F1 | Pannelli e bandiere: urge un chiarimento

In tre cascano nel “tranello” delle bandiere gialle fisiche in Qatar, ma il tutto deve essere regolamentato meglio

Senza scadere nelle parole di Chris Horner, richiamato per aver dato del farabutto al commissario che ha esposto le bandiere gialle nelle qualifiche di Losail, l’ultimo weekend ha manifestato la necessità di una revisione del sistema di informazione ai piloti.

Dal punto di vista regolamentare, in realtà, non ci sono molte scusanti. Le penalità a Verstappen e Bottas, istruzioni alla mano, sono state corrette. Il problema si pone quando c’è una discrepanza tra le bandiere gialle fisiche esposte e tutta la parte digitale ovvero i pannelli luminosi, i led sul volante, le indicazioni nelle cuffie dei piloti.

Riguardando infatti quanto mostrato dal live timing ufficiale – che riporta le informazioni dal tracciato – le bandiere gialle vengono segnalate solo per pochi secondi nel pannellino in basso a destra, per poi lasciare spazio ad un regime di bandiera verde.

La prima gialla (con tanto di banda superiore) viene indicata nel settore 18, dove Gasly fisicamente rompe l’ala anteriore e fora la gomma, a 9 secondi dal termine della Q3. Resta attiva per cinque secondi, poi la segnalazione scompare e viene visualizzato il messaggio “Clear in track sector 18”.

F1 | Pannelli e bandiere: urge un chiarimento
F1 | Pannelli e bandiere: urge un chiarimento

La seconda indicazione di bandiera gialla avviene poco dopo la bandiera a scacchi nel settore 20, dove il francese si ferma con la sua AlphaTauri.

F1 | Pannelli e bandiere: urge un chiarimento

Addirittura, il DRS viene prima disabilitato e poi riabilitato dopo pochi secondi, con l’AlphaTauri ancora ferma sul lato destro della pista.

F1 | Pannelli e bandiere: urge un chiarimento
F1 | Pannelli e bandiere: urge un chiarimento

La penalità (corretta) a Verstappen

Nel comunicato relativo alla penalità inflitta a Max Verstappen (5 posizioni) si fa riferimento ad articoli sia del regolamento sportivo che del Codice Sportivo internazionale.

L’articolo 27.1 del regolamento sportivo sottolinea che il pilota deve guidare da solo e senza aiuti. Regola che, considerati i costanti aiuti ai piloti via radio sulla gestione della Power Unit quando si è in pista, lascia oggettivamente il tempo che trova. Senza alcuna comunicazione dai box durante un Gran Premio, qualsiasi pilota avrebbe più che un problema nel gestire tutta l’elettronica a bordo delle attuali monoposto.

L’articolo 27.2, invece, sancisce che il pilota deve osservare il Codice Sportivo Internazionale in qualsiasi momento. Benché il sistema digitale non fosse attivo, resta comunque responsabilità del pilota accertarsi delle segnalazioni in pista, dove le bandiere hanno la stessa importanza dei pannelli come scritto nell’appendice H del Codice Sportivo Internazionale.

Dal comunicato emerge il dettaglio che crea confusione: il muretto Red Bull, avendo visto il termine della bandiera gialla 34 secondi prima del passaggio di Verstappen sul traguardo, non ha ritenuto necessario indicare al proprio pilota di stare attento al termine del giro, recependo le segnalazioni ricevute come una sorta di bandiera verde.

Verstappen, di suo, una volta vista la monoposto di Gasly, sebbene non abbia migliorato i suoi ultimi due microsettori, non ha rallentato a sufficienza come Sainz. Pertanto ecco la sanzione di cinque posizioni, che l’olandese ha poi recuperato nei primi giri del Gran Premio.

Resta la confusione

Non c’è dubbio che ci siano delle discrepanze che devono essere regolamentate. Per coerenza il segnale di bandiera gialla nel settore 3 sarebbe dovuto restare attivo dal momento in cui Gasly ha avuto il problema e fino al termine della sessione, in modo da essere inequivocabile. Inoltre, un pilota lanciato nell’ultimo giro della Q3 deve poter fare affidamento sulla tecnologia, soprattutto in una location notturna dove le bandiere potrebbero essere non visibili come in altri luoghi.

Il caso limite resta quello di Sebastian Vettel in Bahrain: in quel caso, oltre all’assenza di segnalazioni luminose, non erano ancora esposte nemmeno le bandiere, ma il tedesco fu comunque sanzionato per non aver valutato attentamente la situazione. Decisione parecchio forzata, alla luce della quale difficilmente Verstappen poteva rimanere impunito.

Nel caso dell’olandese la penalità è corretta da regolamento, ma è necessario comunque intervenire sulla sincronizzazione tra bandiere e pannelli, per evitare confusioni e ritardi storici nelle decisioni finali. Altro aspetto su cui si dovrà prima o poi ragionare seriamente.

Immagine: ANSA

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