F1 | Masi: “Non c’è bisogno di rivedere le regole sulla Safety Car”

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Il direttore di gara della Formula 1 respinge ogni accusa dopo la gara del Mugello

Di certo, la prima apparizione della Formula 1 sui magnifici saliscendi del Mugello verrà ricordata a lungo, con la speranza che il tracciato toscano possa tornare in calendario, stavolta in pianta stabile e non come un una tantum dovuto a circostanze eccezionali.

Tra i vari episodi emersi dal Gran Premio di Toscana a creare non poche polemiche è stato il caos creatosi sul rettilineo di partenza/arrivo al momento del restart dalla prima Safety Car, entrata in pista dopo l’incidente alla Luco-Poggio Secco che ha coinvolto Max Verstappen, Pierre Gasly, Kimi Raikkonen e Romain Grosjean, con i primi due costretti ad un prematuro ritiro.

La gara ricomincia con partenza lanciata in principio di Giro 7, ma dura tutto davvero molto poco. Mentre davanti Bottas aspetta, procedendo lentamente e a zigzag (ma senza andare contro il regolamento sportivo), fin quasi sulla linea del traguardo, poco dopo metà gruppo si forma un buco e succede il finimondo. Una carambola potenzialmente molto pericolosa, che costa il ritiro ai vari Giovinazzi, Latifi, Magnussen e Sainz, e che induce la direzione gara a sventolare la bandiera rossa.

Nel post gara, quindi, i commissari rifilano un warning a ben 12 piloti, rei di aver usato in maniera incostante accelerazione e freno dall’uscita della Bucine e lungo il rettilineo dei box. Parliamo dei vari Magnussen, Kvyat, Latifi, Albon, Stroll, Ricciardo, Perez, Norris, Ocon, Russell, Giovinazzi e Sainz. Assolto totalmente Bottas che, comunicato alla mano, “… ha rispettato il regolamento, avendo il diritto di dettare il ritmo“.

Dicevamo che non sono mancate le polemiche, dato che in molti tra i piloti, soprattutto quelli coinvolti nell’incidente ma non solo (Hamilton e Vettel in particolare), hanno sottolineato il rischio corso nella circostanza. A finire sotto la lente d’ingrandimento la Safety Car e un supposto spegnimento tardivo delle luci, che avrebbe avuto un ruolo fondamentale in tutto quello che è successo.

A respingere tutto ci pensa Michael Masi, direttore di gara della Formula 1: “Detta semplicemente, possono criticare quanto vogliono. Se andiamo a vedere la distanza tra il punto in cui sono state spente le luci dalla Safety Car e la linea di ripartenza, notiamo come non sia diversa, se non anche maggiore, rispetto a tante altre piste. In precedenza, anche nelle altre categorie ci sono stati restart simili, e tutto era andato bene. In questo caso, le luci della Safety Car si spengono dove devono, questa è in pit lane e in pista abbiamo i 20 migliori piloti del mondo“.

A chi chiede un passo indietro sulle regole riguardanti la linea di ripartenza dopo Safety Car, Masi replica: “Non penso sia necessario rivedere quella regola. Alla fine della fiera, il punto fondamentale è che i piloti erano stati chiaramente avvisati nel briefing del venerdì dei due temi ai quali prestare maggiore attenzione. Innanzitutto il non superare la Safety Car prima della Safety Car Line, vicino l’ingresso dei box. Poi, il fatto che la linea oltre la quale era possibile superare fosse piazzata in prossimità della pit exit“.

Quanto visto non è stata affatto una sorpresa” – conclude Masi – “Ricordiamo tutti quanto visto a Baku, dove è davvero grande lo spazio prima di arrivare al punto dove sono nuovamente possibili i sorpassi. Lì il leader, che ne aveva tutto il diritto, aveva mantenuto un ritmo molto blando, per evitare che tutti quelli dietro gli prendessero la scia. Respingo con forza l’idea che si siano volute creare le condizioni per un restart più emozionante. Per la FIA la sicurezza è fondamentale, non c’è bisogno di aggiungere altro“.

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Gianluca Zippo
Classe 1988. Laureato in Giurisprudenza, ancora in cerca della sua 'strada'. Appassionato di sport in generale, malato in particolare di Formula 1 e calcio, senza disprezzare MotoGP e NBA. Michael Schumacher, Valentino Rossi, Andriy Shevchenko, Marco Pantani e Stephen Curry i miei 'fari'.

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