F1 | Tecnica: Aston Martin AMR22, l’analisi di Paolo Filisetti [AUDIO]

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Tempo di lettura: 4 minuti
di Paolo Filisetti @paolofilisetech
10 Febbraio 2022 - 19:30
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Il primo commento di Paolo Filisetti per P300.it è sulla nuova Aston Martin AMR22

Aston Martin ha presentato oggi la sua nuova monoposto per il 2022, la AMR22. Per P300.it ecco il commento audio di Paolo Filisetti. Punti salienti la zona anteriore, le pance con le particolari bocche di ingresso ed il cofano motore fino alla zona delle sospensioni.

Puoi ascoltare l’audio avviando il player o leggere l’analisi di seguito.



La Aston Martin AMR22 è stata presentata oggi pomeriggio e rappresenta a tutti gli effetti la prima monoposto reale di Formula 1 di quest’anno, questo perché com’è ben noto ieri la Red Bull aveva presentato la RB18 limitandosi di fatto a presentare una showcar con solo la livrea ufficiale, rinunciando ad una vera e propria presentazione che, di fatto, sarà rimandata a tutti gli effetti non come presentazione ufficiale ma come prima vista della vettura durante il primo giorno di test a Barcellona.

Ritornando alla Aston Martin: il fatto che questa sia la prima Formula 1 del 2022 ci permette di capire come i vari tecnici delle squadre hanno cercato di interpretare per quanto possibile le nuove norme regolamentari. Molto interessante la parte anteriore, che già fa capire uno studio autonomo, quindi la possibilità di differenziazione dei concetti per questa parte. Il musetto, alla sua estremità, non termina al livello del bordo di entrata dell’ala anteriore, ma è leggermente arretrato e corrisponde di fatto al bordo di entrata del primo flap, della prima soffiatura del profilo principale dell’ala.

Interessante il fatto che la sezione centrale dell’ala e il musetto siano leggermente sollevati, dando quella forma ad ala di gabbiano che ci ricorda molto le monoposto antesignane di questo marchio come la Jordan, team da cui deriva la Aston Martin dopo diversi cambi di nome e proprietà.

La parte anteriore ad ali di gabbiano è destinata a ricevere alcuni sviluppi interessanti soprattutto per quanto riguarda il profilo dei flap. Molto interessante è anche l’andamento dei volumi stessi della vettura. Andando per gradi possiamo soprattutto guardare come le fiancate si sviluppino con dei volumi molto lunghi e soprattutto inizino molto davanti, praticamente all’altezza della centina anteriore dell’abitacolo. Interessante la soluzione dell’inboccatura delle fiancate, particolarmente strette e squadrate e dal loro profilo esterno tagliato a fetta di salame con una sezione estremamente alta.

Nella parte superiore della fiancata, che scende in maniera discretamente brusca verso l’esterno, riducendo di molto la linea di cintura esterna delle fiancate, troviamo delle feritoie che ricordano molto quelle già previste nel modello iniziale standard stabilito dalla FIA, il che ci può dire che i volumi delle fiancate siano discretamente generosi ma non analoghi a quelli che abbiamo visto sulla monoposto inizialmente presentata a Silverstone l’anno scorso. 

Possiamo dedurre che questa vettura abbia scelto una strada piuttosto convenzionale di interpretazione delle regole, ma non è neanche da dare così per scontato: come lo stesso Andrew Green ha spiegato nel corso della presentazione della monoposto, le vetture verranno radicalmente sviluppate sia a partire dai test che si svolgeranno a Barcellona verso la fine di questo mese, sia ovviamente in quelli in Bahrain e poi di gara in gara.

Il cofano motore è estremamente stretto e si avvolge con due protuberanze molto evidenti come quelle della monoposto dello scorso anno (la AMR21) in corrispondenza del plenum estremamente voluminoso della Power Unit Mercedes.

Il retrotreno è estremamente stretto ma già permette di vedere alcuni elementi delle sospensioni: le sospensioni posteriori pull rod, analogamente a quelle della Red Bull dello scorso anno, hanno un’inclinazione del tirante molto accentuata in avanti. Ciò ci fa capire la volontà di avere la massima pulizia, così come sviluppo in altezza e volume del diffusore posteriore. Si nota inoltre il realismo di questa macchina dalla presenza del DRS e dell’attuatore: si notano i tagli che separano i flap dalle paratie senza sviluppo verticale rispetto a quello dello scorso anno.

Per concludere: una macchina molto più Racing rispetto al modello che abbiamo visto a Silverstone, che faceva immaginare delle monoposto che realmente sembravano una sorta di Batmobile. Invece, quello che possiamo vedere, sperare ad esserne sicuri, è che gli ingegneri di ciascun team nei ridotti spazi operativi che queste regole danno, possono far vedere la loro interpretazione di ciascuna di queste aree. Mi aspetto quindi di vedere sicuramente nelle prossime monoposto, auspicando che saranno altrettanto reali e non dei manichini, delle interpretazioni interessanti.

Immagini: Aston Martin

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