F1 | Le Pillole della Pole non Pole, Sprint non Qualifica, garissima di Silverstone

Dopo innumerevoli richieste (sistematicamente rifiutate) da parte di persone con evidenti problemi c’era necessità di un evento particolare per far sì che le Pillole tornassero a farsi vedere su queste pagine. E no, l’evento in questione non è l’incidente poco prevedibile tra Luigino e MadMax (lo si attendeva più di un rigore sbagliato dagli inglesi a Wembley… a proposito, it’s coming Rome) ma una gara di Formula 1 senza una qualifica. Pare che ne vedremo di più da qui in avanti. Come dire… potere alla meritocrazia, allo spettacolo, ai fan.

Seguono quindi Pillole sgraziate, non conformate, cattive, buone, quello che volete sul Gran Premio di Gran Bretagna. Senza pretese di essere considerate serie e tanto meno divertenti, dettaglio fondamentale di queste righe prima che qualcuno le e si prenda troppo sul serio.

Foto di copertina dedicata ad un onesto inserviente del circuito di Silverstone, tifoso di Sebastian Vettel, che raccoglie con buona lena i rifiuti dalle tribune dopo il ritiro del suo idolo sulla pista di casa.


Max Verstappen – Appena sceso dalla scatola di sardine che lo avvolge chiede ai commissari se la strada per la Mauritania è sempre dritta. Si decide così di portarlo subito in un ospedale psichiatrico dove, in ogni stanza, viene trasmesso a fini riabilitativi e di dottrina “Lewis, il fratello di Dio”, documentario storico sull’ascesa al potere celeste di un ragazzo di Stevenage.

“Lewis Hamilton ti mette le ali” – Il marketing Red Bull è già al lavoro per la prossima campagna pubblicitaria della lattina argento e blu, con oggetto una macchina volante. Il video è già pronto: verrà trasformato in cartone l’incidente alla Copse. I costi di produzione sono così abbattuti, ma almeno si recupera qualcosa per quello che rimane della RB16B. Abbattuta anche lei.

Lewis Hamilton – Sulla constatazione amichevole depositata in FIA dopo la gara, Luigino ha sottolineato come l’imprevedibile retromarcia di Verstappen alla Copse lo abbia messo in pericolo, danneggiando la sua vettura. Giustamente la bandiera rossa gli ha permesso di tornare in pista con un prototipo di W13, grazie al quale ha saputo resistere ad un’altra retromarcia, questa volta di Leclerc (guarda te questi giovani…) a due giri dalla fine. Nulla ha potuto quindi fermarlo, per il trionfo finale del bene inglese sul male (tutti gli altri).

Zandvoort – Lavori straordinari sono stati annunciati nella mattinata di lunedì presso il circuito che ospiterà il ritorno del Gran Premio d’Olanda. Fonti interne, che hanno chiesto la massima privacy, parlano di botole in traiettoria, sensori speciali, mirini costosissimi e modellini di cartone in scala 1:1 di monoposto di Formula 1 colorate di nero. Il governo olandese ha anche aperto una sessione rapida di selezione di 5.000 cecchini chiamati “Orange Jackets” da destinare alle varie tribune del circuito. La sicurezza prima di tutto.

“The best crowd in the world” – Luigì, facci capire: se a Spa è il miglior pubblico, a Monza il miglior pubblico, a Silverstone il miglior pubblico, in Austria il miglior pu… no, in Austria no. Insomma, quale è il miglior pubblico? Quello dove vinci tu? Premio Paraculo per il 7x Champ.

Charles Leclerc “In più, tutti quelli che hanno guidato la macchina del ‘51 hanno vinto ed io sono l’unico sfigato che fa secondo?! Perfetto”. Premio “Paperino”, “Team Radio” del mese e “Tenerezza” dopo gara sontuosa di Carletto. Ma almeno il tempo sta dalla sua.

La 375 – Charles Leclerc non se n’è accorto ma, al posto della SF21, gli hanno ricarrozzato proprio la 375 del 1951. “Questa siamo sicuri che ha vinto, non c’è da analizzare nulla” le parole di Binotto nell’ultimo briefing con gli ingegneri. Gené l’ha sgrezzata, Carletto l’ha provata e appena sceso l’hanno inglobata sull’attuale macchina, che tanto è lunga e larga il doppio quindi non c’è problema. Da qui la cavalcata – quasi, purtroppo – inarrestabile.

Valtteri Bottas – Tra Hamilton e Verstappen che si menano e Leclerc che ne approfitta a tutti è passata inosservata l’immensa capacità del finlandese di non essere inquadrato per quasi due ore. Infatti non ha corso: si è nascosto dietro la Stowe per ripartire a fine gara in terza posizione, la sua solita in condizioni normali. La PU risparmiata, ovviamente, verrà passata a Hamilton in cambio di un 1.3 Multijet con 150.000 km. Premio Casper.

(B)Lando Norris – Ora, non è che perché Lewis ti fa un complimento in diretta via radio alla gara dopo devi eclissarti quando ti sta superando per la posizione. Eddai Landino, un po’ più cattivo, più resistente, che con la bontà non si va da nessuna parte, soprattutto in F1. Premio “Fatti più in là”.

Fernando Alonso – E digli qualcosa al Nandone dopo una partenza come quella di sabato nella non-gara non-qualifica. Talmente forte che gli effetti del KO Wireless sono arrivati al giro 1 del giorno dopo, eliminando Vettel prima e Verstappen poi, spingendo Hamilton col solo pensiero.

George Russell “Grande George, siamo in Q3! Mitico! Fantastico!”. Peccato sia l’unica volta in cui non serve a nulla. Parte 8° nella SchifoQualifying, tocca Sainz e finisce 9°. Finita? Ma va! Sanzione (mah), tre posizioni di crocifissione, parte 12° nella gara vera come in altre occasioni e chiude, ovviamente, senza punti. La magia dei nuovi format, la sfiga che ci vede benissimo.

Sebastian Vettel – Dopo troppe gare senza dare appigli ai pagellisti in crisi, si gira dopo secondi trenta come ai bei tempi Ferrari, dove però capitava quasi ad ogni weekend e nessuno si poneva una domanda oltre al “brocco scandaloso”. Seb finisce comunque la gara in anticipo, causa colloquio fissato con una ditta che recluta operatori ecologici (Vedasi foto di copertina). I pagellisti sono ancora in sala stampa a festeggiare il poter finalmente tornare ad elargire dei meravigliosi, sudatissimi, attesissimi 3.

King of Speed” – La meraviglia del nome del premio dato a Hamilton dopo la pole-non pole di venerdì sera. Non sapendo come chiamarlo e con l’input intimato di non nominare i termini “poleman”, “pole position” e simili pena tre giorni al gabbio, appare questo magico nome sul ruotino consegnato al migliore delle tre Q. Per chi è avvezzo con le pratiche con l’Agenzia delle Entrate, è già diventato “King of Spid”.

La FP2 col Parco Chiuso – Una delle meraviglie del weekend è stata la seconda sessione di libere senza possibilità di toccare le macchine. Insomma, un’ora utilissima per tutti, all’insegna del “Che ca**o proviamo?”. Per sicurezza i commissari hanno piazzato quattro pit bull attorno ad ogni monoposto. In Mercedes, a vigilare, c’era invece Roscoe.

La Sprint Qualifying – Non è una vera gara, non è una qualifica, non è zuppa né pan bagnato. È, in sintesi, una puttanata. In quanto tale, ovviamente, piace! A chi? Troppi. Attendiamo le triple gare con griglie invertite, è solo questione di tempo.

“Vedrete quante strategie diverse!” – Il nuovo format doveva permettere strategie alternative e diversificate vista la possibilità di partire in gara con la mescola preferita. Via le termocoperte e tutti (tranne Pérez in pitlane) con le medie. Alè!

Le modifiche con bandiera rossa – la regola secondo cui, dopo una bandiera rossa, puoi scambiare una Dacia con una Pagani ha quel tocco di imbarazzante che rende il tutto più stucchevole. Eppure c’è. Come il DRS e il Parco Chiuso.

Media 2021“Verstappen è stato stupido, Leclerc intelligente”. Stessa manovra, stessa mattonella di asfalto, stessa linea, una macchina blu e una macchina rossa. La rossa è bella, la blu è brutta e cattiva. Welcome to digital regime.

Appuntamento alle prossime Pillole. Quando? Non si sa. Magari alla prima griglia invertita. Con la speranza che non succeda mai ed il timore che ci si possa rileggere tra due settimane, così, a caso.

Immagine: Twitter / Aston Martin

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