F1 | Ross Brawn: “Se ad un team viene impedito l’accesso, non si può gareggiare”

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L’epidemia mondiale di Covid-19 continua a tener tutti in apprensione, anche nel mondo del Motorsport. Il Motomondiale finora ha già pagato un prezzo alto in termini di calendario, con la cancellazione della gara della MotoGP in Qatar e il rinvio a data da destinarsi del Gran Premio di Thailandia, a causa delle restrizioni (se non veri e propri divieti) adottate dai Paesi in questione (e da tanti altri) nei riguardi delle persone provenienti dai luoghi più colpiti dal coronavirus (Italia e Giappone in primis, oltre alla Cina ovviamente).

L’allerta è molto alta anche in Formula 1, dove il calendario ha già subito il rinvio (che sa più di cancellazione) del Gran Premio della Cina. Se in Australia il debutto iridato non pare al momento in discussione, dubbi maggiori sono riposti per il Bahrain e soprattutto per il Vietnam, sempre a causa delle misure di prevenzione imposte alle persone provenienti dal nostro Paese.

La FIA ha diramato un comunicato nel quale conferma di seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione, in modo da prendere le decisioni più giuste nella salvaguardia di tutti. Sul tema, in particolare sulle grosse difficoltà che potrebbero avere i membri italiani di Ferrari ed AlphaTauri a viaggiare in determinati Paesi, si è espresso anche Ross Brawn, Managing Director of Motorsport della Formula 1, intervistato in esclusiva dalla Reuters.

Se ad un team venisse impedito l’accesso in un Paese, non possiamo gareggiare. O almeno non potrebbe disputarsi una gara valida per il Mondiale. Non sarebbe giusto” – spiega Brawn – “Chiaramente, se un team dovesse decidere di sua iniziativa di non recarsi in un determinato Paese, sarebbe una loro scelta. Ma nel caso la situazione dovesse dipendere dalle decisioni del Paese in questione, allora sarebbe arduo avere una competizione equa“.

La situazione è molto seria e non possiamo sottovalutarla” – prosegue Brawn – “Ciononostante stiamo facendo di tutto per garantire la disputa dei gran premi, nel modo più responsabile possibile. Ridurremo al minimo il numero di persone presenti nel paddock, chiedendo ai team di fare lo stesso, inviando ad ogni evento il minimo indispensabile in termini di personale occorrente“.

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Gianluca Zippo
Classe 1988. Laureato in Giurisprudenza, ancora in cerca della sua 'strada'. Appassionato di sport in generale, malato in particolare di Formula 1 e calcio, senza disprezzare MotoGP e NBA. Michael Schumacher, Valentino Rossi, Andriy Shevchenko, Marco Pantani e Stephen Curry i miei 'fari'.

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