F1 | Il report della prima settimana di test a Barcellona

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Tempo di lettura: 2 minuti
di Alessandro Secchi @alexsecchi83
23 Febbraio 2020 - 22:44
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La prima settimana di test F1 a Barcellona si è conclusa non senza novità. Mercedes ha strabiliato tutti con l’introduzione del DAS, mentre Ferrari si è mostrata meno in forma di quanto ci si potesse attendere. Con il team campione in carica che comanda sia nella classifica dei tempi che in quella dei chilometri percorsi, a Maranello hanno dovuto fare i conti con un problema tecnico sulla SF1000 che ha richiesto il cambio di Power Unit nella giornata di venerdì. Questo ha inciso sicuramente sul chilometraggio totale, che risulta essere l’ottavo su dieci team con 1648 km percorsi (contro i 2300 di Mercedes).

Queste le dichiarazioni di Mario Isola, responsabile F1 e Car Racing Pirelli: “Le condizioni meteo particolarmente favorevoli e le pochissime interruzioni hanno permesso ai Team di sfruttare al meglio questi primi tre giorni di test, grazie anche a un’affidabilità impressionante delle monoposto. I migliori tempi di questa sessione sono stati, a parità di mescole disponibili, considerevolmente più veloci rispetto allo scorsoanno, a riprova dell’evoluzione delle monoposto. Ciò significa che i Team hanno meno incognite dal punto di vista dei pneumatici, dato che quest’anno verranno utilizzati quelli della gamma 2019. Le prestazioni sono in linea con quanto avevamo previsto: si sono verificate solo alcune abrasioni al mattino dovute alle temperature piuttosto basse. Come sempre, è difficile riuscire a interpretare i tempi sul giro visto che nei test i Team lavorano con diversi set-up, mescole e carichi di carburante. Le mescole più dure della gamma sono quelle che si adattano meglio alle caratteristiche del tracciato di Barcellona, anche a causa della maggiore rugosità data dal naturale invecchiamento dell’asfalto relativamente recente. Di conseguenza, in questa sessione si è visto un numero limitato di run sulle mescole più morbide. Con meno giorni di test rispetto al 2019, i Team hanno dovuto affrontare sessioni più intense e diverse simulazioni di long run, favorendo la scelta di un maggior numero di set di mescole più dure.”

Quello che segue, invece, è il nostro report in PDF che mostra, squadra per squadra, l’andamento dei test.

Immagine di copertina: Alessandro Secchi

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