F1 | Il film del 2020 | Parte 8

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Mercedes è implacabile, Hamilton si aggiudica il record di vittorie in F1

Dopo tre triple header consecutivi, il calendario della F1 2020 entra in un periodo meno concitato con i GP di Russia, Eifel e Portogallo, organizzati tutti a due settimane di distanza l’uno dall’altro.

La musica non cambia rispetto alle gare precedenti: Hamilton commette un paio di errori a Sochi prima del via che regalano il successo a Bottas, ma tra Nürburgring e Portimão mette a segno due vittorie schiaccianti. Questi due successi gli permettono prima di eguagliare e poi di superare il record di vittorie in F1 detenuto da Michael Schumacher.


Tra i GP di Toscana e di Russia inizia a prendere corpo l’idea di un cambio al vertice della F1, con Chase Carey che sarebbe sul punto di lasciare il ruolo di CEO a Stefano Domenicali. Le voci vengono confermate venerdì 25 settembre, a weekend del GP di Russia già iniziato: a fine 2020 Carey farà un passo indietro e assumerà il ruolo di presidente non esecutivo e Domenicali prenderà in mano le redini della F1 a partire dal 2021.

Il fine settimana di Sochi inizia sulla falsariga di quello del Mugello, con Valtteri Bottas che ottiene il miglior tempo in entrambe le sessioni del venerdì; nelle FP1 Hamilton lavora principalmente sul passo gara, mentre nelle FP2 l’inglese è secondo a due decimi. In entrambe i turni Ricciardo è “il migliore degli altri”, ma i distacchi sono pesanti: mezzo secondo di ritardo dopo le prove mattutine, un secondo al termine di quelle pomeridiane.

Sabato mattina Hamilton spegne le illusioni del suo compagno di squadra rifilandogli quasi otto decimi al termine delle FP3. Sainz rileva da Ricciardo il ruolo di primo inseguitore delle Mercedes mentre Verstappen, sesto, continua a non impressionare. Le Ferrari si piazzano stabilmente a centro gruppo in tutte le tre sessioni di prove, occupando le posizioni tra la settima e la dodicesima.

In qualifica Hamilton rifila forse la batosta più pesante dell’anno al proprio compagno di squadra: il leader del mondiale mette il sigillo sull’ennesima pole position, fa il record della pista e stacca di 652 millesimi Bottas, che al termine delle qualifiche viene preceduto anche da Verstappen. Perez, quarto, paga oltre un secondo dalla pole position.

Per la Ferrari le qualifiche sono un incubo: negli ultimi minuti della Q2 Vettel sbatte in Curva 4 e i detriti della sua macchina rischiano di colpire quella di Leclerc. Alla ripartenza mancano 2 minuti e 15 secondi e c’è il tempo per un ultimo giro lanciato, ma il muretto Ferrari sbaglia a comunicare le istruzioni al suo pilota e Leclerc inizia il suo ultimo giro a tempo scaduto.

Nonostante la pole, la qualifica di Hamilton non è perfetta: in due occasioni gli viene tolto il tempo per aver oltrepassato i limiti della pista e per superare la Q2 deve far ricorso alle gomme morbide, che in ottica gara possono rappresentare un problema; Bottas e Verstappen, al contrario, accedono alla Q3 con le medie.

Anche domenica Hamilton si complica la vita: per due volte nei giri di allineamento fa la prova di partenza al di fuori della piazzola appositamente dedicata e per questo motivo viene messo sotto inchiesta. In partenza Bottas liquida immediatamente Verstappen e prova anche un attacco a Hamilton, che però tiene la posizione. Alle loro spalle, due incidenti tolgono dalla gara prima Sainz e poi Stroll, con quest’ultimo che viene colpito da Leclerc all’uscita di Curva 4.

Un paio di tornate dopo la ripartenza, a Hamilton sono comminate due penalità da cinque secondi ciascuna per le infrazioni commesse durante i giri di allineamento. La gara, di fatto, finisce qui: il campione del mondo non ha il ritmo né per allungare prima della sosta, né per recuperare dopo il pit stop alcuni dei secondi persi per via della penalità; al termine del ciclo di fermate ai box, Hamilton finisce anche alle spalle di Verstappen e da lì non si muoverà per il resto della gara.

Al termine di 53 giri avari di emozioni, Valtteri Bottas vince la sua seconda gara stagionale davanti a Verstappen e a Hamilton. Perez, concreto come al solito, usa la strategia per liberarsi delle Renault e chiudere in quarta posizione davanti a Ricciardo e a Leclerc, sesto nonostante l’incidente al primo giro con Stroll. Vettel taglia il traguardo in tredicesima posizione, la stessa da lui occupata al termine del primo giro.

Sintesi del GP di Russia (da Youtube/F1)


Nella pausa tra i GP di Russia e dell’Eifel deflagra la bomba Honda: il 2 ottobre il Costruttore nipponico annuncia il proprio addio alla F1 al termine della stagione 2021, motivando la propria scelta con la volontà di accettare nuove sfide rivolte in particolare alla mobilità 100% elettrica. La notizia tarpa le ali a Red Bull e AlphaTauri, che dovranno guardarsi intorno in ottica 2022.

Il GP dell’Eifel vede l’arrivo di due nuovi volti in F1: visto che la Formula 2 non corre in terra tedesca, la Ferrari ha deciso di far esordire due dei suoi piloti nel corso delle prove libere del venerdì mattina: Mick Schumacher correrà con l’Alfa Romeo mentre Callum Ilott proverà la Haas.

I sogni di Schumacher e Ilott si infrangono contro il meteo tipicamente autunnale che le squadre incontrano venerdì sul circuito del Nurburgring, caratterizzato da pioggia, vento, nebbia e basse temperature; in queste condizioni l’elicottero dei medici non può volare e la direzione gara si trova costretta prima a rinviare e poi ad annullare sia la FP1 che la FP2.

Sabato il meteo migliora sensibilmente e si può girare senza problemi: nelle FP3 le Mercedes occupano le prime due posizioni con Bottas che precede Hamilton; sorprendono in positivo le Ferrari, terza con Leclerc e quinta con Vettel, divise tra loro dalla Red Bull di Verstappen.

Non è sceso in pista Lance Stroll, fermato da non meglio specificati problemi fisici; ad un’ora dal via delle qualifiche il canadese dichiara forfait e viene sostituito da Nico Hülkenberg. Solamente alla vigilia del successivo GP del Portogallo Stroll rivelerà di aver contratto il Sars-CoV-2, anche se tutti i tamponi effettuati prima della gara del Nürburgring avevano tutti dato esito negativo.

In qualifica Bottas si riscatta con decisione dalla delusione di Sochi ed ottiene la pole position con due decimi e mezzo di vantaggio nei confronti del proprio compagno di squadra; cronometro alla mano è la miglior prestazione stagionale in qualifica per il pilota finlandese. Hamilton è secondo con mezzo decimo di vantaggio su Verstappen, che a sua volta partirà al fianco di uno strepitoso Leclerc. Vettel manca per quasi quattro decimi l’accesso alla Q3 ed è 11°.

Al via i primi mantengono le rispettive posizioni: Hamilton prova a sorprendere Bottas già in Curva 1 con una manovra molto aggressiva, ma il finlandese rintuzza l’attacco e mantiene la leadership. I primi tre fanno gara a sé mentre Leclerc, quarto, a stento tiene dietro Ricciardo e gira un paio di secondi al giro più lento dei piloti di testa.

Al 13° giro avviene l’avvicendamento al comando della gara: Bottas arriva lungo alla prima curva, Hamilton non si lascia sfuggire l’occasione e balza in testa. In pista non mancano gli errori: Vettel per primo è autore di un mezzo testacoda in curva 1 e poco dopo, sempre nello stesso punto, Raikkonen colpisce Russell costringendolo al ritiro. È il punto di svolta della gara: viene chiamata la VSC e Hamilton e Verstappen possono cambiare le gomme perdendo molto meno tempo rispetto a Bottas, che invece si era fermato nei giri precedenti.

Il rammarico del finlandese per la sfortuna con la VSC dura poco: sulla sua Mercedes si verifica una perdita di potenza, provocata da un problema elettronico, che lo porta al ritiro dopo 18 giri. Dopo l’uscita di scena di Bottas il terzo posto viene ereditato da Norris e poi, dopo la sosta della McLaren, da Ricciardo.

La gara si riapre al 43° giro quando il cedimento del motore di Norris porta all’ingresso in pista della Safety Car. Quello dell’inglese è il quarto ritiro per problemi tecnici in questa gara dopo quelli di Bottas, Albon e Ocon. La maggior parte dei piloti si ferma ai box per mettere gomme soft in vista degli ultimi giri.

Ad 11 giri dalla fine si riparte, ma nelle prime posizioni rimane tutto immutato: nelle ultime tornate Gasly recupera un paio di posizioni ai danni di Leclerc e Grosjean, due dei pochi a non essersi fermati durante l’ultima Safety Car, e lo stesso fa Hülkenberg ai danni del francese della Haas.

Nulla può però fermare Lewis Hamilton, che in terra di Germania va a conquistare il suo successo numero 91 in F1 eguagliando il record di Michael Schumacher. Verstappen è secondo davanti a Ricciardo, che conquista il suo primo podio con la Renault.

I tanti ritiri eccellenti portano ad avere 9 macchine diverse tra le prime 10 classificate; tra queste figurano, a sorpresa, la Haas di Grosjean (al suo unico arrivo a punti in stagione) e la Alfa di Giovinazzi. Ottima anche la gara di Hülkenberg, ottavo dopo essere partito ultimo senza aver percorso neanche un giro nelle prove libere. Le Ferrari chiudono al settimo posto con Leclerc e all’undicesimo con Vettel.

Sintesi del GP dell’Eifel (da Youtube/F1)


Prima del GP del Portogallo si riaccende nuovamente il mercato piloti: il 22 ottobre la Haas comunica che Romain Grosjean e Kevin Magnussen a fine anno lasceranno il team statunitense, che nel 2021 schiererà una coppia tutta nuova di piloti.

Anche il GP del Portogallo inizia con un Valtteri Bottas in grande spolvero: suo il miglior tempo nelle FP1 con tre decimi di vantaggio su Hamilton, suo quello nelle FP2 con sei decimi su Verstappen. Anche nelle prove di sabato mattina il finlandese conferma la prima posizione, anche se il suo vantaggio su Hamilton è di appena 26 millesimi.

Le qualifiche sono molto aperte ed anche il distacco tra le Mercedes e il resto del gruppo è piuttosto contenuto. Hamilton ottiene il miglior tempo nella Q1 con un decimo di vantaggio su Bottas, terzo, ma il finlandese risponde subito in Q2 rifilando quasi quattro decimi al compagno di squadra.

La Q3 è un saliscendi di emozioni: il primo run di giri veloci vede Bottas in pole provvisoria davanti ad Hamilton; per il secondo run entrambe le Mercedes scelgono la gomma media, Hamilton strappa la pole a Bottas, che a sua volta torna davanti a tutti al termine del proprio giro; sembra fatta per il finlandese ma Hamilton mette a segno, con lo stesso set di gomme, un ulteriore giro veloce che lo porta in pole position con un decimo di vantaggio nei confronti del compagno di squadra.

Verstappen è terzo davanti a Charles Leclerc, che ripete il piazzamento ottenuto due settimane prima nelle prove del GP dell’Eifel. Per Vettel la qualifica è disastrosa: nonostante l’evidente differenza in termini di prestazioni rispetto al compagno di squadra, la Ferrari si ostina a fargli correre la Q2 con le gomme medie; il tedesco rimedia un mesto 15° tempo ad oltre mezzo secondo da Leclerc.

Il primo giro del GP del Portogallo è sicuramente il più pazzo dell’intero mondiale: sulla pista di Portimão inizia a cadere qualche goccia di pioggia e l’aderenza è molto bassa. In queste condizioni gli schemi saltano completamente: Hamilton tiene il comando della gara alla prima curva ma Bottas è molto più veloce di lui e in Curva 8 si porta in testa alla gara.

Le monoposto più veloci in queste prime curve sono però le McLaren, che sembrano avere una marcia in più delle altre soprattutto in trazione. Sainz e Norris tagliano il traguardo del primo giro in seconda e in quarta posizione, ma lo spagnolo scavalca Bottas all’uscita di Curva 5 portandosi in testa alla gara. Ciò che lascia di stucco è però l’inizio di gara di Kimi Raikkonen, che in poco più di un giro passa dal 16° al 6° posto. I limiti della sua Alfa Romeo emergeranno dopo poche tornate, relegandolo al di fuori della zona punti a fine gara.

Dopo un paio di tornate tutto sembra tornare alla normalità: la pioggia smette di cadere, le gomme medie delle Mercedes tornano in temperatura e in un paio di passaggi Sainz viene superato dalle due Mercedes e dalla Red Bull di Verstappen. I primi tre allungano sugli altri anche se in questo caso Leclerc, risalito al quarto posto, perde meno rispetto ai precedenti GP.

Dopo il 15° giro Bottas incontra problemi di grip e Hamilton inizia a mangiargli 3-4 decimi al giro: alla fine del 19° passaggio l’inglese è ormai nella scia del compagno di squadra e, grazie all’ausilio del DRS, riesce a superarlo ancor prima di arrivare alla frenata di Curva 1.

La lotta per la vittoria, di fatto, termina qui: Bottas si distanzia immediatamente da Hamilton mentre la diversa strategia di Verstappen, che usa sistematicamente gomme di una mescola più morbida rispetto a quelle delle Mercedes, non porta grandi benefici. Al termine dei 66 giri Hamilton vince il GP del Portogallo e, con 92 vittorie in carriera in F1, stabilisce un nuovo record assoluto; Bottas e Verstappen completano il podio.

Leclerc, con il quarto posto finale a poco più di un minuto da Hamilton, regala alla Ferrari quella che può essere considerata la miglior prestazione stagionale in condizioni “standard”, senza piogge o Safety Car. Ottimo anche il quinto posto di Pierre Gasly davanti a Sainz. Degna di nota anche la gara di Perez, settimo dopo essere finito in coda al gruppo al primo giro a causa di una collisione con Verstappen; il messicano può perfino recriminare per aver perso due posizioni negli ultimi due giri.

Sintesi del GP del Portogallo (da Youtube/F1)


Immagine di copertina da Twitter/Mercedes AMG F1

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