F1 | La FIA si muove contro il porpoising, ma la soluzione è tutt’altro che facile. Il giallo del secondo tirante Mercedes

Da Montréal – Con la Direttiva Tecnica 39 (TD 39/2022) la FIA ha deciso di muoversi in tempi ristretti per affrontare di petto la questione porpoising, anche alla luce di quanto successo nel GP dell’Azerbaijan dove i rimbalzi delle monoposto si sono mostrati in modo piuttosto accentuato sul lungo rettilineo da oltre 2 chilometri.

Come sappiamo la salvaguardia della sicurezza dei piloti è uno dei pilastri della Federazione e, pertanto, dopo le lamentele di alcuni di essi (e le immagini di un Lewis Hamilton dolorante al termine della gara di Baku) si è deciso di agire. Il primo step di questa iniziativa è il rilevamento, iniziato già da questo weekend, delle accelerazioni verticali delle monoposto dovute agli scuotimenti, in modo da poter calcolare la frequenza delle oscillazioni e prendere le dovute contromisure.

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La variazione dell’altezza da terra potrebbe essere accompagnata ad una revisione del fondo e dei diffusori per modificare la struttura del flusso in modo efficace anti porpoising.

Per settimana prossima è stata indetta una riunione tra il dipartimento tecnico della FIA e i team, al fine di poter condividere un piano di azione comune che aiuti a risolvere il problema. Non è però così semplice trovare una soluzione in tempi rapidi e, tra i tecnici interpellati nel Paddock di Montréal, è condiviso un certo scetticismo sulla possibilità di stabilire in poco tempo una modifica che accontenti tutti, a meno che si tratti di un qualcosa di temporaneo.

Con la Direttiva Tecnica 39/2022 la FIA ha permesso l’aggiunta di un secondo tirante al fondo delle monoposto, ma proprio su questo c’è un piccolo giallo: durante le prove libere, sia sulla Mercedes di Lewis Hamilton che su quella di George Russell, è comparso un fondo rivisto dotato proprio di secondo tirante, appena un giorno dopo la pubblicazione della Direttiva stessa. Questo ha suscitato non poche polemiche per la tempistica sospetta: una soluzione simile richiede infatti test e simulazioni per identificare il corretto posizionamento del tirante.

Tornando alle modifiche possibili in tempi brevi la più chiacchierata, quella dell’aumento dell’altezza da terra, non è ritenuta sufficientemente efficace ed è penalizzante sul versante delle prestazioni. Non è infatti scontato che all’aumento dell’altezza corrisponda una diminuzione del fenomeno del porpoising, per il semplice fatto che la rottura dei flussi passanti sotto la monoposto (ovvero la causa scatenante dei sobbalzi) avviene in modi diversi per ogni team in base alla configurazione del fondo. Si evince, quindi, come sia necessario uno studio approfondito dei dati derivanti dalle monoposto per capire quale soluzione adottare e in che termini.

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L’aumento dell’altezza da terra, con l’attuale conformazione delle fiancate della W13 si è dimostrata non sufficiente per ridurre i sobbalzi su questa vettura.

Lo stesso Lewis Hamilton, sottolineando come sia necessario trovare una soluzione, ha dichiarato che l’aumento dell’altezza da terra al posteriore sulla W13 non ha inciso sulla frequenza dei sobbalzi. Aggiungendo che, per limiti imposti dalla sospensione, non è possibile aumentare ancora di più l’altezza: altro elemento da tenere in considerazione in un discorso “generale”. Di parere parzialmente opposto Max Verstappen. Sebbene sia d’accordo sul fatto che si debba procedere con analisi approfondite, la questione di fondo è una: “Capisco la sicurezza ma non è corretto cambiare le regole a campionato iniziato”.

Non solo tecnica, quindi: il porpoising è anche una questione politica.

Immagine: Media Mercedes

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