F1 | Review metà stagione 2022, Mercedes: leadership persa, ma con un Russell in più

di Alessandro Secchi @alexsecchi83
23 Agosto 2022 - 14:00

Segue la review di metà stagione del team Mercedes per il mondiale 2022 di F1

È successo un po’ di tutto nella prima parte di stagione del Team Mercedes. La squadra di Toto Wolff, dopo aver conquistato l’ottavo titolo Costruttori consecutivo alla fine della prima era ibrida a fronte della cocente delusione di Abu Dhabi, con il titolo piloti perso all’ultimo giro in favore di Max Verstappen, si è presentata al via del 2022 con un team rinnovato e una W13 chiacchieratissima.

Lato piloti, Valtteri Bottas ha lasciato il posto al tanto atteso arrivo di George Russell. Lewis Hamilton, smaltite le scorie del 2021, si è ripresentato al via dopo continue voci di ritiro. Lato monoposto, dopo una prima apparizione in versione “standard”, la W13 si è mostrata in Bahrain in una veste stravolta ed una filosofia delle pance totalmente unica.

mercedes

Ben presto, però, si è capito che la direzione presa era quella sbagliata. La nuova monoposto ha, da subito, dimostrato di valere la terza posizione dietro Red Bull e Ferrari e, da lì, non si è più mossa con una netta differenza in positivo, stavolta, rispetto ai team di testa. Mercedes è infatti l’unico team a non aver fatto segnare un ritiro per guasto tecnico e questo “percorso quasi netto”, diciamo così, è rispecchiato dalle classifiche iridate.

Pur avendo subito distacchi pesanti soprattutto fino a metà giugno, Hamilton e Russell hanno potuto approfittare spesso e volentieri dei ritiri e dei conseguenti problemi di penalità delle quattro monoposto davanti a loro, permettendo di ottenere punti in più e podi a volte insperati.

In classifica piloti troviamo infatti George Russell davanti a Carlos Sainz, tallonato a sua volta da Lewis Hamilton. Mentre, nel Costruttori, Mercedes si trova a soli 30 punti da Ferrari, che vanta una velocità decisamente superiore ma anche ritiri pesanti a suo nome.

Mercedes

Mercedes potremmo dire che è sinonimo di Porpoising. Il team di Brackley è infatti quello che ha subito maggiormente gli effetti dei sobbalzi aerodinamici figli della nuova generazione di monoposto. E proprio dalle grandi lamentele dei suoi piloti, seguiti poi da altri colleghi, la FIA si è mossa per contrastare questo fenomeno, fino ad arrivare alle nuove regole tecniche comunicate settimana scorsa.

Già dal Gran Premio del Canada, dove la Federazione ha introdotto le prime misurazioni del Porpoising in vista delle nuove regole, Mercedes ha iniziato un processo di risalita in termini di distacco che l’ha portata ad avvicinarsi a Ferrari e Red Bull, riducendo i distacchi riportati in qualifica e in gara. Proprio questo periodo è coinciso con il ritorno personale di Lewis Hamilton.

Dopo una prima parte di stagione difficilissima, il sette volte campione del mondo nelle ultime occasioni è giunto sempre davanti a George Russell. Il più giovane inglese, dal canto suo, mantiene un record invidiabile in questa stagione, la sua prima con il suo nuovo team. È infatti l’unico pilota ad essere arrivato sempre in top 5, eccezion fatta per Silverstone dove è stato coinvolto nell’incidente con Guanyu Zhou. Russell, andato in ferie con la fantastica Pole di Budapest, ha infatti portato a casa cinque podi ed attualmente si trova davanti di 12 punti rispetto al sette volte iridato.

Per dare un metro di paragone, anche pensando al divario di valore con la monoposto 2021, Russell oggi ha 25 punti in più di Valtteri Bottas un anno fa, a parità di gare. Questo per far presente quanto George abbia dato una spinta in più al team in una stagione comunque difficile.

Ci sarà grande curiosità per il GP del Belgio che si correrà tra pochi giorni, per capire se (ed eventualmente quanto) la presa di posizione della FIA lato Porpoising cambierà i valori in campo. In linea di massima, il destino della W13 è comunque quello di chiudere al terzo posto. Magari con qualche altro exploit, approfittando della lotta davanti.

Immagine: Media Mercedes