la situazione è stata spiegata:

Tombazis: “Con questi regolamenti, sin dall’inizio, volevamo attirare nuovi costruttori e credo che ci siamo riusciti abbastanza bene: al momento abbiamo cinque produttori di power unit, con un altro in arrivo (GM, ndr). Se non avessimo introdotto questi cambiamenti, probabilmente oggi ne avremmo solo due, e sarebbe stato un problema.

Dato che i nuovi costruttori partivano molto indietro rispetto a quelli già presenti, abbiamo dovuto creare delle condizioni che permettessero loro di entrare in F1 su un piano più equo. Altrimenti sarebbero rimasti troppo distanti e, con i limiti di costo e le restrizioni, avrebbero faticato a recuperare terreno.

Una delle condizioni per il loro ingresso è stata l’introduzione di alcune semplificazioni (rimozione dell’MGU-H, ndr) e riduzioni dei costi. Il rapporto di compressione rientra proprio in questo ambito, con la riduzione da un limite di 18:1 – che, francamente, limite non era perché difficilissimo da raggiungere – a 16:1, che rappresenta un compromesso.

Naturalmente, gli ingegneri sono molto intelligenti e cercano sempre un vantaggio, e alcuni hanno trovato il modo di aumentare potenzialmente il rapporto di compressione quando il motore funziona a temperature elevate. È proprio questo il tema della discussione attuale.

Abbiamo trascorso molto tempo con Jan a discutere su come risolvere questi problemi e la nostra intenzione è quella di farlo prima dell’inizio della stagione. Non vogliamo creare controversie: vogliamo che la competizione avvenga in pista, non nelle aule o nella stanza dei commissari. Ed è esattamente questo l’obiettivo che stiamo perseguendo”.

Monchaux: “Credo che, vista la natura dei cambiamenti significativi al regolamento sia per quanto riguarda il telaio sia per la power unit, possiamo aspettarci che il prossimo tema caldo emerga in altre aree. Ovviamente non si parlerà solo di rapporto di compressione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Ci sono persone competenti all’interno dei team che cercheranno di trovare un vantaggio in un’area specifica e questo significa che, dal punto di vista della FIA, saremo ancora più vigili nell’effettuare controlli in quei settori”.

Tombazis: “Ovviamente la situazione ideale è quella in cui non ci sia alcuna discussione su nessun aspetto del regolamento, in cui tutto sia esattamente come previsto, senza interpretazioni e con una comprensione perfetta da parte di tutti. Questo è il nostro obiettivo. È ciò a cui aspiriamo e penso che abbiamo fatto molti progressi in questa direzione. Quando i regolamenti cambiano in modo significativo, però, emergono inevitabilmente molte circostanze impreviste.

Lavoriamo molto a stretto contatto con i team e con i motoristi. Ogni team ha circa 200 ingegneri, all’interno di un’organizzazione che conta complessivamente circa 1.000 persone impegnate sulla vettura, talvolta anche di più. Quindi abbiamo circa 2.000 ingegneri nei team e altri 1.000 circa tra i motoristi.

È quindi inevitabile che, all’interno di queste migliaia di persone, qualcuno finisca per individuare qualcosa a cui nessuno aveva pensato prima. È anche significativo notare che abbiamo 11 team, 5 motoristi e non tutti individuano le stesse zone grigie: questo significa che in un team con 200 persone può capitare che nessuno si accorga di una piccola zona da sfruttare.

Quello che voglio dire è che si tratta di un gioco di numeri e di statistiche, ed è impossibile, con regolamenti nuovi, non avere aree di discussione di questo tipo. È sempre stato così.

Credo che ciò che è cambiato sia la nostra determinazione nel fare in modo che questo sia un campionato basato sulla competizione tra piloti, ingegneri e team e non basato sull’interpretazione delle regole.

Vogliamo che sia un campionato di eccellenza ingegneristica, oltre che di abilità di guida, e non semplicemente una gara a chi interpreta meglio il regolamento.”

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