F1 | Test Bahrain #1 2026, tutto quello che è successo nei primi tre giorni

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 14 Febbraio 2026 - 12:30
Tempo di lettura: 10 minuti
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F1 | Test Bahrain #1 2026, tutto quello che è successo nei primi tre giorni

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Tutti i dati dei primi tre giorni di test a Sakhir con le monoposto del nuovo regolamento

La prima settimana di test F1 2026 in Bahrain è andata in archivio. Dopo la settimana di porte chiuse a Barcellona, tutti i team si sono trovati a Sakhir per il primo test considerato ufficiale, che ha visto protagoniste tutte le 11 monoposto del nuovo ciclo tecnico. Ecco, in questo approfondimento, come sono andati i test dal punto di vista soprattutto dell’affidabilità mostrata dalle monoposto in queste prime tre giornate, alle quali seguiranno quelle dal 18 al 20 febbraio.

Il report completo in PDF

Partiamo con un dato che non sempre può essere considerato rappresentativo. In linea generale, la classifica dei tempi non rispecchia i valori in campo ma questo è vero soprattutto quando un ciclo tecnico è arrivato ormai a conclusione. In questo 2026, con le monoposto stravolte dai nuovi regolamenti, forse possiamo ricavare qualche spunto in più.

I tempi dei test appena conclusi
I tempi degli unici tre giorni di test 2025

I tempi del 2025 ci raccontano prima di tutto quanto McLaren si sia nascosta visto l’andamento del mondiale. Il distacco tra prima ed ultima macchina (consideriamo la Sauber) è stato di 1.8 secondi, mentre i tempi generali sono stati oltre quattro secondi più veloci rispetto a quelli del 2026.

Nel divario tra il tempo di Sainz di un anno fa e quello di Antonelli del 2026 ci sono davvero tanti fattori da considerare. Mentre le precedenti monoposto erano a fine ciclo, qui siamo all’inizio con ancora diversi problemi e una gestione dell’ibrido tutta da definire. Il divario è quindi destinato a calare nel corso della stagione e, tra un anno, potremmo già vedere tempi diversi sin dai test.

Il distacco tra prima ed ultima macchina è un elemento da non sottovalutare. Il divario di quattro secondi e mezzo tra Mercedes e Aston Martin, considerati i problemi che sta riscontrando il team di Silverstone, sono molto più credibili di quanto si possa immaginare, anche se mancano ancora tre giornate di test e le cose – si spera – potrebbero migliorare.

Dal punto di vista dei chilometri, il primo indicatore dell’affidabilità, abbiamo una sorpresa: Williams è il team che ha percorso più strada, 2.300 km. Ed è un grande risultato considerato che il team di Grove si è presentato a Sakhir solo con uno shakedown alle spalle, senza nemmeno essersi presentato a Barcellona per i ritardi con i crash test che avevano rallentato il lavoro. Alle sue spalle, di pochissimo, ci sono i campioni in carica di McLaren con 2.295, seguiti sempre a brevissima distanza da Ferrari con 2.284. La bontà della PU Ferrari è confermata da Haas, al quarto posto con 2.111 km.

Nonostante qualche piccolo, ma comprensibile, intoppo tecnico nel corso dei tre giorni, Audi ha completato una buona tre giorni con 1.921 km percorsi. A seguire abbiamo Red Bull: una perdita idraulica ha impedito di sorprendere ancora di più gli avversari, visti i 1.873 km percorsi in due giorni e mezzo con una PU, quella prodotta in casa in collaborazione con Ford, completamente nuova. Racing Bulls conferma il buon lavoro con 1.775 km percorsi, seguita da Cadillac con 1.743. In questo caso parliamo di un team completamente nuovo e il chilometraggio, nonostante qualche fermata, può essere considerato tutto sommato positivo. Il nuovo binomio Alpine-Mercedes si è fermato a 1.726 km.

Arriviamo al team che aveva spaventato tutti a Barcellona e che, in Bahrain, ha politicamente messo le mani avanti citando Red Bull come squadra da battere. Mercedes è andata incontro a due problemi tecnici di lunga risoluzione, che hanno ridotto il numero dei chilometri percorsi a 1.537. Il team di Brackley è incredibilmente penultimo in classifica per distanza, davanti alla sola Aston Martin.

Il binomio con Honda già fa spaventare Fernando Alonso. Dopo aver saltato quasi tutta la settimana di Barcellona, la AMR26 ha percorso meno della metà dei chilometri di Williams, 1.115, con problemi che preoccupano.

Per quanto riguarda la distribuzione del lavoro, quattro team (Mercedes, Cadillac, Audi e Williams) hanno alternato entrambi i piloti in tutte e tre le giornate. Alpine, Ferrari e McLaren hanno fatto girare entrambi al primo giorno per poi concentrarsi su uno solo nelle altre due giornate. Red Bull e Haas hanno ragionato all’opposto. Un pilota solo nelle prime due giornate ed entrambi nell’ultima. Racing Bulls ha schierato entrambi i piloti nella giornata centrale, facendo girare Lindblad al primo e Lawson al terzo. L’eccezione vera è rappresentata da Aston Martin: Alonso ha girato solo il secondo giorno, Stroll negli altri due. Al canadese è stato concesso di recuperare, nel terzo giorno, i chilometri non percorsi nel primo con soli 36 giri.

A parte per Mercedes e Cadillac, tutti i piloti si sono equiparati con i compagni di squadra in termini di chilometraggio. A Brackley i problemi di Antonelli hanno rallentato il suo passo, con l’italiano che ha percorso il 34% dei km totali rispetto al 66 di Russell. Nel neonato team americano, Pérez ha un 60% di km rispetto al 40 di Bottas.

Le Power Unit Mercedes hanno completato rispettivamente 7.858 km con quattro monoposto in pista, contro i 6.137 di Ferrari (3 vetture), i 3.648 di Red Bull / Ford (2 vetture), i 1.921 di Audi e i 1.115 di Honda, che paga essere fornitrice di un solo team visti i problemi tecnici.

Team per Team

McLaren

Ruolino di marcia praticamente intatto per i campioni in carica, che si sono “contenuti” al primo giorno con 112 giri per percorrerne poi 150 e 162 negli altri due. Nessun problema segnalato, nessun fermo evidente per la MCL40 che si è mostrata come una monoposto solida, l’unica a riprendere il concetto di Aston Martin per quanto riguarda gli scavi sotto le fiancate, con la differenza che la vettura di Woking ha girato e tanto. Anche quest’anno, così come nello scorso, sembra si vogliano nascondere.

Red Bull

Il team di Milton Keynes era atteso per l’inizio dell’era con una PU prodotta in proprio in collaborazione con Ford e ha incredibilmente sorpreso. La RB22 non è scesa in pista con Hadjar per un problema idraulico, riscontrato in fase di montaggio, al mattino del secondo giorno. Nei restanti due giorni e mezzo, il ruolo di marcia è stato simile a chi ha girato di più senza causare bandiere rosse o problemi di sorta. Un inizio incoraggiante laddove in tanti (noi compresi, per onesta intellettuale) si dicevano dubbiosi sull’affidabilità iniziale vista la nuova sfida di produrre un motore in proprio.

Mercedes

Il team di Brackley è la sorpresa negativa tra i top team. Dopo aver spaventato tutti a Barcellona, favorendo così le voci su un suo vantaggio competitivo in relazione anche al rapporto di compressione, la W17 ha faticato a cavallo tra primo e secondo giorno, penalizzando soprattutto Kimi Antonelli. Nel corso del pomeriggio della prima giornata, l’italiano è rimasto fermo per un problema alla sospensione posteriore. Al mattino seguente, Kimi ha percorso appena tre giri prima di doversi fermare senza più girare, con il team impegnato a sostituire la PU. Il risultato è il penultimo chilometraggio della griglia, dichiarazioni da mani avanti da parte di tutti e indicazione di Red Bull come team da battere. Sicuramente, dal punto di vista politico, aver avuto questi problemi può fare indirettamente gioco, ma è curioso il fatto che dai 4 team motorizzati Mercedes l’ufficiale ha avuto i problemi maggiori insieme ad Alpine: la quale è comunque giustificata dal fatto di aver appena montato la PU tedesca.

Ferrari

Tanti chilometri per la SF-26 e un solo problema per Lewis Hamilton, fermo in pista negli ultimi dieci minuti dell’ultimo giorno. Per la Ferrari la prima sessione di test a Sakhir può essere definita positiva, con un numero crescente di giri completati (132, 140, 150) che ha permesso di completare tutti i programmi previsti senza noie di alcun tipo. Tra i nomi indiziati come team migliore c’è anche quello della Rossa, ma vista la situazione generale è davvero prematuro, questa volta, fare qualsiasi tipo di previsione in questa fase. L’importante era fare chilometri e la Ferrari e raccogliere dati. Sotto questo fronte, prima sessione completata con successo.

Alpine

L’integrazione con una nuova PU non è cosa da poco e se ne sono accorti sicuramente in Alpine. Il team transalpino, passato a Mercedes dopo non poche polemiche interne, ha avuto il suo da fare con la A526 per collezionare chilometri, con due stop che hanno lasciato a piedi Franco Colapinto dopo 28 giri nel mattino della prima giornata e Pierre Gasly nella seconda parte del pomeriggio del giovedì. Il risultato è di 1.726 km percorsi, terzultimo chilometraggio in griglia. Il passaggio a Mercedes dovrebbe garantire uno step in avanti rispetto a quanto visto nelle ultime stagioni, ma è evidente (ed anche comprensibile) che ci sia del lavoro da fare nella seconda sessione.

Racing Bulls

Cento chilometri in meno del team principale e lo stesso problema tecnico. In Racing Bulls le cose sono andate bene come ai cugini di Red Bull, con un buon chilometraggio visto il passaggio alla PU in proprio. Arvid Lindblad si è fermato per un idraulico nel pomeriggio della prima giornata dopo 75 giri, poi nessun altro problema di rilievo nei due giorni successivi con buoni chilometraggi percorsi, 134 giri al giovedì e 119 al venerdì. Vale quanto detto sopra: risultato importante e inaspettato per un cambio che avrebbe potuto rappresentare un grosso problema.

Haas

Li potremmo definire “silenziosamente presenti”. Il team americano ha concluso un test molto solido: nessun problema tecnico, presenza in classifica in top ten, tanti giri portati a casa: 114, 131 e 145 rispettivamente nelle tre giornate. Alle spalle dei quattro top team sembra quella posizionata meglio per una sessione generalmente senza intoppi e, appunto, silenziosa. Il rafforzamento della collaborazione con Toyota potrebbe essere un valore aggiuntivo non di poco conto, mentre si conferma la bontà della PU Ferrari con cui Ocon e Bearman hanno completato 2.111 km, il quarto chilometraggio migliore della griglia.

Williams

La FW48 si è fatta attendere a lungo. Problemi nei crash test, imbarazzo generale, primo test a porte chiuse di Barcellona saltato. Arrivata a Sakhir dopo un breve shakedown a Silverstone, quanto meno ha recuperato dal punto di vista dell’affidabilità. La monoposto di Grove ha, infatti, ottenuto il miglior chilometraggio dei test con 2.300 km, una nota sicuramente positiva e che compensa in parte la distanza persa in Spagna. 146, 133 e ancora 146 i giri percorsi nei tre giorni con Sainz e Albon che si sono sempre alternati al volante con uno scarto di 15 giri nel totale tra uno e l’altro. Si dice che la monoposto sia ancora in sovrappeso rispetto al minimo: intanto era cruciale mettere in cascina chilometri visto il ritardo e questo obiettivo è stato centrato con pieno successo.

Audi

Anche per Audi la prima sessione del Bahrain era importante, vista la novità del progetto soprattutto dal punto di vista della Power Unit. A parte una fermata di Nico Hulkenberg nel pomeriggio del primo giorno, il team guidato da Mattia Binotto e Jonathan Wheatley ha portato a termine almeno l’obiettivo di essere costante nel chilometraggio, con 121 giri percorsi nel primo giorno, 115 nel secondo e 118 nel terzo per un totale di 1921 km, quinto dato in classifica. I tempi sono ancora ragionevolmente distanti dalla testa ma la situazione sembra migliore rispetto ad altre squadre. Intanto, il lavoro portato in pista è notevole, con la R26 che si è presentata a Sakhir in una veste completamente diversa da quella vista a Barcellona per quanto riguarda le fiancate e le bocche di ingresso dei radiatori. Audi è stata la prima a scendere in pista a gennaio e la prima a portare una modifica così sostanziosa, segno che a livello di programmazione il lavoro è stato impostato secondo buone tempistiche almeno al momento. Per le prestazioni ci sarà tempo.

Aston Martin

La situazione appare più grave del previsto. La AMR26, dopo essere scesa in pista solo al giovedì sera di Barcellona per i ritardi nella preparazione della monoposto, ha vissuto una settimana decisamente negativa a Sakhir. I quattro secondi e mezzo di ritardo dai migliori tempi, purtroppo, sembrano affidabili per una vettura che ha problemi di integrazione con la nuova PU Honda e con un cambio che ha presentato dei problemi non di poco conto. Il chilometraggio è, per distacco, il più basso della griglia con 1.115 km, meno della metà di chi ha girato di più. Lance Stroll si è fermato nel corso del primo giorno dopo 36 giri e, nella notte, è stata cambiata la PU. Inoltre, sono emersi problemi di surriscaldamento che hanno portato a montare un cofano motore con ampie branchie per evacuare il calore. Fernando Alonso, nella seconda giornata, è riuscito a mettere insieme quasi 100 giri, ma la situazione appare davvero critica. Aston Martin era la monoposto più attesa della griglia per l’arrivo di Adrian Newey, e ne avevamo anche parlato recentemente. La sensazione è che, al momento, al netto di una vettura esteticamente rivoluzionaria, tutto il resto sia molto fragile. Lungi da noi immaginare cosa ne pensa, di tutto questo, il due volte iridato: diplomatico nel descrivere la situazione ma, sicuramente, molto poco soddisfatto per questo inizio.

Cadillac

Al momento il team americano è il più giustificabile di tutti per quanto successo nei primi tre giorni di test in Bahrain. Per l’undicesimo e nuovo team in griglia c’è sicuramente tantissimo lavoro da fare anche se, paradossalmente, la situazione sembra migliore di quella di Aston Martin. Non sono mancati i problemi tecnici, rispettivamente per Sergio Pérez al mattino del secondo giorno e per Valtteri Bottas al mattino del terzo. Nonostante questo, la monoposto (a cui, nota curiosa, non è ancora stato dato un nome ufficiale) ha percorso 107 giri al mercoledì, 110 al giovedì e 105 al venerdì, portando a casa un buon chilometraggio anche grazie alla PU Ferrari; i chilometri totali sono 1.743, comunque meglio di Alpine, Mercedes e Aston. Potenzialmente Cadillac potrebbe presentarsi a fondo griglia per questo inizio di stagione, per poi lavorare man mano per risalire. Di sicuro la sfida è importante per una compagine partita da un foglio bianco.

In conclusione

Abbiamo evitato, almeno per questa sessione, analisi sui tempi e sui long run dei team visto che il focus, per tutti, era quello di collezionare chilometri ed imparare a gestire le necessità derivanti dalle nuove PU in termini di ricarica delle batterie. Un aspetto sul quale il malcontento di sta già spargendo nel Paddock, soprattutto tra i piloti. Ne parleremo in un approfondimento successivo.

Immagine di copertina: Media Mercedes

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