L’account X del Circus sta nascondendo le risposte dei fan più indignati per i nuovi regolamenti
Se c’è una cosa sicura dopo la prima gara della stagione in Australia è che il regolamento 2026 non piace. Non piace ai piloti, che si sono lamentati in maniera piuttosto vigorosa dopo la gara di Melbourne, sia per quanto riguarda la gestione dell’energia sia per gli aspetti legati alla sicurezza.
Ma non piace neanche ai fan a casa che, nelle ore successive alla gara, si sono scatenati sui social criticando ampiamente l’andamento della corsa: sorpassi giudicati totalmente artificiali, causati unicamente dalla gestione della parte elettrica della monoposto più che dal coraggio o dall’abilità dei piloti stessi.
Le critiche sono piovute in maniera altrettanto intensa anche sugli account social della Formula 1. Poche ore dopo la fine della gara, infatti, la categoria ha pubblicato – probabilmente con una certa superficialità – una grafica con la statistica dei sorpassi della gara appena conclusa, confrontandola con quella del 2025 e vantando il fatto che i sorpassi si siano addirittura triplicati.

La grafica pubblicata dal Circus, però, non è piaciuta ai fan, che si sono scagliati sia contro l’immagine sia contro il nuovo regolamento. E, per contro, alla Formula 1 non sembra piacere l’atteggiamento di chi muove critiche alla nuova normativa, tanto da arrivare a nascondere letteralmente centinaia di risposte non gradite sotto il post pubblicato su X.
Sappiamo molto bene quanto la Formula 1 tenga alla propria immagine e quanto, nonostante il regolamento 2026 sia stato contestato ancora prima di entrare in vigore, il quartier generale di Liberty Media abbia fatto quadrato difendendo in toto la nuova architettura delle power unit e la ripartizione della potenza al 50% tra motore termico e motore elettrico.
Allo stesso tempo, arrivare a censurare risposte e critiche relative allo spettacolo — se così si può chiamare quello visto in pista ieri — denota un certo fastidio, che emerge anche quando i vertici della categoria continuano a presentarsi davanti ai media per difendere questa nuova era della Formula 1.
Una cosa, comunque, è certa: se davvero, come ha detto Nicola Tombazis, dopo due gare sarà necessario mettere subito mano al regolamento perché la gestione dell’energia, così come è stata impostata, provoca enormi difficoltà ai piloti, significa che qualcosa è stato sbagliato.
Ma ciò che forse dà più fastidio è l’atteggiamento di una categoria che continua a vantarsi dei propri numeri, delle partnership e delle sponsorizzazioni, senza rendersi davvero conto — o senza curarsi — di ciò che pensano i fan. Perché fino a quando i sondaggi sono promossi dalla stessa Formula 1, i risultati restituiscono l’immagine di una categoria irrinunciabile; sui social, invece, i feedback sono spesso molto diversi, soprattutto negli ultimi tempi.
Basti pensare al rinnovo di Miami, all’esclusione di Imola o alla decisione di alternare i Gran Premi a Barcellona. Non è tutto oro quello che luccica, e forse adesso qualcuno sta iniziando a rendersene conto.
Immagine di copertina: Media Red Bull
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