F1 | Pubblicata dalla FIA l’analisi sull’incidente di Grosjean in Bahrain

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Grosjean ha picchiato a 192 km/h per una forza d’impatto di 67g

La FIA ha pubblicato nel pomeriggio il risultato dell’analisi sul terribile incidente che ha coinvolto Romain Grosjean nel primo giro del GP del Bahrain 2020, nel quale la Haas del francese è andata a fuoco lasciando tutti con il fiato sospeso.

L’incidente ha concluso di fatto la carriera di Grosjean in Formula 1 con una gara di anticipo a causa delle ferite riportate alle mani. Romain, quest’anno, correrà in Indycar con il team Coyne.

La Haas del francese viaggiava a 241 km/h quando il contatto tra la ruota posteriore destra con l’anteriore sinistra della AlphaTauri di Daniil Kvyat ha provocato l’uscita di pista, con la Haas che si è sollevata da terra causando la perdita di controllo da parte del pilota.

La monoposto del team americano è entrata in contatto con le barriere a 192 km/h con un angolo di 29 gradi e con un’imbardata di 22, per una forza totale di impatto di 67g. A seguito del cedimento della parte centrale del guardrail e la deformazione delle parti superiore ed inferiore, la cellula di sopravvivenza ha potuto penetrare le barriere incastrandosi con il rollbar superiore nella rispettiva parte del rail.

Nella nostra ricostruzione dell’incidente, basata su elementi parziali, l’angolo di impatto era stato misurato in 22 gradi e l’angolo di imbardata in 25.

La monoposto ha riportato danni importanti inclusa la separazione della cellula di sopravvivenza dalla parte della Power Unit. Il tappo di ispezione del serbatoio della benzina, situato nella parte sinistra del telaio, si è spostato dalla sua sede e questo, unito al trancio dei condotti del carburante ha dato il là alla fuoriuscita del liquido dal serbatoio e le conseguenti fiamme.

L’equipaggiamento tecnico del pilota tra cui casco, collare Hans ed abbigliamento insieme a cellula di sopravvivenza, sedile, protezione ai lati della testa e Halo, hanno funzionato come previsto nel proteggere lo spazio vitale del pilota gestendo le forze applicate su Grosjean nelle fasi di impatto.

L’Energy Recovery System (ERS) è risultato gravemente danneggiato, con alcune parti della batteria rimaste ancorate alla zona della Power Unit ed alcune rimaste collegate alla cellula di sopravvivenza.

Le fiamme sono scaturite nelle fasi finali dell’impatto, partendo dalla parte posteriore della cellula di sopravvivenza per poi avvolgere la stessa attorno al pilota con il loro aumentare.

La posizione finale della cellula di sopravvivenza, incastrata nella parte superiore del guardrail, ha ristretto lo spazio per l’uscita del pilota. A causa dei danni riportati dalla cellula stessa e da alcuni componenti interni dell’abitacolo, il piede sinistro di Grosjean è rimasto incastrato. Il pilota è riuscito ad estrarre il piede dalla scarpa, rimasta poi incastrata nella medesima posizione, per poi spostare la protezione ai lati della testa e il volante creandosi lo spazio per uscire.

La gara è stata fermata con la bandiera rossa 5,5 secondi dopo l’impatto con le barriere.

La Medical Car della FIA è arrivata sul luogo dell’incidente entro 11 secondi, sfruttando una scorciatoia del circuito che taglia curva 1 e dimostrando adeguata conoscenza del circuito stesso. L’arrivo della macchina di sicurezza con a bordo il Dottor Ian Roberts, il pilota Alan van der Merwe ed un dottore locale ha permesso un’immediata assistenza. Roberts si è portato rapidamente nella zona dell’incidente istruendo un commissario sull’uso dell’estintore attorno all’abitacolo, mentre Grosjean era intento ad uscire dallo stesso. Van der Merwe ha recuperato un altro estintore dal retro della Medical Car mentre il medico locale ha preparato la borsa di primo soccorso.

Grosjean è riuscito ad abbandonare l’abitacolo senza aiuti dopo 27 secondi. Il pilota ha riportato bruciature ai dorsi di entrambe le mani. A seguito di un primo controllo da parte del personale della Medical Car, è stato trasportato in ambulanza al Centro Medico del circuito per poi essere portato al Bahrain Defence Force Hospital per maggiori cure. È stato dimesso dopo tre giorni, il 2 dicembre 2020.

Immagine: Ansa Foto
Fonte: FIA

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Alessandro Secchi
Classe 1983. Ragioniere sulla carta, informatico per necessità, blogger per anni ed ora giornalista. Una sedia, una tastiera e tre schermi sono il mio habitat naturale.
"Il mio Michael" è il mio libro su Schumi ma, soprattutto, il mio personale modo di dirgli "Grazie". #KeepFightingMichael, sempre!

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